Annunci

I figli del male, la recensione

I figli del male di Antonio Lanzetta

I figli del male, la recensione di Federica Belleri del nuovo romanzo di Antonio Lanzetta pubblicato da La Corte Editore.

I figli del male di Antonio LanzettaTitolo: I figli del male
Autore: Antonio Lanzetta
Editore: La Corte Editore
PP: 356

Torna Antonio Lanzetta con il suo personaggio particolare, lo scrittore Damiano Valente. Torna, con la sua gamba orrendamente storpiata, il viso deturpato e la valigetta in pelle di suo padre da custodire. Torna con i ricordi che lo legano a Castellaccio e al salice bianco. Tornano i suoi amici di un tempo, tranne Claudia…

Lo Sciacallo voleva dimenticare, lasciarsi tutto alle spalle, ma non gli viene permesso. Un uomo viene trovato con la gola squarciata e un biglietto conficcato all’interno e una scritta: lui vede.

Da quel momento si riaprono ferite, si accavallano incubi e visioni. Riappaiono fantasmi e dolore.
Questo thriller parte dal lontano 1950 per arrivare ai giorni nostri. A piccoli passi il lettore segue l’autore nella storia dei protagonisti. Storia fatta di misteri e di buio profondo, sulle tracce di un assassino seriale, determinato e preciso. Una spirale che stringe, un passato e un presente che accolgono un’eredità di orrore e un malessere oscuro.

Nessun pentimento per gli omicidi commessi. Nessun cedimento di fronte alla vendetta da consumare. Un male che scava nello stomaco, che coinvolge muscoli e terminazioni nervose. Lacera il cuore e annebbia il cervello. Il killer “sente” e “vede”, poi agisce. Senza esitazione, come se fosse posseduto.

Lo spazio e il tempo si delimitano pian piano aumentando il senso di soffocamento e di disagio, la continua sofferenza e il sangue.

In questo romanzo Lanzetta inserisce una buona dose di mistero, amalgamata a una visione distorta dei demoni di ciascuno. Tutti i personaggi hanno una storia precisa e si trovano a guardare in faccia la morte. Tutti provano rabbia e il terribile vuoto lasciato da una perdita. Tutti hanno un’ossessione. Lanzetta dimostra ancora una volta di saper scavare nell’animo umano e cogliere le sfumature che vanno dal grigio al nero più cupo.

Trama ben strutturata su diversi piani narrativi, avvincente e avvolgente. Senza possibilità di tornare indietro. Damiano Valente lo sa benissimo. Bisogna passare dalla sofferenza per poter andare avanti. Assolutamente consigliato. Buona lettura.

Annunci
Tags:

© 2009 - 2018 Associazione Culturale Sugarpulp

Log in with your credentials

Forgot your details?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: