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	<title>Sugarpulp</title>
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	<description>Mash-up/cross-mediale tra libri, fumetto, cinema e serie TV</description>
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		<title>Spider</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 10:49:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Dal Ferro</dc:creator>
				<category><![CDATA[sugarMOVIES]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cronenbert]]></category>
		<category><![CDATA[Ralph Fiennes]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Spider: la ragnatela come mappa, ben prima che come trappola. [...]</p><p>L'articolo <a href="http://sugarpulp.it/spider/">Spider</a> sembra essere il primo su <a href="http://sugarpulp.it">Sugarpulp</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Spider: la ragnatela come mappa, ben prima che come trappola. La mente da decostruire, prima di essere ricostruita.</h3>
<p><strong>Nel delirio, non si desidera che ritrovare la ragione. Ci si tormenta nel ripercorrere, nel ricordare, nel ricostruire.</strong> Si procede per tentativi, gettando lo sguardo dietro gli angoli bui, cercando risposte dove sembra esserci soltanto il vuoto.La mente è un groviglio di sentieri interrotti, gangli neuronali bruciati, strade spaccate. La mente guarda a sé come un puzzle rotto, i frammenti sparsi alla rinfusa sul pavimento dell’inconscio, gli eventi confusi come i volti di chi abbiamo dimenticato.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-16454 aligncenter" title="Spider" alt="Spider" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/spider-sugarpulp-02.jpg" width="600" height="300" /></p>
<p><strong>In questo groviglio, Cronenberg dipinge la storia di Dennis Clegg e del suo delirio.</strong> Le claustrofobiche aule del manicomio. Le invalicabili mura della clinica. I legacci di una mente che crea un codice per interpretare la follia. Tutto questo si interseca con il ricordo di un omicidio, di un tradimento, di una gelosia. Fare i conti con il proprio padre, l’odiato padre cui non basta la bellezza dell’amata madre. Fare i conti con il padre che cerca sfogo nell’alcol e nelle prostitute. Fare i conti con la sua violenza, con i suoi vizi, con quel volto rancoroso di chi non sa apprezzare la fortuna che ha.</p>
<p><strong>La madre. La madre che comprende, che sorride.</strong> La madre che carezza e che viene trattata come uno straccio da quel padre tanto odiato. La madre che viene uccisa con un colpo di badile, sull’orlo di un tradimento consumato. La madre che cambia di volto, che diventa la volgarità, il vizio, che tutt’un tratto si trasforma in ciò che di peggio poteva esistere. La trasmutazione dell’affetto in odio.</p>
<p><strong>La disperata ricerca di un metodo per ricostruire il senso della propria storia:</strong> un taccuino, un ricordo, un puzzle o una ragnatela di fili. A ritroso, le vie che restituiscono alla ragione mostrano profili distorti, vicoli ciechi, snodi impossibili. Solo poche, tra le immagini proposte dal cervello, sono parte della realtà.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-16455" title="Spider" alt="Spider" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/spider-sugarpulp-01.png" width="600" height="223" /></p>
<p><strong>Il resto è inganno, è trappola, è schizofrenia.</strong> Il taccuino è il tradimento. Il ricordo è lo stravolgimento. Il puzzle è il crollo. La ragnatela è la mappa. La ragnatela è la trappola. La ragnatela è la risposta a quel delirio inestricabile, e forse addirittura l’arma di un delitto inconfessabile. Forse addirittura l’anima di Spider.</p>
<p><strong>Il capolavoro psicologico di Cronenberg,</strong> che proprio come il protagonista (un Ralph Fiennes da applausi) tira le fila di gran parte della sua produzione precedente, gettando lo spettatore in una ragnatela di oscurità e ambigui sospetti.</p>
<p><strong>Un’opera totale, forse una delle più sottovalutate del regista canadese.</strong></p>
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		<title>Zero Zero Zero (ovvero: &#8220;Prima de parlar&#8217;&#8230; tasi!)</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 08:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Busatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[sugarBOOKS]]></category>
		<category><![CDATA[cocaina]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Busatta]]></category>
		<category><![CDATA[roberto saviano]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Zero Zero Zero di Roberto Saviano è il libro che [...]</p><p>L'articolo <a href="http://sugarpulp.it/zero-zero-zero-ovvero-prima-de-parlar-tasi/">Zero Zero Zero (ovvero: &#8220;Prima de parlar&#8217;&#8230; tasi!)</a> sembra essere il primo su <a href="http://sugarpulp.it">Sugarpulp</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Zero Zero Zero di Roberto Saviano è il libro che più di ogni altro incarna l&#8217;espressione veneta &#8220;Prima de parlar&#8217;&#8230; tasi!&#8221; (prima di parlare stai zitto). Marco Busatta ci spiega perché</h3>
<p><img class="alignright  wp-image-16432" style="margin: 5px;" title="Zero Zero Zero (ovvero: &quot;Prima de parlar'... tasi!)" alt="Zero Zero Zero (ovvero: &quot;Prima de parlar'... tasi!)" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/zero-zero-zero-saviano-cover.jpg" width="200" height="308" /><strong>Titolo</strong>: <a href="http://www.amazon.it/gp/product/B00BZ4CVNO/ref=s9_simh_gw_p351_d0_i1?pf_rd_m=A11IL2PNWYJU7H&amp;pf_rd_s=center-2&amp;pf_rd_r=1BGHPGB0AVY6BVY209AW&amp;pf_rd_t=101&amp;pf_rd_p=312234127&amp;pf_rd_i=426865031">Zero Zero Zero</a><br />
<strong>Autore</strong>: Roberto Saviano<br />
<strong>Editore</strong>: Edizioni Feltrinelli<br />
<strong>PP</strong>: 433<br />
<strong>Prezzo</strong>: 18.00</p>
<p><strong> In una regione come il Veneto dove la categoria del “cazzaro”</strong> è tanto nutrita (sotto il profilo eziologico sono portato a identificarne la fonte nella scollatura tra benessere materiale e rigogliosità culturale, che questa regione ha vissuto negli ultimi cinquant’anni) quanto temuta. Già, perché non sai mai fino a che punto ti puoi fidare di un “cazzaro”, di una persona che mistifica la realtà, mente, o millanta conoscenze tecnico-sociali (“So mi come che se fa…” “Conosso mi queo giusto…”) che non ha.</p>
<p><strong>É come uno scalino marcio nella rampa del tessuto sociale:</strong> se mi ci accosto, lo pesto o ci inciampo, mi rompo una caviglia? Finisco di sotto? Oppure passo indenne? Con il cazzaro non si può mai essere certi di nulla.  Dicevo, in una regione come il Veneto il motto <em>prima di parlar’ tasi</em> (prima di parlare taci) mi è sempre rimasto in mente con la forza passiva del dettato biblico, roba da Antico Testamento, per capirci. Salta subito agli occhi che una interpretazione letterale del adagio porterebbe al mutismo perenne: non è ovviamente questo il significato.</p>
<p><strong>Il senso, almeno per come l’ho inteso io</strong>, nella prospettiva di una vita di relazione prevalentemente orale com’era quella Veneta fino a non molti decenni fa, è: prima di parlare, rifletti, ascolta, informati, e poi se lo ritieni necessario, parla, ma di primo acchito se non conosci la materia di cui si tratta: taci.</p>
<p><strong>Così quando è uscito l’ultimo libro di Roberto Saviano</strong>, ero già stato raggiunto dalla fisiologica onda lunga di pubblicità, opinioni, giudizi, recensioni etc. che questa uscita aveva scatenato. Tutto regolare. Nulla di strano nemmeno nel fatto che al di fuori della pubblicità effettuata dalla casa editrice o dall’autore stesso, il resto fossero generose badilate di merda che non avevano certo l’intenzione di concimare e far germogliare nel lettore la voglia di acquistare il libro. Tutto regolare. Certo, un po’ fastidiose le critiche di chi, non avendo letto il libro, sosteneva con forza che la sovraesposizione mediatica dell’autore fosse condizione sufficiente per bollare il libro come carta straccia.</p>
<p><strong>Ringraziando Dio non tutte le critiche avevano la stessa scadente qualità argomentativa.</strong> Anzi. Ad esempio il sito <a href="http://www.linkiesta.it/saviano-zero-zero-zero-recensione">Linkinesta ha pubblicato articolo</a> che ho apprezzato molto, pur non condividendone parte delle premesse e conclusione.</p>
<p><strong>Allora prima di parlare ho taciuto, mi sono letto il libro</strong> e l’idea che mi sono fatto è sintetizzabile come segue:</p>
<ol>
<li>Saviano non è Manzoni o Umberto Eco, né pretende di esserlo, chi lamenta di non rinvenire una letteratura (stilisticamente e tecnicamente “eccellente”) nei libri di Saviano dovrebbe chiedersi che cosa gli ha fatto credere di poterla trovare li. Non c’era in Gomorra (libro che ho apprezzato molto) perché dovrebbe esserci in Zero Zero Zero ?</li>
<li>È molto forte l’impronta della narrazione orale, nel testo. Se tecnicamente è quasi sicuramente un deprezzamento dell’opera, in termini di narrazione, in questo caso secondo me, è molto efficace. La narrazione contiene particolari crudi e molto; a volte ha una struttura ossessiva, claustrofobica, ansiogena. Ritengo che la tragicità della materia trattata contribuisca a giustificare questa scelta.</li>
<li>Saviano tesse vari fili, noti o meno ai più, li mette in collegamento. Crea un grande arazzo che ci permette di capire qualcosa di più su alcuni meccanismi che governano l’epoca in cui viviamo. <em>Chapeau</em>!</li>
<li>Se per criticare il libro si utilizzano i termini “capitalismo”, “marxismo” mi chiedo se ci si aspetta che la Parodi nei suoi programmi t.v. parli dell’importazione del tubero dal continente americano.</li>
</ol>
<p><strong>Tenendo conto delle premesse di cui sopra: consiglio vivamente di leggere Zero Zero Zero. </strong>Se quando sai che Saviano sarà ospite da Fazio non puoi fare a meno di guardare la puntata: devi comprare il libro. Non ho dubbi. Diversamente: lascia perdere.</p>
<p><strong> Chiudo facendo i complimenti a Roberto Saviano per il suo libro</strong>, mi è piaciuto, e gli faccio i migliori auguri per tutto il resto.</p>
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		<title>Darth Bane: Il sentiero della distruzione</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jun 2013 06:38:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Brunoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[sugarBOOKS]]></category>
		<category><![CDATA[Drew Karpyshyn]]></category>
		<category><![CDATA[edizioni multiplayer.it]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Brunoro]]></category>
		<category><![CDATA[guerre stellari]]></category>
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		<category><![CDATA[star wars]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Darth Bane: Il sentiero della distruzione&#8221; è il primo volume [...]</p><p>L'articolo <a href="http://sugarpulp.it/darth-bane-il-sentiero-della-distruzione/">Darth Bane: Il sentiero della distruzione</a> sembra essere il primo su <a href="http://sugarpulp.it">Sugarpulp</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>&#8220;Darth Bane: Il sentiero della distruzione&#8221; è il primo volume della trilogia di Bane, Signore Oscuro dei Sith che ha imposto la celebre Regola del Due.<br />
Un romanzo titanico assolutamente da non perdere.</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><img class="alignright  wp-image-16425" style="margin: 5px;" title="Darth Bane: Il sentiero della distruzione" alt="Darth Bane: Il sentiero della distruzione" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/cover-1.jpg" width="207" height="315" />Titolo</strong>: <a href="http://edizioni.multiplayer.it/libri/star-wars-il-sentiero-della-distruzione-darth-bane-1/">Darth Bane: Il sentiero della distruzione</a><br />
<strong>Autore</strong>: Drew Karpyshyn<br />
<strong>Editore</strong>: Edizioni Multiplayer.it<br />
<strong>PP</strong>: 375<br />
<strong>Prezzo</strong>: 15.00</p>
<p><strong>&#8220;Darth Bane: Il sentiero della distruzione&#8221; è un gran romanzo.</strong> Lasciate perdere Star Wars e tutto il resto, sto parlando del romanzo in sé: personaggi titanici, grande storia, una scrittura tecnicamente perfetta. Chiaro che se poi ci aggiungete il fascino senza tempo di Star Wars ecco che il gioco è fatto.</p>
<p><strong>Personalmente ero sempre stato un po&#8217; scettico nei confronti dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Universo_espanso_(Guerre_stellari)">Universo Espanso di Guerre Stellari</a></strong>: i fumetti che avevo letto finora mi avevano un po&#8217; deluso e per questo non avevo mai preso in considerazione i romanzi (molto bella invece la serie animata <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Star_Wars:_The_Clone_Wars">The Clone Wars</a>).</p>
<p><strong>Ora posso dire che ho fatto una cazzata galattica</strong> dato che &#8220;Darth Bane: Il sentiero della distruzione&#8221; è davvero un librazzo e leggerlo è una goduria.</p>
<p><strong>Bane, uomo destinato a rivoluzionare il mondo dei Sith e del Lato Oscuro</strong> (trovate la trama dettagliata <a href="http://edizioni.multiplayer.it/libri/star-wars-il-sentiero-della-distruzione-darth-bane-1/">sul sito di Edizioni Multiplayer.it</a>), appassiona fin dalle prime pagine: è un personaggio meraviglioso, complesso, ricco di sfaccettature e mai banale, una vera sorpresa per il lettore che si deve confrontare con qualcosa di più del solito cattivo con una spada laser in mano.</p>
<p><strong>Proprio nella costruzione di questo personaggio gigantesco sta il plus di un romanzo </strong> che trasporta il lettore all&#8217;interno del Lato Oscuro della Forza, facendogli scoprire una realtà molto più complessa e affascinante di quanto si potrebbe immaginare (fate molta attenzione: se siete sempre stati sensibili al Lato Oscuro leggendo questo libro resterete fregati).</p>
<p><strong>Niente è mai banale né scontato e l&#8217;intero universo di Star Wars vi sembrerà molto diverso</strong> dopo aver letto questo libro. Inizierete a farvi qualche domanda in più e, soprattutto, non vedrete l&#8217;ora di avere tra le mani <a href="http://edizioni.multiplayer.it/libri/star-wars-la-regola-dei-due-darth-bane-vol-2/">il secondo volume della trilogia di Bane </a>(che io ho già sul mio comodino).</p>
<p><strong>La scrittura di Karpyshyn infine è strepitosa</strong>: al di là del ritmo, sempre sostenuto pagina dopo pagina, l&#8217;autore cambia registro con una naturalezza incredibile, le descrizioni dei combattimenti sono adrenalina pura, i personaggi ti sorprendono e la narrazione gioca su più livelli riuscendo a mantenersi sempre perfettamente equilibrata. E poi, particolare non di poco conto, manca la pesantezza che a volte si trova in romanzi di questo tipo (niente chilometriche descrizioni di astronavi per intenderci, o lunghissime spiegazioni sulla continuity o pagine di chiarimenti che devono rendere verosimile e giustificato un mondo immaginario).</p>
<p><strong>Benvenuti nel mondo di Darth Bane, Signore Oscuro dei Sith:</strong></p>
<blockquote><p>Sempre due devono essere: né più, né meno. Uno incarna il potere, l&#8217;altro lo brama.</p></blockquote>
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		<title>Michael Clayton</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jun 2013 06:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Cracco</dc:creator>
				<category><![CDATA[sugarMOVIES]]></category>
		<category><![CDATA[George Clooney]]></category>
		<category><![CDATA[Tony Gilroy]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Michael Clayton è un film di Tony Gilroy per ogni [...]</p><p>L'articolo <a href="http://sugarpulp.it/michael-clayton/">Michael Clayton</a> sembra essere il primo su <a href="http://sugarpulp.it">Sugarpulp</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Michael Clayton</em> è un film di Tony Gilroy per ogni minuto visto, dolente e malinconico, mai deludente.</h3>
<p><strong><em>Michael Clayton</em> (George Clooney) è un avvocato di lungo corso</strong>, con un passato da agguerrito procuratore distrettuale, che ha deciso da (troppo) tempo di mettere esperienza e talento al servizio di uno dei più importanti e influenti studi legali di New York.</p>
<p>Michael &#8211; il cui legame con uno dei co-fondatori, Marty Bach (Sydney Pollack), sorta di figura paterna sui generis, sembra andare oltre il semplice rapporto professionale &#8211; è una delle pedine più preziose del Kenner, Bach &amp; Ledeen, con il compito di risolvere le questioni particolarmente delicate ben prima che venga concesso loro il lusso di fare danni in un&#8217;aula di tribunale.</p>
<p><img title="Michael Clayton" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/michael-clayton-02.png" alt="Michael Clayton" width="600" /></p>
<p><strong>Alla vigilia della conclusione di un contenzioso multimilionario</strong>, messo in moto da un&#8217;azione collettiva contro una multinazionale responsabile del mortale avvelenamento di centinaia di persone, la dirompente crisi di coscienza di uno dei legali anziani (un ottimo Tom Wilkinson, che con l&#8217;età non smette di dispensare classe) mette in grave pericolo gli interessi del cliente e l&#8217;esistenza stessa dello studio. Di fronte a questo, Michael viene forzato a compiere scelte inaspettate e radicali, potenzialmente distruttive per una carriera nata e cresciuta tra mille ombre e compromessi.</p>
<p><strong>L&#8217;esordio alla regia dello sceneggiatore Tony Gilroy</strong> (<em>L&#8217;avvocato del diavolo</em>, <em>The Bourne</em><br />
<em> identity</em>), con questo film dolente e malinconico, racconto disincantato sulla persistente &#8220;ricerca dell&#8217;infelicità&#8221; da parte di uomini e donne che hanno saputo sterilizzare la propria umanità fino a smarrire quasi del tutto la reale direzione delle proprie esistenze, è uno di quelli che lasciano il segno.</p>
<p><strong>Il solido script</strong> &#8211; firmato dal regista – si sviluppa con un lungo flashback che si riannoda alla drammatica sequenza iniziale e rivela un autore esperto, la cui scrittura sapiente regala agli attori dialoghi incisivi e affondi brillanti. Naturalmente senza dimenticare la coerenza narrativa e l&#8217;efficacia del messaggio, capace di arrivare come un proiettile anche all&#8217;attenzione dello spettatore più distratto.</p>
<p><img title="Michael Clayton" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/michael-clayton-03.png" alt="Michael Clayton" width="600" /></p>
<p><strong><em>Michael Clayton</em> &#8211; che vanta come produttori esecutivi Clooney, il compianto Anthony Minghella e Steven Soderbergh</strong> &#8211; , impreziosito dalla fotografia livida e glaciale di Robert Elswit, altro valore aggiunto della pellicola, e girato con sorprendente maturità da un Gilroy che del &#8220;deb&#8221; ha veramente ben poco, completa la sua riuscita grazie a prove recitative di livello assoluto. Tom Wilkinson e Tilda Swinton giocano sul velluto di carriere che non hanno bisogno di ulteriori commenti, mentre un George Clooney pressoché perfetto sfiora la conquista del secondo Oscar, questa volta come (memorabile) protagonista.</p>
<p><strong>E comunque, se anche non bastassero le due ore di grande cinema che la precedono</strong>, la lunga chiusura silenziosa, con il primo piano di uno svuotato Michael trasportato da un taxi senza meta verso la seconda parte della sua vita, vale già da sola la visione.</p>
<p><a href="http://youtu.be/45hpYZS_oKo" target="_blank">Guarda il TRAILER</a></p>
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		<title>Sugarpup Schio presenta: Dracula a fumetti</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Jun 2013 10:33:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sugarpulp Crew</dc:creator>
				<category><![CDATA[sugarTV]]></category>
		<category><![CDATA[dracula]]></category>
		<category><![CDATA[fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[Graphic Novel]]></category>
		<category><![CDATA[santorso]]></category>
		<category><![CDATA[sugarpulp schio]]></category>
