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	<description>SUGARPULP: il Nordest, la Bassa, la grande Pianura Padana non sono più - da oggi - un Paese per vecchi.</description>
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		<title>A cena con le barbabietole</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 16:14:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/news" title="View all posts in News" rel="category tag">News</a></p><p></p>Ciao bei, rieccoci tornati! Sentivate la nostra mancanza? Per la prima abbuffata di articoli dell&#8217;anno abbiamo cucinato delle pietanze gustosissime. Il primo piatto ce lo serve il nostro maitre Strukul che ha preparato una buonissima zuppa di Barbabietole. Il primo di &#8230; <a href="http://sugarpulp.it/news/a-cena-con-le-barbabietole">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/news/a-cena-con-le-barbabietole' title='A cena con le barbabietole'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao <em>bei,</em></p>
<p>rieccoci tornati! Sentivate la nostra mancanza?<br />
Per la prima abbuffata di articoli dell&#8217;anno abbiamo cucinato delle pietanze gustosissime. Il primo piatto ce lo serve il nostro <em>maitre</em> Strukul che ha preparato <strong>una buonissima zuppa di Barbabietole</strong>. Il primo di una serie di pout pourrì crossmediali che il nostro <em>graaande </em>Matteo ci proporrà alla scoperta di tutto ciò che è genere, esplorando i territori paralleli alla letteratura&#8230;ma paralleli fino ad un certo punto. <strong>Fino a che punto? Lo scoprirete leggendo la sua intervista a uno dei più grandi sceneggiatori italiani di fumetti: Pasquale Ruju.</strong></p>
<p>Come secondo, torna la rubrica di Marco Busatta, custode della Santa Barbara di Sugarpulp e ottimo cuoco, che ci porta <strong>alla scoperta dei miti di ieri che ispirano i nostri racconti barbabietolati di oggi</strong>. In questa puntata Marco ci parlerà di Samuel Langhorne Clemens. Come &#8220;<em>chi xeo &#8216;sto qua&#8221;? </em>Leggete e capirete.</p>
<p>Per finire, l&#8217;appassionato di birra, vin, whisky e graspe (e qui c&#8217;è una citazione) Carlo Vanin ci parlerà di <strong>&#8220;Nelle mani dell&#8217;uomo corvo&#8221;, il nuovo romanzo di Matteo Corona.</strong></p>
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					<img width="561" height="181" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/img-zuppa_di_barbabietole_featured.jpg" class="attachment-630x181 wp-post-image" alt="Intervista a Pasquale Ruju" title="Intervista a Pasquale Ruju" />
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					<a class="newsElement_box" title="Intervista a Pasquale Ruju" href="http://sugarpulp.it/interviste/pasquale-ruju" >
						<div class="ic_caption"> 
							<p class="ic_category">Zuppa di Barbabietole</p>
							<h3 title="Intervista a Pasquale Ruju">Intervista a Pasquale Ruju</h3>
							<p class="ic_text">Comincia la nuova rubrica di Matteo Strukul: uno spazio dedicato al mondo Sugarpulp a 360 gradi. Ospite di questa puntata: Pasquale Ruju.</p>
						</div>
					</a>
					</div>
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					<img width="561" height="181" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/img-imiti_busatta-featured.jpg" class="attachment-630x181 wp-post-image" alt="Samuel Langhorne Clemens" title="Samuel Langhorne Clemens" />
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					<a class="newsElement_box" title="Samuel Langhorne Clemens" href="http://sugarpulp.it/critica/samuel-langhorne-clemens" >
						<div class="ic_caption"> 
							<p class="ic_category">Critica</p>
							<h3 title="Samuel Langhorne Clemens">Samuel Langhorne Clemens</h3>
							<p class="ic_text">Continuano le incursioni monografiche di Marco Busatta. Questa settimana si torna al classico con Samuel Langhorne Clemens ovvero Mark Twain.</p>
						</div>
					</a>
					</div>
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					<img width="561" height="181" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/img-nelle_mani_delluomo_corvo-featured.jpg" class="attachment-630x181 wp-post-image" alt="Nelle mani dell&#039;uomo corvo" title="Nelle mani dell&#039;uomo corvo" />
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					<a class="newsElement_box" title="Nelle mani dell'uomo corvo" href="http://sugarpulp.it/critica/nelle-mani-delluomo-corvo" >
						<div class="ic_caption"> 
							<p class="ic_category">SugarBooks</p>
							<h3 title="Nelle mani dell'uomo corvo">Nelle mani dell'uomo corvo</h3>
							<p class="ic_text">Il labirinto, archetipo millenario della condizione umana, raccontato con parole nuove, con segni adatti alla nostra epoca grazie a una sorta di lirismo beat in cui le parole sono colori e suoni, velocissimi e assoluti.</p>
						</div>
					</a>
					</div>
<p><strong><em>Bon appetit!</em></strong><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Nelle mani dell&#8217;uomo corvo</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 16:12:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Vanin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica]]></category>
