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Fiera del Libro di Milano, dal 19 al 23 aprile 2017

Fiera del Libro di Milano, dal 19 al 23 aprile 2017

La Fiera del Libro di Milano si terrà dal 19 al 23 aprile 2017. Le nostre perplessità sulla scelta delle date del nuovo evento fortemente voluto dall’AIE..

Per il momento la chiamiamo Fiera del Libro di Milano, dato che non esiste ancora un nome ufficiale. Sono però ufficiali le date: AIE e Fiera Milano infatti hanno comunicato che il nuovo grande evento libraio italiano si terrà dal 19 al 23 aprile 2017.

E già cominciamo male, mi verrebbe da dire, dato che il Salone del Libro si terrà circa un mese dopo a Torino (per la precisione dal 18 al 22 maggio). Cominciamo male perché se la volontà è quella di creare un evento alternativo al vecchio in questo modo si disperdono ulteriormente le forze.

Credo sia il caso di chiarire fin da subito che per il mercato italiano due eventi top dedicati al libro sono insostenibili: quindi bisogna fare una scelta, o Milano o Torino. Se no rischiamo davvero di distruggere quanto fatto finora. Ci sono già 60 editori che hanno dichiarato di voler restare a Torino (editori che valgono il 31% del mercato italiano), altri che sicuramente preferiranno Milano per motivi di mercato e logistici.

Ma il punto di fondo è un altro: bisogna fare una scelta chiara, se no si crea solo confusione. L’Italia può permettersi (a fatica) un grande evento libraio di livello nazionale e internazionale capace di coinvolgere tutti i protagonisti della filiera, a fianco del quale devono convivere tanti altri eventi “minori”. Se si vuole davvero sostituire Torino si devono fare le due fiere nello stesso periodo, obbligando di fatto gli operatori a fare una scelta di mercato chiara: Torino o Milano.

Parcellizzare il mercato in questo modo è autolesionismo allo stato puro: in Germania c’è Francoforte, in Inghilterra c’è Londra, a in Francia c’è Parigi, negli Stati Uniti c’è New York. E poi ci sono tantissimi altri eventi legati al mondo del libro, chiaro, ma la Fiera-Paese capace di coinvolgere operatori, librai, lettori ed autori è e resta una sola.

Potrebbe essere un modello interessante quello spagnolo (mercato che soffre di molte criticità simili a quello italiano) in cui l’evento top dell’editoria iberica si svolge ad anni alterni a Madrid o a Barcellona, ma dubito che in Italia una dinamica del genere potrebbe essere vincente. Fare due grandi eventi (o, meglio, due eventi che pretendono di essere grandi) a poca distanza l’uno dall’altra significa fare due piccoli eventi.

Bisogna ragionare in un’ottica di sistema e creare un’unica grande manifestazione popolare, capace di andare al di là delle logiche di partito altrimenti non si va da nessuna parte. La logica dello spezzatino non serve a nessuno, nel lungo periodo indebolisce il mercato, crea divisioni e logora gli operatori, riduce la sostenibilità del sistema e, soprattutto, offre ai lettori e al pubblico un evento più modesto, meno spettacolare e molto più debole dal punto di vista della comunicazione.

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