		<category><![CDATA[vampiri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dracula a fumetti: Mercoledì 12 giugno alle 20.30 a Villa [...]</p><p>L'articolo <a href="http://sugarpulp.it/sugarpup-schio-presenta-dracula-a-fumetti/">Sugarpup Schio presenta: Dracula a fumetti</a> sembra essere il primo su <a href="http://sugarpulp.it">Sugarpulp</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Dracula a fumetti: Mercoledì 12 giugno alle 20.30 a Villa Rossi, Santorso (VI), Giuliano Piccininno e Sofia Terzo presenteranno il loro &#8220;Dracula&#8221;</h3>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/ObHlHgKL4m4" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><strong>Giuliano Piccininno e Sofia Terzo presenteranno la loro opera a fumetti: “Dracula”</strong>: cosa accade quando Bram Stoker e la sua più importante creatura, Dracula, trovano casa nelle ombre gotiche di Villa Rossi, e per di più in un fumetto?</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><strong>Due autori di punta di Schio Comics e Sugarpulp</strong> ci spiegheranno questa interessante opera in francese. Con la partecipazione del Liceo Classico e Linguistico “G.Zanella”, che offrirà letture in lingua dei testi.</span></p>
<p><strong>Consigliamo a tutti</strong> di portarsi un po&#8217; di aglio e di darsi una spruzzatina di acqua santa prima di uscire (non si sa mai&#8230;)</p>
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		<title>The Wild Blue Yonder (L&#8217;ignoto spazio profondo)</title>
		<link>http://sugarpulp.it/the-wild-blue-yonder-lignoto-spazio-profondo/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Jun 2013 06:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Brunoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[sugarMOVIES]]></category>
		<category><![CDATA[Werner Herzog]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>The Wild Blue Yonder è un non-film, un esperimento visionario [...]</p><p>L'articolo <a href="http://sugarpulp.it/the-wild-blue-yonder-lignoto-spazio-profondo/">The Wild Blue Yonder (L&#8217;ignoto spazio profondo)</a> sembra essere il primo su <a href="http://sugarpulp.it">Sugarpulp</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>The Wild Blue Yonder è un non-film, un esperimento visionario di non-narrativa che è tutto il contrario di Sugarpulp. Però è una figata suprema.</h3>
<p><strong>The Wild Blue Yonder non è un film facile, come tutti i film di Werner Herzog del resto.</strong> Visto anni fa a Milano in un cinemino del centro (che ormai sarà chiuso) in un clima quasi irreale. Sala piccolissima, semivuota, pervasa da una strana sensazione di intimità ed empatia. Eravamo in 13, io e Lollo compresi.</p>
<p><strong>The Wild Blue Yonder è un film visionario, difficile da digerire. </strong>Herzog ha incollato pezzi di filmati già esistenti girati per alcuni documentari e ci ha aggiunto un monologo strepitoso e stralunato dell&#8217;eccezionale Brad Dourif che, come al solito, perfora lo schermo con i suoi occhi da pazzo maniaco.</p>
<p><img class=" wp-image-16057" title="The Wild Blue Yonder (L'ignoto spazio profondo)" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Wild-Blue-Yonder-Sugarpulp-02.jpg" alt="The Wild Blue Yonder (L'ignoto spazio profondo)" width="600" height="338" /></p>
<p><strong>Per tutta la durata del film è completamente assente qualsiasi cosa possa essere chiamata ritmo.</strong> Impossibili da comprendere le complesse teorie scientifiche che vengono citate nel film (perlomeno da chi, come me, ha digerito a fatica il teorema di Pitagora) ma, nonostante tutto, si resta affascinati dalla poesia sprigionata dai deliri di Herzog.</p>
<p><strong>Stupenda la teoria del trasporto caotico: </strong>Chaotic Transport sarebbe un bel nome per un gruppo musicale ma, a quanto pare, sembra che non ci abbia mai pensato nessuno.</p>
<p><strong>The Wild Blue Yonder mi fa venire in mente sempre una sensazione estraniante</strong>, ma più che di sensazione credo sarebbe più corretto parlare di suono: questo è un film che ti lascia dentro un suono vuoto e inquietante, il suono dell&#8217;ignoto spazio profondo.</p>
<p><img class=" wp-image-16058" title="The Wild Blue Yonder (L'ignoto spazio profondo)" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Wild-Blue-Yonder-Sugarpulp-01.jpg" alt="The Wild Blue Yonder (L'ignoto spazio profondo)" width="600" height="338" /></p>
<p><strong>Malinconica e poetica le sequenze di immagini che vogliono rappresentare il cielo di ghiaccio perforato dai nostri astronauti</strong>, a ulteriore dimostrazione che la realtà supera sempre la fantasia. L&#8217;ignoto spazio profondo ci aspetta.</p>
<p><a href="http://youtu.be/N5Lh5mD_JJ4" target="_blank">Guarda il TRAILER</a></p>
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		<title>Intervista a Massimo Carlotto</title>
		<link>http://sugarpulp.it/intervista-a-massimo-carlotto-4/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Jun 2013 07:12:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sugarpulp Crew</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[sugarTV]]></category>
		<category><![CDATA[le vendicatrici]]></category>