		<category><![CDATA[SugarBooks]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/letteratura" rel="tag">letteratura</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/recensione" rel="tag">recensione</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sugarbooks" rel="tag">SugarBooks</a></p>Il labirinto, archetipo millenario della condizione umana, raccontato con parole nuove, con segni adatti alla nostra epoca grazie a una sorta di lirismo beat in cui le parole sono colori e suoni, velocissimi e assoluti. <a href="http://sugarpulp.it/critica/nelle-mani-delluomo-corvo">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/nelle-mani-delluomo-corvo' title='Nelle mani dell'uomo corvo'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un mio vecchio professore, citando Bachtin, mi diceva che i libri dialogano fra loro. Quando prendo un testo in mano che sia un romanzo, un saggio, una raccolta di poesie, in realtà mi accingo a leggere un’intera biblioteca di opere a cui quel testo si riferisce. Per questo, quando vesto il pigiama del critico (che ritengo sia l’abbigliamento adatto per scrivere recensioni) e mi accingo a introdurmi nei meandri di un’opera, penso prima di tutto: <strong>questo cosa mi ricorda? Da cosa è ispirato? Quali sono le sue auctoritas? A che tradizione appartiene?</strong></p>
<p>Possono sembrare domande oziose, da professore barbogio con le toppe ai gomiti della giacca ma credete: certe volte farsi queste domande apre delle porte segrete sull’opera da recensire. <strong>E se è vero che certe porte non dovrebbero mai essere aperte, è vero anche che fare il critico è il lavoro più pericoloso del mondo.</strong> Potete ben capire, quindi, il motivo del mio abbigliamento e del fatto che in sottofondo sentiate il tema di Indiana Jones.</p>
<p>Bando alle facezie. <strong>Leggendo “Nelle mani dell’uomo corvo”, opera prima di Matteo Corona son dovuto andare molto, mooolto indietro, fino ad Aristotele e alle sue tre unità di spazio, tempo e azione che formalizzavano il genere all’epoca ritenuto più alto: quello della tragedia.</strong></p>
<p>Ora, ho già citato due parole spia che hanno molto a che fare con il romanzo di Corona: la prima è “porta”, la seconda è “tragedia”. Arrivati a questo punto son sicuro che vi sarete rotti e vorreste che arrivassi al punto, alla storia. Ebbene, mi trovo nella difficile situazione di potervi dare solo una suggestione di quello che in 129 pagine crea Corona. E qui entra in gioco la prima unità aristotelica quella dell’azione. Secondo il filosofo greco il dramma puro e perfetto doveva comprendere un’unica azione, nessuna trama secondaria quindi, nessuna diramazione o straniamento dal plot principale. <strong>L’azione di Corona è questa, ben riassunta dalla quarta di copertina: “Vanessa aprì gli occhi e si ritrovò a dover affrontare il peggiore degli incubi: una vita da reclusa. Una vita nelle mani dell’uomo corvo”. Se vi dicessi di più di questo sulla trama, direi troppo.</strong></p>
<p>Questa sinossi minima è sufficiente a Corona per sviluppare il romanzo di una prigionia, la tragedia di una ragazza caduta in una trappola a forma di casa (ed ecco la seconda unità: quella di spazio), vittima di un carnefice geniale quanto oscuro che, in minima parte, mi ha ricordato l’enigmista di Saw. In minima parte dico, perché, a parte la capacità ingegneristica di creare macchine di dolore, l’uomo corvo è del tutto privo dello spirito morale ed “educativo” del vecio Saw. Non è un pietoso torturatore “per il bene dell’umanità” ma un mostro egoista e pazzo che di umano ha ben poco. <strong>La visione del mondo dell’uomo corvo, suggerita da Corona in pochi e ben piazzati deliri oratori, non è che una malevola, pessimista e disperata similitudine con l’inferno.</strong> E, crediamo leggendo, se l’uomo corvo non può essere il demonio del mondo in cui vive, allora lo diventa di un mondo tutto suo, creato ex novo: la casa-trappola in cui è sepolta Vanessa.</p>
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		<title>Samuel Langhorne Clemens</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 16:09:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Busatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alla riscoperta dei Miti]]></category>
		<category><![CDATA[Critica]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Busatta]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/miti" title="View all posts in Alla riscoperta dei Miti" rel="category tag">Alla riscoperta dei Miti</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/letteratura" rel="tag">letteratura</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/marco-busatta" rel="tag">Marco Busatta</a></p>Continuano le incursioni monografiche di Marco Busatta. Questa settimana si torna al classico con Samuel Langhorne Clemens ovvero Mark Twain. <a href="http://sugarpulp.it/critica/samuel-langhorne-clemens">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/samuel-langhorne-clemens' title='Samuel Langhorne Clemens'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: right;">“Un autore gradisce un complimento anche quando proviene da qualcuno la cui competenza è dubbia.”</p>
<p style="text-align: right;"><em>Mark Twain, Autobiografia.</em></p>
</blockquote>
<p><span style="text-align: left;"><a href="http://sugarpulp.it/critica/samuel-langhorne-clemens/attachment/427px-mark_twain_by_af_bradley" rel="attachment wp-att-8236"><img class="alignright size-full wp-image-8236" title="427px-Mark_Twain_by_AF_Bradley" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/427px-Mark_Twain_by_AF_Bradley.jpg" alt="" width="116" height="162" /></a><br />
Una quantità difficilmente calcolabile di inchiostro è stata utilizzata per sviscerare, analizzare, spesso criticare questo grandissimo autore americano. Non credo certo di poter aggiungere qui qualcosa di nuovo né tanto meno qualcosa di originale. </span><strong style="text-align: justify;">Mi propongo però, con queste poche righe, di fare un piccolo omaggio a uno dei più straordinari autori che la narrativa americana abbia conosciuto e spiegare perché a Sugarpulp “piace” Mark Twain</strong><span style="text-align: left;">.</span></p>
<p style="text-align: left;">Mark Twain nasce come Samuel Langhorne Clemens il 30 Novembre 1835 nella Contea di Monroe, Stato del Missouri. La cometa di Halley era visibile in cielo, quando Mark Twain venne alla luce.</p>
<p style="text-align: left;">È molto giovane quando comincia a lavorare come apprendista tipografo, attività che lo condurrà in diverse città (St. Louis, New York, Philadelphia, Cincinnati), fino al 1957 quando diverrà pilota di battelli a vapore. Quelli che transitavano sul Missisipi, per intenderci. Nel 1861 scoppia la guerra civile e la vita ordinaria se ne va beatamente a puttane, il Nostro si arruola con un gruppo di volontari del Missouri (confederati, quelli che la “perdono” la guerra, sempre per capirci…), ma la cosa dura solo qualche settimana. Abbandonata la vita del volontario,  finisce a fare il minatore ed il prospettore minerario (quel tizio che sceglie se un terreno è buono per scavarci una miniera oppure no).  Comincia a lavorare come giornalista e scrittore freelance e nel 1863 si firmerà per la prima volta come Mark Twain.</p>
<p style="text-align: left;">È sul finire degli anni sessanta che comincia a pubblicare opere di rilievo: <em>&#8220;Gli innocenti all’estero&#8221;</em> nel 1869, &#8220;<em>Vita dura&#8221;</em> nel 1873, a seguire&#8221;<em>L’età dell’oro&#8221;</em> e nel 1876 &#8220;<em>Le avventure di Tom Sawyer&#8221;</em>. Quindi via con una corposa lista di pubblicazioni fino a &#8220;<em>Il principe e il povero&#8221;</em> nel 1882 (in questo periodo Mark Twain ha già cominciato a viaggiare molto in tutta Europa e negli Stati Uniti). &#8220;<em>Le avventure di Huckleberry Finn&#8221;</em>  vede la luce nel 1885 e a seguire verranno  pezzi straordinari come &#8220;<em>Uno yankee alla corte di Re Artù&#8221;</em> e molti, molti altri.</p>
<p style="text-align: left;">Con la pubblicazione delle sue opere, Mark Twain guadagnò un sacco di soldi. Soldi che perse investendo nella progettazione e nello sviluppo della compositrice automatica Paige (una macchina tipografica). Tenne molte conferenze e continuò a scrivere per evitare che la bancarotta passasse dal piano della incombente minaccia a quello della concreta realtà.<br />
Mark Twain morirà, stroncato da problemi cardiaci, nel Connecticut il 21 aprile 1910, dopo aver lasciato un segno indelebile nella narrativa americana, e non solo.</p>
<p style="text-align: left;">Cominciamo prestando attenzione allo pseudonimo scelto dal geniale scrittore : Mark Twain. Prima di essere Mark Twain, Samuel Clemens ebbe modo di firmare i suoi articoli umoristici e i suoi scritti con diversi nomi: Thomas Jefferson Snodgrass, o W. Epaminondas Adrastus Blab, Sergeant Fathom, Josh, e altri nomi ancora. Fino ad approdare (è il caso di dire) allo pseudonimo definitivo, quello che lo accompagnerà stabilmente nella celebrità e nella vita: Mark Twain.</p>
<p style="text-align: left;">Quasi sicuramente l’idea per questo pseudonimo gli venne durante la sua esperienza come pilota di battelli a vapore sul fiume Mississippi.  “<em>By the mark, twain</em>!” era il grido con cui il marinaio preposto alla misurazione dell’acqua durante la navigazione (perché a metà Ottocento se stavi navigando su un fiume con delle acque torbide come quelle del Mississippi, avevi bisogno di qualcuno che ti dicesse se ci fosse anche acqua, in mezzo a tutto quel fango) segnalava che “dal segno: due (tese)!”.<br />
Cioè che in quel punto del fiume c’era abbastanza acqua  da permettere una tranquilla navigazione. <em>By the mark, twain</em>: tutto è ok! Mark Twain. E se lo pseudonimo, come sostiene Sergio Campailla, “è un’assunzione d’identità che risponde, in termini allusivi e sia pure indimostrabili, ad aspettative latenti”  in questo caso ciò che ci si aspetta è ciò che si trova in concreto nelle opere di questo Autore. La narrazione è sempre di ottima qualità, Mark Twain!</p>
<p style="text-align: left;">Dallo pseudonimo, inoltre, possiamo intuire la rilevanza che per questo Autore ha la dimensione fluviale del Mississippi. Dimensione che farà da sfondo (per non dire da personaggio) di primaria importanza nelle sue opere più conosciute. E che ve lo dico a fare che mi riferisco a:  “<em>Le avventure di Tom Sawyer” </em>e “<em>Le avventure di Huckleberry Finn”</em>?</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Mark Twain su Sugarpulp, perché?</strong></p>
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		<title>Intervista a Pasquale Ruju</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 16:09:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Strukul</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Zuppa di Barbabietole]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Strukul]]></category>
		<category><![CDATA[noir]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste" title="View all posts in Interviste" rel="category tag">Interviste</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/zuppa-barbabietole" title="View all posts in Zuppa di Barbabietole" rel="category tag">Zuppa di Barbabietole</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/interviste" rel="tag">Interviste</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/matteo-strukul" rel="tag">Matteo Strukul</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/noir" rel="tag">noir</a></p>Comincia la nuova rubrica di Matteo Strukul: uno spazio dedicato al mondo Sugarpulp a 360 gradi. Ospite di questa puntata: Pasquale Ruju. <a href="http://sugarpulp.it/interviste/pasquale-ruju">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/interviste/pasquale-ruju' title='Intervista a Pasquale Ruju'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-small wp-image-8172" title="img-matteoS-perinterventodiretto" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/img-matteoS-perinterventodiretto.jpg" alt="Matteo Strukul" width="131" height="131" /><em>La zuppa di barbabietole sarà uno spazio dedicato al mondo Sugarpulp a 360 gradi. Credo sempre di più nella contaminazione dei linguaggi narrativi: il romanzo, il fumetto, il videogame, il film, la serie tv, lo storyboard. Perciò nella zuppa ci finirà tutto questo: interviste, articoli, riflessioni e soprattutto proposte di lettura o visione. <strong>Amo Dumas e Perez Reverte, Gischler e Carlotto, Frank Miller e Alan Moore, ma anche Rodriguez, Peckinpah, Leone e Zakk Snyder. Sergio Altieri e Markus Nispel, Warren Ellis e Garth Ennis. George RR Martin e Tiziano Sclavi</strong>. E vogliamo parlare di <strong>Sons of Anarchy</strong>? La  nuova serie ideata e co-prodotta da Kurt Sutter (quello di The Shield) dedicata ai bikers fuorilegge?</em></p>