		<category><![CDATA[lp network tv]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Massimo Carlotto intervistato da Dario Maule per LP Network TV [...]</p><p>L'articolo <a href="http://sugarpulp.it/intervista-a-massimo-carlotto-4/">Intervista a Massimo Carlotto</a> sembra essere il primo su <a href="http://sugarpulp.it">Sugarpulp</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Massimo Carlotto intervistato da Dario Maule per LP Network TV durante la rassegna Sugarpulp Schio 2013.</h3>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/kdvAq_wUqvg?rel=0" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p><strong>Massimo Carlotto e il noir italiano:</strong> <a href="http://sugarpulp.it/massimo-carlotto-e-il-noir-italiano-a-santorso-vi/">mercoledì 29 maggio la Rassegna Estiva di Sugarpulp Schio</a> ha ospitato Massimo Carlotto a Santorso. Approfittando dell&#8217;occasione Daniele Maule di LP Network TV ha registrato questa bella intervista all&#8217;autore padovano che ha appena pubblicato il primo volume della serie <a href="http://blog.sugarpulp.it/2013/06/03/le-vendicatrici/">Le vendicatrici</a> insieme a Marco Videtta.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Misfits</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 10:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Fioretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[sugarSERIES]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Misfits è un telefilm inglese arrivato finora alla quarta stagione [...]</p><p>L'articolo <a href="http://sugarpulp.it/misfits/">Misfits</a> sembra essere il primo su <a href="http://sugarpulp.it">Sugarpulp</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Misfits</em> è un telefilm inglese arrivato finora alla quarta stagione (quest’anno uscirà la quinta ed ultima) e, nonostante i frequenti cambi di formazione e le location sostanzialmente invariate, riesce a catturare l’attenzione per la sua originalità ed il suo alto tasso di intrattenimento.</h3>
<p><strong>La trama:</strong> alcuni adolescenti inglesi si trovano costretti ai servizi civili, a causa dei reati commessi. Il primo giorno di lavori socialmente utili, però, succede l’impensabile ed i ragazzi vengono colpiti da un fortissimo temporale, che dona a ciascuno di loro un superpotere: Simon può diventare invisibile, Kelly riesce ora a leggere nella mente degli altri, Curtis può tornare indietro nel tempo e Alisha è una specie di cupido a luci rosse che scatena istinti sessuali irrefrenabili sulle persone che tocca.</p>
<p><img class="  wp-image-16157" title="Misfits" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/misfits-02.png" alt="Misfits" width="600" /></p>
<p><strong>Nathan scoprirà soltanto alla fine della prima stagione il suo potere</strong>, che non vi rivelerò per non fare spoiler antipatici a chi ancora deve iniziare <em>Misfits</em>.<br />
Nelle serie successive la trama di ogni personaggio diventa più complessa, i poteri cambiano (sia di forma che di proprietari) e subentrano alcuni nuovi protagonisti.<br />
Merita sicuramente una menzione particolare Rudy, interpretato da Joseph Gilgun, attore già visto in This is England e Lockout, un vero e proprio istrione che dalla terza stagione ridà slancio ad una serie che rischiava a lungo andare di perdere l’interesse del pubblico, anche a causa di qualche abbandono pesante.</p>
<p><strong>Cosa c&#8217;è di meritevole in questa serie?</strong> Cosa mi spinge a consigliarvene la visione? Beh, prima di tutto è un prodotto gradevole che tratta soltanto in apparenza tematiche adolescenziali riuscendo a convogliare diversi generi e permettendo allo spettatore di non annoiarsi.</p>
<p><strong>Inoltre si tratta di un telefilm politicamente scorretto</strong> e abbastanza esplicito: sesso, parolacce, droga, pestaggi, sangue ed irriverenze varie abbondano e vengono mostrati senza particolare imbarazzo, come parte integrante della cultura giovanile complicata e borderline che la serie stessa va ad indagare. Un terzo punto a favore è la presenza di alcuni attori davvero carismatici e promettenti come Robert Sheehan (Nathan) e il sopra menzionato Gilgun, tanto per citarne due.</p>
<p><img class=" wp-image-16158" title="Misfits" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/misfits-03.png" alt="Misfits" width="600" /></p>
<p><strong>Pure la colonna sonora</strong> che accompagna le quattro stagioni di <em>Misfits</em> è spettacolare e diversificata: da Aphex Twin ai Joy Division, dai Kraftwerk agli Eels, passando per Neil Diamond e gli Specials.<br />
Sicuramente va detto che le stagioni più coinvolgenti e qualitativamente valide sono le prime due ma è pur vero che anche le successive si seguono abbastanza piacevolmente.<br />
La serie britannica potrebbe essere descritta come un <em>Breakfast Club</em> mescolato ad <em>Attack the Block</em> più superpoteri.</p>
<p><strong>Forse non rimarrà tra le serie memorabili</strong> che ricorderete per il resto della vostra vita (<em>X-File</em>s, <em>Twin Peaks</em>, <em>The Shield</em>, <em>Six Feet Unde</em>r e <em>Oz</em> sono le mie, per adesso) ma <em>Misfits</em> vi accompagnerà per svariate ore intrattenendovi grazie ad episodi ricchi di trovate e privi di noia.<br />
In attesa della quinta e conclusiva stagione il mio giudizio complessivo è positivo, senza dubbio. Non vi resta che dare un’occhiata a questa serie, facendovi invogliare anche dall&#8217;esiguo numero di episodi che compone ogni stagione. Non so se vi piacerà o meno, ma sono certo che non vi lascerà indifferenti!</p>