<p><em>Credo che Sugarpulp sia nato proprio da questo tipo di spinta. Volevamo prendere un immaginario, quello di una certa estetica letteraria americana, e trapiantarlo in Veneto. Lo abbiamo fatto. Ma poi, un po’ alla volta, abbiamo capito che non bastava più, che volevamo di più, che le suggestioni arrivavano non solo dalla letteratura ma anche da tutto il resto. Perciò, personalmente, <strong>volevo prendermi questo piccolo spazio per parlare di tutto ciò che è genere, inteso come miscela di gusti, come arcobaleno di aromi</strong>: da qui l’idea di una narrativa pulp proprio nel senso che non possa essere confinata negli steccati.</em></p>
<p><strong><em>Altrimenti, ragazzi, che palle!</em></strong></p>
<p><em>Per questo motivo ho deciso di inaugurare questo spazio con un’intervista a un grande sceneggiatore italiano di fumetti. <strong>Pasquale Ruju</strong>, infatti, ha firmato negli ultimi quindici anni alcune delle storie più belle di <strong>Dylan Dog, Nathan Never, Tex</strong>. Ha vinto l’oscar del fumetto per la sceneggiatura nel 2004 e nel 2010 è stato – giusto per dire – lo sceneggiatore di fumetti Bonelli più pubblicato con qualcosa come oltre 1600 pagine pubblicate (sono numeri impressionanti) e quattro serie all’attivo. Non pago, Pasquale ha creato i personaggi di Demian e Cassidy tratteggiando due mondi imbevuti di noir: quello di Demian che respira nella Marsiglia, figlia di Jean Claude Izzo, annegata dal pastis, dagli odori dei fumosi bistrot, dalle atmosfere melo del Porto Vecchio e più in generale del polar francese; quello di Cassidy tutto Stati del Sud, James Lee Burke e Harry Crews, con un occhio al Peckinpah di The Getaway e al voodoo blues di Willy De Ville e Dr. John. <strong>Insomma un Autore con la A maiuscola, un innovatore per molti aspetti, capace di consacrare – anche a livello commerciale – il formato miniserie in Italia, che aveva peraltro conosciuto già un ottimo riscontro con gli albi di Brad Barron scritti da Tito Faraci</strong>. Perciò senza dilungarmi ulteriormente, vi lascio all’intervista, non prima di aver ricordato che Pasquale Ruju è anche doppiatore e attore, come a dire che poi nella contaminazione non siamo solo noi di Sugarpulp a crederci, anzi.</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Matteo Strukul</em></p>
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		<title>Caro Babbo Natale&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 08:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/news" title="View all posts in News" rel="category tag">News</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/natale" rel="tag">Natale</a></p>Ciao ragazzi, è periodo di brindisi e bilanci: il 2011 è stato un anno straordinario per tutto il movimento barbabietolato, che ve lo dico a fare... vogliamo chiuderlo segnalandovi come da tradizione i libri che ci sono piaciuti di più, senza &#8230; <a href="http://sugarpulp.it/news/caro-babbo-natale">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/news/caro-babbo-natale' title='Caro Babbo Natale...'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao ragazzi,</p>
<p>è periodo di <strong>brindisi e bilanci</strong>:<strong> il 2011 è stato un anno straordinario per tutto il movimento barbabietolato, che ve lo dico a fare..</strong>. vogliamo chiuderlo segnalandovi come da tradizione i libri che ci sono piaciuti di più, senza fare classifiche di merito o di vendita.</p>
<p>Sugarpulp nasce proprio per l&#8217;amore profondo e viscerale che tutti noi nutriamo per la lettura e per la letteratura, quindi bando alla ciance,<strong> ecco i libri che quest&#8217;anno ci siamo divertiti di più a leggere </strong>(e ricordatevi che siete ancora in tempo per qualche bel regalo natalizio)<strong>:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Nina dei lupi</strong>, Alessandro Bertante</li>
<li><strong>Il Carnefice</strong>, Francesca Bertuzzi</li>
<li><strong>I materiali del Jiller</strong>, Gianni Biondillo</li>
<li><strong>Il tribunale delle anime</strong>, Donato Carrisi</li>
<li><a href="http://sugarpulp.it/critica/alla-fine-di-un-giorno-noioso"><strong>Alla fine di un giorno noioso</strong>, Massimo Carlotto</a></li>
<li><strong>Il libro dell&#8217;angelo</strong>, Alfredo Colitto</li>
<li><strong>Tre atti e due tempi</strong>, Giorgio Faletti</li>
<li><strong>La febbre</strong>, Francesca Genti</li>
<li><a href="http://sugarpulp.it/critica/black-city-cera-una-volta-la-fine-del-mondo"><strong>Black City</strong>, Victor Gischler</a></li>
<li><a href="http://sugarpulp.it/critica/notte-di-sangue-a-coyote-crossing-2"><strong>Notte di sangue a Coyote Crossing</strong>, Victor Gischler</a></li>
<li><strong>Pablito mon amour</strong>, Davide Golin</li>
<li><strong>Cielo di sabbia</strong>, Joe R. Lansdale</li>
<li><strong>L&#8217;esordiente</strong>, Raul Montanari</li>
<li><strong>Il Vangelo secondo Biff</strong>, Christopher Moore</li>
<li><a href="http://sugarpulp.it/critica/fuego"><strong>Fuego</strong>, Marilù Oliva</a></li>
<li><strong>Dannazione</strong>, Chuck Palahniuk</li>
<li><strong>Sicarios</strong>, T. Jefferson Parker</li>
<li><strong>Vizio di forma</strong>, Thomas Pynchon</li>
<li><strong>Le 5 fasi</strong>, Alberto Ponticelli, Officina Infernale, Squaz, Akab, Tiziano Angri, Ausonia</li>
<li><a href="http://sugarpulp.it/critica/bacchiglione-blues-3"><strong>Bacchiglione blues</strong>, Matteo Righetto</a></li>
<li><strong>Yellow Medecine</strong>, Anthony Neil Smith</li>
<li><a href="http://sugarpulp.it/critica/la-ballata-di-mila"><strong>La ballata di Mila</strong>, Matteo Strukul</a></li>
<li><strong>Satori</strong>, Don Winslow</li>
<li><strong>Antropometria</strong>, Paolo Zardi</li>
</ul>
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		<title>Barbabietole pre-natalizie</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 17:41:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/news" title="View all posts in News" rel="category tag">News</a></p><p></p>Ciao tosi, prima di lanciarci nell&#8217;abbuffata natalizia con il classico elencone dei libri Sugarpulp dell&#8217;anno, ci presentiamo anche questa settimana con un aggiornamento succoso e zuccherino: un racconto originale, un&#8217;anteprima esclusiva e una recensione di un esordiente nella gang delle &#8230; <a href="http://sugarpulp.it/news/barbabietole-pre-natalizie">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/news/barbabietole-pre-natalizie' title='Barbabietole pre-natalizie'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao <em>tosi</em>,</p>
<p>prima di lanciarci nell&#8217;abbuffata natalizia con il classico elencone dei libri Sugarpulp dell&#8217;anno, ci presentiamo anche questa settimana con un aggiornamento succoso e zuccherino: <strong>un racconto originale, un&#8217;anteprima esclusiva e una recensione di un esordiente nella gang delle barbabietole carnivore.</strong></p>
<p>Che cosa volete di più dalla vita? (il primo che dice &#8220;un Lucano&#8221; verrà giustiziato con pistolettata alla nuca&#8230;).</p>
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					<img width="561" height="181" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/img-carlo_callegari-scuola_guida-featured1.jpg" class="attachment-630x181 wp-post-image" alt="Che Dio ti aiuti, Bambola!" title="Che Dio ti aiuti, Bambola!" />
					<div class="overlay" style="display:none;"></div>
					<a class="newsElement_box" title="Che Dio ti aiuti, Bambola!" href="http://sugarpulp.it/sugartales/che-dio-ti-aiuti-bambola" >
						<div class="ic_caption"> 
							<p class="ic_category">SugarTales</p>
							<h3 title="Che Dio ti aiuti, Bambola!">Che Dio ti aiuti, Bambola!</h3>
							<p class="ic_text">Forse per lo stupore di avermi trovato o forse per la canna della mia Glock calibro 40 a trenta centimetri dal suo volto. Aprì la bocca, come per parlare. Io tirai il grilletto. L'esplosione fu tremenda. Seguì un lampo di luce ed una pioggia di marmellata. La faccia del mio nuovo amico non c'era più. </p>
						</div>
					</a>
					</div>
<div id="capslide_img_cont" class="ic_container">
					<img width="561" height="181" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/CM-Capture-130.png" class="attachment-630x181 wp-post-image" alt="Straordinari" title="Straordinari" />
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					<a class="newsElement_box" title="Straordinari" href="http://sugarpulp.it/sugartales/straordinari" >
						<div class="ic_caption"> 
							<p class="ic_category">SugarTales</p>
							<h3 title="Straordinari">Straordinari</h3>
							<p class="ic_text">Ma gliel'ho detto chiaro e tondo: io con una scopa Pippo, un mocio Vileda o un catturapolvere Swiffer non mi ci posso più vedere. Se non altro, per una questione di dignità: che cazzo di nomi.</p>
						</div>
					</a>
					</div>
<div id="capslide_img_cont" class="ic_container">
					<img width="561" height="181" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2011/08/crema-e-pelo-featured.png" class="attachment-630x181 wp-post-image" alt="Qualcosa di Simile" title="Qualcosa di Simile" />
					<div class="overlay" style="display:none;"></div>
					<a class="newsElement_box" title="Qualcosa di Simile" href="http://sugarpulp.it/critica/qualcosa-di-simile" >
						<div class="ic_caption"> 
							<p class="ic_category">SugarBooks</p>
							<h3 title="Qualcosa di Simile">Qualcosa di Simile</h3>
							<p class="ic_text">Sono le dicotomie, gli sdoppiamenti, le polarità, i simboli ricorrenti, la cifra di queste storie bizzarre e labirintiche, collegate da una sottilissima tela di compresenze e rispecchiamenti.</p>
						</div>
					</a>
					</div>
<p><strong>Buona lettura!</strong><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Che Dio ti aiuti, Bambola!</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 17:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Callegari</dc:creator>
				<category><![CDATA[SugarTales]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/sugartales" title="View all posts in SugarTales" rel="category tag">SugarTales</a></p><p></p>Forse per lo stupore di avermi trovato o forse per la canna della mia Glock calibro 40 a trenta centimetri dal suo volto. Aprì la bocca, come per parlare. Io tirai il grilletto. L'esplosione fu tremenda. Seguì un lampo di luce ed una pioggia di marmellata. La faccia del mio nuovo amico non c'era più.  <a href="http://sugarpulp.it/sugartales/che-dio-ti-aiuti-bambola">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/sugartales/che-dio-ti-aiuti-bambola' title='Che Dio ti aiuti, Bambola!'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://sugarpulp.it/racconti/che-dio-ti-aiuti-bambola/attachment/img-carlo_callegari-che_dio_ti_aiuti_bambola" rel="attachment wp-att-8116"><img class="alignright size-full wp-image-8116" title="img-carlo_callegari-che_dio_ti_aiuti_bambola" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/img-carlo_callegari-che_dio_ti_aiuti_bambola.png" alt="" width="196" height="268" /></a>[Di seguito il primo capitolo del romanzo <a href="http://www.lacaseproduction.com/slider/che-dio-ti-aiuti-bambola-di-carlo-callegari-ebook/">"Che Dio ti aiuti, Bambola!"</a> di <strong>Carlo Callegari</strong>, pubblicato in formato ebook da <strong>LA CASE Production</strong>]</p>