<p><a href="http://youtu.be/RaBdIP5QXAU" target="_blank">Guarda il TRAILER</a></p>
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		<title>Solo Dio perdona</title>
		<link>http://sugarpulp.it/solo-dio-perdona/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 06:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Daminelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[sugarMOVIES]]></category>
		<category><![CDATA[Nicolas Winding Refn]]></category>
		<category><![CDATA[Ryan Gosling]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Solo Dio perdona: a Bangkok fra vendetta e (non) redenzione [...]</p><p>L'articolo <a href="http://sugarpulp.it/solo-dio-perdona/">Solo Dio perdona</a> sembra essere il primo su <a href="http://sugarpulp.it">Sugarpulp</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Solo Dio perdona</em>: a Bangkok fra vendetta e (non) redenzione</h3>
<p><strong>E’ uscito questo weekend Solo Dio perdona</strong>, l’ultima opera di Nicolas Winding Refn, regista danese noto al grande pubblico a partire dal 2011 dopo il successo ottenuto nelle sale con il suo ottavo film (il primo di impronta hollywoodiana), <em>Drive</em>.</p>
<p><strong>Non c’è però da farsi ingannare dal furbo ed esaltante trailer.</strong> Se le aspettative puntano ad un prodotto simile alla pellicola precedente c’è da mettersi il cuore in pace: <em>Solo Dio perdona</em> ritorna al minimalismo narrativo della trilogia Pusher con quel tocco onirico e surreale già visto in Valhalla Rising. Uno stile molto soggetto ad impressioni ed interpretazioni e, come tale, vincolato a gusti molto personali.</p>
<p><img class=" wp-image-16111" title="Solo Dio perdona" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/solo-dio-perdona-02.png" alt="Solo Dio perdona" width="600" /></p>
<p><strong>Il solo punto palesemente in comune tra le due pellicole è Ryan Gosling</strong>, unico espediente mainstream all&#8217;interno di un film decisamente anti commerciale.</p>
<p><strong>Il nostro belloccio</strong> dallo sguardo glaciale questa volta si trova a Bangkok nei panni di Julian, succube e tormentato secondogenito di una famiglia criminale americana che, in collaborazione con Billy, lo psicopatico fratello maggiore, spaccia droga e gestisce una palestra di thai boxe.<br />
Quando Billy, dopo aver ucciso l’ennesima prostituta, attira su di sé le attenzioni delle corrotte forze dell’ordine locali le cose iniziano a complicarsi.</p>
<p><strong>Julian è spinto dalla madre, ammaliante matrona dallo stile spietato e manipolatore, a vendicare il fratello</strong> uccidendo il poliziotto in pensione Chang, vero protagonista e forse Dio del titolo, una sorta di “angelo vendicatore” che a colpi di spada e spettacoli di karaoke magnetizza la polizia thailandese e se ne pone a capo.</p>
<p><img class="  wp-image-16110" title="Solo Dio perdona" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/solo-dio-perdona-03.png" alt="Solo Dio perdona" width="600" /></p>
<p><strong>I riferimenti di Refn sono piuttosto palesi:</strong> ad un assieme di elementi in superficie insipidi il regista danese aggiunge richiami allo spaghetti western (da notare l’omaggio a certi titoli-slogan nostrani come “Dio perdona… io no!” di Colizzi) ma anche ai film di genere asiatici in cui le tematiche di vendetta, onore e famiglia sono preponderanti.</p>
<p><strong><em>Solo Dio perdona</em> prosegue lento ed inesorabile</strong> così come Refn ed il suo cinema nordeuropeo ci hanno abituati. Niente guizzi narrativi o colpi di scena particolari: non c’è nessun climax, nessuna catarsi, nessuna parabola di violenza ad eccezione di brevi e sopportabili episodi.<br />
I personaggi eseguono con surrealismo i ruoli imposti all’interno della loro realtà, fra giustizieri e giustiziati, e solo Julian pare incapace di trovare il suo posto diviso fra morale e violenza, fra rabbia e fallimento, fra solitudine e rinuncia.</p>
<p><img class="  wp-image-16112" title="Solo Dio perdona" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/solo-dio-perdona-04.png" alt="Solo Dio perdona" width="600" /></p>
<p><strong>Infine se la storia può annoiare</strong> (comprensibile!) non si rimarrà certo delusi dal comparto estetico, sempre raffinato e ben calibrato. Ottima la fotografia di grandissimo impatto che gioca tra perfetti contrasti di colori caldi e freddi, componente perfetta per esaltare il lato psichedelico e kitsch della scenografia interna.<br />
Menzione finale alle musiche di Cliff Martinez.</p>
<p><strong>Vogliamo dare un’occasione a <em>Solo Dio perdona</em>?</strong> Nel caso portatevi in sala una coperta, potrebbe scapparvi un eventuale e caldo riposino serale.</p>
<p><a href="http://youtu.be/Tcl2hnhze3E" target="_blank">Guarda il TRAILER</a></p>
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		<title>Apnea</title>
		<link>http://sugarpulp.it/apnea/</link>
		<comments>http://sugarpulp.it/apnea/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 07:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Clara Abatangelo</dc:creator>