<p>Nel nostro ambiente erano conosciute come <strong>“le biologiche”</strong>, da che mondo è mondo. Due maledette ed anoressiche gemelle residenti in centro a Padova, con la passione per i cibi biologici e tutto quello che era collegato al mondo vegetariano.<br />
<strong>Mangiavano merda al gusto soia.</strong> Bistecche di soia, germogli di soia, latte di soia, biscotti di soia, crocchette di soia. Mi è sempre piaciuto pensare che se il mio uccello fosse stato al gusto di soia, avrebbero mangiato pure quello, condito magari con qualche salsa a base di gustosissima soia.</p>
<p>Ad ogni modo, Jolanda e Miranda non si limitavano solo ad una cucina vegetariana e salutista. Avevano applicato la loro filosofia culinaria ad ogni aspetto della vita pratica. <strong>Solo da loro, infatti, si poteva trovare la migliore droga naturale di Padova e Provincia.</strong> Avrebbero potuto sfidare chiunque con i loro prodotti, soprattutto con marijuana ed hascish. Pagavi qualcosa di più, ma credetemi, il prodotto era decisamente di qualità superiore e senza alcuna traccia di prodotti chimici o pesticidi. Fosse stato legale quel tipo di lavoro, avrebbero potuto prendere a pieni voti la certificazione ISO 9001. Nessun paragone poteva essere fatto con le porcherie che arrivavano dall&#8217;Albania o da qualsiasi altro paese della comunità europea.</p>
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		<title>Straordinari</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 17:24:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Serena Casagrande</dc:creator>
				<category><![CDATA[SugarTales]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/sugartales" title="View all posts in SugarTales" rel="category tag">SugarTales</a></p><p></p>Ma gliel'ho detto chiaro e tondo: io con una scopa Pippo, un mocio Vileda o un catturapolvere Swiffer non mi ci posso più vedere. Se non altro, per una questione di dignità: che cazzo di nomi. <a href="http://sugarpulp.it/sugartales/straordinari">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/sugartales/straordinari' title='Straordinari'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tracklist</p>
<ul>
<li>Laurent Garnier – <em>The Man With The Red Face</em></li>
<li>Misirli Ahmet – <em>Pelos</em></li>
<li>Daisy Daze and the Bumble Bees – <em>Planet 0</em></li>
</ul>
<div>Mi sta stretto il vestito nuovo di raso, troppi pranzi e cene. Vigilia, Natale, Santo Stefano, Capodanno.<strong> Mi si è pure smagliata una calza</strong>. Dove cazzo sarà finito lo smalto, sono in ritardo. Pazienza, il buco è ad altezza coscia, speriamo non si veda attraverso lo spacco. E poi, a chi vuoi che gliene importi.</div>
<div>Maya apre gli occhi e con calma si stiracchia, scende dal divano. Lascia l&#8217;impronta del suo corpo lardoso sul sedile di pelle. Una buca da cui emerge il mio smalto. Gatto di merda. Aggiusto le calze, spennellandole di nail polish number 37, color malva. Ripenso ad un paio di calzini dello stesso colore appeso alla cappa del camino − una cucina economica. <strong>Preistoria</strong>: niente più canne fumarie tossiche, intrise di fuliggine cancerogena; niente più freddi tubi smaltati: riscaldamento a pavimento, la modernità!</div>
<div>Sono in ritardo, cazzo, dove cazzo sono le mie scarpe… Tutta colpa del mio pappone stronzo, che non si sa organizzare, che fa tutto all&#8217;ultimo momento (mancanza di capacità gestionali). <strong>Prendo la mia maxi borsa di Louis Vuitton</strong> (e mi auguro che nessuno manifesti disapprovazione in proposito. Mi faccio un culo come una capanna e posso concedermi qualche sfizio). La riempio. Solite cose: giochini belli per i bravi bambini, cose molto cattive per quelli sadici, calze di riserva, lecca-lecca, chupa chups e porcherie simili. <strong>I ferri del mestiere, insomma.</strong></div>
<div>Sbucano da dietro il cuscino le mie scarpe. Un signor tacco dodici spuntato di vernice nera come la pece. Scomode di sicuro. Ma con quelle scarpe non c&#8217;è essere di sesso femminile che non si possa sentire invincibile. Sono distrutte, ma oramai aspetto i saldi che sono qui, dietro l&#8217;angolo, e mi faccio un bel regalo di compleanno. Ho visto un tacco quindici che fa al caso mio. In centro, da Gucci. Se me lo merito! Non ho neppure il tempo per festeggiare. Faccio le scale di corsa, scendo in garage, scaldo il motore della mia BMW Serie Tre coupé (idem come sopra), imposto il mio navigatore satellitare et allons-y!</div>
<p><strong>Sarà una lunga notte.</strong></p>
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		<title>Qualcosa di Simile</title>
		<link>http://sugarpulp.it/critica/qualcosa-di-simile</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 17:23:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Falcetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica]]></category>
		<category><![CDATA[SugarBooks]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p></p>Sono le dicotomie, gli sdoppiamenti, le polarità, i simboli ricorrenti, la cifra di queste storie bizzarre e labirintiche, collegate da una sottilissima tela di compresenze e rispecchiamenti. <a href="http://sugarpulp.it/critica/qualcosa-di-simile">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/qualcosa-di-simile' title='Qualcosa di Simile'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://sugarpulp.it/critica/qualcosa-di-simile/attachment/img-riccardo_falcetta-qualcosa-di-simile" rel="attachment wp-att-8122"><img class="alignright size-full wp-image-8122" title="img-riccardo_falcetta-qualcosa-di-simile" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/img-riccardo_falcetta-qualcosa-di-simile.jpeg" alt="" width="200" height="323" /></a><strong>“Qualcosa di simile” è stato uno tra gli esordi meglio accolti del 2011</strong>: si è aggiudicato il Premio Fucini 2011 per la miglior raccolta di racconti ed è valso all’autrice numerosi consensi, raffronti con scrittrici di rango come Alice Munro, Shirley Jackson e Yoko Ogawa. Perché?</p>
<p>Parto da lontano: <strong>può ancora oggi l’arte del racconto serbare autentici doni.</strong> Dico racconto, riferendomi, più che al narrare in generale, <strong>al racconto breve</strong>, la novella – evolutasi poi nella short story anglosassone – forma di narrazione antichissima e tra le più nobili, diventata la tipologia più snobbata da un’editoria che per ragioni quasi sempre ‘extranarrative’ oggi le predilige i più pletorici romanzi fiume; persino la poesia, ancor meno vendibile, le è talvolta preferita. Un familiare peccato di miopia culturale, una tara che non permette più una valorizzazione di quella che dai tempi del Boccaccio, per la concisione di cui necessita, è la misura letteraria che di un genere e di un autore può davvero mostrare la maturità, le potenzialità, come i limiti, tematici e stilistici.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Rimangono per fortuna le “voci off”, scrittori, editori che seguendo il cuore del proprio gusto, assicurano ancora rarità come “Qualcosa di simile”.</strong><br />
La prestigiosa Italic – ex Pequod, responsabile nella persona di Marco Monina di importanti esordi dello scorso decennio – ci ha scommesso, la suggestione e le qualità narrative del long-selling sono prevalse sulle consuetudini del mercato e il risultato è questo elegante libretto da dieci storie, fiori semplici e seducenti che la trentenne musicista milanese <strong>Francesca Scotti</strong> sistema in una sorta di ‘meta romanzo’ dai riflessi indistinti di una realtà trasognata.</p>
<p>Il libro è questo: <strong>un ikebana di bellezza semplice e misterica</strong>, a tratti umbratile e indecifrabile, composto di luoghi, figure e dimensioni che, orbitano tutte, a distanze variabili, intorno alle zone critiche del vissuto – crescita, evoluzioni personali, nascita e fine dei rapporti, e i susseguenti ripiegamenti patologici, il caos centrifugo che mina i momenti di decisione.</p>
<p>Una giovane donna pronta a festeggiare il proprio ritorno a casa, dopo una permanenza in clinica; un singolare medico in ritiro che decide di sbarazzarsi del chiassoso cane dei vicini; l’avventrice di un misterioso ristorante; un gruppo di studentesse in vacanza nella villa della compagna più odiata; un marito in crisi a caccia insieme a suo padre; una ragazza in trasferta a Tokyo, vittima di incubi, di una singolare ospite e di bizzarre coincidenze. Questi alcuni dei protagonisti, e poi il cibo e la musica, maestre e allievi di musica, l’Italia e il Giappone, distanze fisiche ed esperienziali che si sfiorano; privati fatti di gesti, rituali, percezioni e oggetti che più che il segno di aspirazioni sono sempre puntelli di un disagio profondo.<strong> </strong></p>
<p><strong>Sono le dicotomie, gli sdoppiamenti, le polarità, i simboli ricorrenti, la cifra di queste storie bizzarre e labirintiche, collegate da una sottilissima tela di compresenze e rispecchiamenti.</strong> Organizzate secondo uno schema che reca tracce evidenti dell’interesse dell’autrice per l’estremo Oriente e del suo background musicale.<br />
<strong>Al varco di ogni episodio è evidente la ricerca di una purezza che investa i sensi</strong>, un ordine emotivo attraverso un ordine sensoriale, ma poi emerge lento e inevitabile il sostrato afono di una realtà liminare per cui tale ordine non è che quell’unico velo sottile che a stento separa i protagonisti dal baratro.</p>
<p><strong>Sottile e lineare come un ago ipodermico, la scrittura della Scotti tasta le zone sensibili</strong>, ne infila con precisione la superficie, generando increspature nelle simmetrie ingannatrici: l’ordine ne è stravolto e sull’incanto di ogni scoperta pesa ineludibile il livore del malessere, mai disgiunto dal cambiamento. <strong>Il motore segreto è proprio una prosa naturalistica</strong>, diretta ai fatti e alle intenzioni che nelle svolte scarta dal quotidiano, sublimando in un vapore rarefatto di immagini, di situazioni criptiche e dissonanti che restano sospese, precipitano interiormente, generando catabasi – mai catarsi liberatorie.</p>
<p><strong>Non è da tutti poter vantare sulle prime un simile impianto poetico</strong>, quasi teorico nella sua coerenza di senso, reso unico da un’abilità dissimulatrice che rende avvolgente la semplice normalità e tanto più inatteso l’inabissamento. Così, pur non lesinando qualche imperfezione (lo scrupolo della sintesi, la brama di concisione è ancora, in rari casi, una trappola per l’esattezza espressiva), un giovane talento può arrivare a esprimersi su livelli di ricchezza simbolica difficilmente riscontrabili nel novero della recente narrativa di stampo realista.</p>
<p>Una esperienza artistica che per contenuti, riferimenti culturali e personalità, oltrepassa le demarcazioni di tanta letteratura nazionale. <strong>Lettura necessaria, ad alto, altissimo tasso emotivo.</strong><!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>La Libreria Lovat di Padova chiude&#8230; ma non è finita qui: a presto!</title>