				<category><![CDATA[sugarBOOKS]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Amurri]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Se uno o più di questi casi, (r)esistere in Apnea [...]</p><p>L'articolo <a href="http://sugarpulp.it/apnea/">Apnea</a> sembra essere il primo su <a href="http://sugarpulp.it">Sugarpulp</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Se uno o più di questi casi, (r)esistere in <em>Apnea</em> ti farà bene, facendoti un po’ di male.</h3>
<p><strong>Titolo:</strong> Apnea<img class="alignright  wp-image-16136" title="Apnea" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/apnea-01.jpg" alt="Apnea" width="167" /><br />
<strong>Autore:</strong> Lorenzo Amurri<br />
<strong>Editore:</strong> Fandango<br />
<strong>PP:</strong> 251<br />
<strong>Prezzo:</strong> 16 euro</p>
<p>Se ti sei mai svegliato in un sogno così profondo da poter essere indifferentemente realtà, coma o morte. Se è poi finito con l’incubo di una vita che sentivi non appartenerti più, ingarbugliata di tubicini, macchine e sacche. Se hai dovuto tornare neonato e ricominciare, sapendolo, tutto daccapo.<br />
<strong>Imparare a respirare, sentire, parlare.</strong></p>
<p>Se tutte le tue prospettive insieme ti hanno mai guardato in cagnesco ad altezza letto, o sedia, o giù di lì. Se le persone che ami ti hanno parlato con la pena, il dolore e l’angoscia nella voce. Se sei stato da questo o quell&#8217;altro lato del capezzale, a litigare con l’impotenza, senza sapere più se le speranze degli altri ti riguardano o meno.<br />
<strong>Reinventarsi figlio, fratello, amico, amante.</strong></p>
<p>Se qualcuno ti ha mai chiesto di aiutarlo a morire. Se hai architettato fino al pelo dell’uovo il tuo suicidio. Se ci hai provato senza successo, paura o abbastanza coraggio. Se ti è bastato sapere di poter esserne capace. Se te ne sei restato lì ad alitare sul collo della tua morte, per farle paura.<br />
<strong>Afferrare con le mani il destino, la scappatoia, la soluzione.</strong></p>
<p>Se tutti gli equilibri che conoscevi ti sono mai franati addosso, spaccandoti l’amore, la pazienza e la libertà. Se non sapevi di pesare così tanto e l’hai scoperto all&#8217;improvviso di uno schianto. Se il tuo spazio vitale si è avvizzito e soffocato. Se non hai più potuto permetterti il lusso della solitudine.<br />
<strong>Lasciarsi lavare, muovere, nutrire, invadere.</strong></p>
<p>Se ti si è mai rotto il corpo e si è poi aggiustato in qualche modo. Se la pagina di un libro ti ha mandato in fiamme le saldature, sobbalzato l’esofago, lacrimato le guance. Se ti senti stuccato e ridipinto, ma sai benissimo dov&#8217;è che ti fa male. Se pezzi di te hanno smesso di rispondere ai tuoi comandi e ti fanno la vita come fosse propria.<br />
<strong>Provare dolore, empatia paralizzante, mille volte ogni cosa.</strong></p>
<p>Se nessuno ti ha mai più trattato come lo faceva prima e allo stesso modo tu. Se tutto ciò che avevi imparato ti è servito solo a sentirne la mancanza. Se <em>Let Down</em> ha cominciato a suonare come non l’avevi mai cantata. Se la tua voce, da un certo punto in poi, la ha accordata qualcun altro. Se a volte ha detto cose che non hai mai saputo.<br />
<strong>Trovare un modo per comunicarti, suonare, ossessionarti.</strong></p>
<p>Se la gente non ha mai saputo più come metterti le mani addosso o guardarti negli occhi. Se darti piacere o farti contento è diventato d&#8217;un tratto difficilissimo. Se ti è cambiato il mondo in cui ti sei sempre sentito diverso. Se la consistenza della strada che hai sotto i piedi è diventata più importante del posto in cui va a finire.<br />
<strong>Diventare invisibile, paziente, seduto buono buono.</strong></p>
<p>Se quel giorno lo sapevi, cretino, col senno del poi. Se ti sei maledetto e confuso con la gratitudine, in continuazione, scivolando come un pendolo, come una serie di ruote. Se hai contato le cose che puoi e le hai sempre dovute sommare alla fatica. Se ti si sono sballati i valori e riprogrammata la ribellione.<br />
<strong>Imparare il rispetto per una cosa così resistente, la dignità per l’essere umano che ti abita.</strong></p>
<p>Se ti è mai restato tutto questo tempo per pensare, ricalcolare i percorsi, vegliare. Se ti sei trascinato sull&#8217;altalena dei tuoi stessi umori, senza il silenzio dei rimpianti. Se ti sei ritrovato nel pantano in cui non puoi fare a meno di chiedere. Se non sai più chi saresti diventato, quali scelte o anni avresti compiuto.<br />
<strong>Scrivere la guerra civile dei propri giorni, con l&#8217;eroismo della verità.</strong></p>
<p><strong>Se tutto questo non bastasse, ci vorrebbe il colpo dello <em>Strega</em>.</strong></p>
<p>Radiohead: <em><a href="http://youtu.be/-Z_NvVMUcG8" target="_blank">Let</a></em><em><span style="font-family: verdana, sans-serif;"><a href="http://youtu.be/-Z_NvVMUcG8" target="_blank"> Down</a></span></em><br />
<a href="http://tetrahi.blogspot.it/" target="_blank">Tracce di ruote</a>, Il blog di Lorenzo Amurri</p>
<p>L'articolo <a href="http://sugarpulp.it/apnea/">Apnea</a> sembra essere il primo su <a href="http://sugarpulp.it">Sugarpulp</a>.</p>]]></content:encoded>
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