		<link>http://sugarpulp.it/news/la-libreria-lovat-di-padova-chiude-ma-non-e-finita-qui-a-presto</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 10:39:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/news" title="View all posts in News" rel="category tag">News</a></p><p></p>Come ormai saprete la Libreria Lovat di Padova chiuderà tra poco. Per noi di Sugarpulp la Lovat è stata da sempre un partner straordinario, dalle prime presentazioni organizzate nel 2009 fino al primo Sugarpulp Festival. Abbiamo sempre considerato tutta la famiglia &#8230; <a href="http://sugarpulp.it/news/la-libreria-lovat-di-padova-chiude-ma-non-e-finita-qui-a-presto">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/news/la-libreria-lovat-di-padova-chiude-ma-non-e-finita-qui-a-presto' title='La Libreria Lovat di Padova chiude... ma non è finita qui: a presto!'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ormai saprete la <a href="http://www.librerielovat.com/news_dettaglio.php?id=842">Libreria Lovat di Padova chiuderà tra poco.</a> Per noi di Sugarpulp la Lovat è stata da sempre un partner straordinario, dalle prime presentazioni organizzate nel 2009 fino al primo Sugarpulp Festival. Abbiamo sempre considerato tutta la famiglia Lovat come un gruppo di amici che ci è stato vicino e che ha creduto in noi ed è quindi con molto rammarico che parliamo di questa notizia.<strong> Siamo però sicuri che il progetto di Franca, Loris, Nicolò e Carlotta, che sta dando risultati splendidi nelle sedi di Villorba e Trieste, ripartirà presto anche Padova ancora con più forza</strong>. Lasciamo spazio però direttamente alle parole della famiglia Lovat che ci hanno scritto una lettera per chiarire quanto sta succedendo:</p>
<p>&#8220;Cari amici di Sugarpulp,</p>
<p>in risposta agli articoli usciti sui quotidiani di Padova in questi giorni<br />
ci tenevamo a far avere agli amici una nostra risposta.</p>
<p>Questo è un comunicato stampa anomalo. Che più che una vera dichiarazione rilasciata alla stampa vuole essere una serie di informazioni, ma anche di emozioni, che la nostra famiglia vuole condividere con chi ci ha sempre supportato e ascoltato, aiutandoci a parlare al pubblico delle nostra attività e delle nostre iniziative.</p>
<p>Di cose ne abbiamo fatte tante, nei nostri trent’anni di esperienza. E ne vogliamo fare molte altre ancora, dal momento che abbiamo ancora voglia di sognare.</p>
<p>Per questo nel giugno 2009 abbiamo aperto con entusiasmo la nostra seconda libreria nel Parco Commerciale di Padova Est. Per questo abbiamo continuato a mantenere in vita quella struttura anche quando la vitalità del Parco è andata via via scemando, fino a rimanere l’unica attività commerciale aperta in tutta la struttura.</p>
<p>Abbiamo continuato e continuiamo a credere nella validità della nostra proposta ma ora, per una somma di motivi che saremo felici di spiegare a chi vorrà saperne di più ma che non stiamo qui a elencare, prendiamo atto dell’impossibilità di continuare a resistere alla mancanza di servizi offerti dalla proprietà del Parco Commerciale, venuta meno a tutti gli accordi presi e, nostro malgrado, ci arrendiamo.</p>
<p>Ci arrendiamo nel momento in cui, dopo aver cercato in molti modi di superare il nostro disagio e di non causarne alla clientela, abbiamo subìto, con un atto assolutamente arbitrario, l’interruzione dell’energia elettrica in molte parti comuni del Parco Commerciale, compreso l’ingresso, le scale mobili e l’ascensore, non consentendo di fatto l’accesso in libreria alle persone che non possono affrontare la salita attraverso la scala mobile fermata.</p>
<p>Perché, mentre abbiamo dato mandato ai nostri legali affinché valutino le azione necessarie alla nostra tutela in ogni competenza, anche in sede penale, la libreria è aperta e non sospende alcuna sua attività.</p>
<p>Da tempo stavamo preparando la nostra chiusura, nel pieno rispetto dei tempi e dei modi che il Tribunale di Padova ci ha concesso, tanto che abbiamo già ottenuto tutti i permessi necessari ad iniziare, tra pochi giorni, la liquidazione totale degli oltre 300.000 volumi ad oggi presenti in libreria. Questa avverrà con l’applicazione dei massimi sconti consentiti dalla Legge, al fine di alleggerire celermente gli scaffali e poter poi procedere in tempi brevi alla chiusura della libreria.</p>
<p>In questo saremo ancora una volta brillantemente aiutati dal nostro personale, per il quale si apre un periodo di incertezze in uno dei periodi più tristi per l’economia nazionale, ed è questa la cosa che più ci rattrista. Quel personale che, dopo aver svolto egregiamente il suo lavoro in questi anni, da giovedì scorso sta aiutando a salire e scendere la scala sia alle persone in difficoltà, sia alle mamme col passeggino…</p>
<p>Con questa comunicazione vogliamo, dunque, scusarci per il disagio che il pubblico della libreria subirà, non per nostra colpa, nei prossimi giorni, ed evidenziare che abbiamo messo in atto non solo tutti gli strumenti legali per affrontare la situazione ma stiamo anche già valutando una nuova sede , con un accesso più facile, per una futura Libreria Lovat in area padovana, all&#8217;interno della quale potrà anche riaprire il Lovat Vini &amp; Vinili chiuso un anno fa a Padova Est. E poter così continuare a promuovere la lettura. E a sognare.</p>
<p>Grazie per l&#8217;attenzione che avete sempre riservato alla nostra attività e che, ne siamo certi, ci concederete anche questa volta.</p>
<p>Con un cordialissimo saluto,</p>
<p style="text-align: right;">Famiglia Lovat &#8211; Franca, Loris, Nicolò e Carlotta&#8221;.</p>
<p><!-- PHP 5.x --></p>
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