La figlia di Odino, incontro con Siri Pettersen a Lucca Comics

La figlia di Odino, incontro con Siri Pettersen a Lucca Comics

La figlia di Odino di Siri Pettersen, un fantasy sui generis che guarda al futuro e che può avere una forza “politica”. L’incontro a Lucca Comics & Games.

La figlia di Odino, incontro con Siri Pettersen a Lucca ComicsLa figlia di Odino di Siri Pettersen è un fantasy sui generis, originale, d’impatto emotivo, come del resto lascia intendere già dalle sue copertine, per il primo volume la coda di un abitante di Ymslanda tagliata, nel secondo il cranio di un corvo.

Un mondo, quello che costruisce la norvegese Siri Pettersen, che trae ispirazione dalla tradizione delle sue terre per portare le sue storie nel futuro del fantasy.

A Lucca Comics & Games, nella edizione appena chiusa, l’autrice è arrivata grazie a Edizioni Multiplayer.

La casa editrice, che fa parte del gruppo di NetAddiction, sta traducendo la sua trilogia, a partire dalla pubblicazione in questo 2017 di La figlia di Odino.

L’incontro a Lucca Comics & Games 2017

Siri si presenta al pubblico, venerdì 3 novembre, alle 13.30, in sala Ingellis, introdotta da Matteo Strukul, tradotta simultaneamente da un’interprete con i controc…. come Anna Aglietti, per quella che è: una donna intelligente, ironica, piena di energia e forza, e, che, come la sua protagonista, in tempi passati, si è sentita “la diversa”, ma da questo ha saputo trarre gli spunti per divenire oggi una scrittrice che ama il suo lavoro, e che può dar forma con esso al suo pensiero e alla sua immaginazione. Che c’è di meglio?!

Mentre è in via di pubblicazione il secondo volume Il marciume, e l’attesa per il pubblico, a lei affezionato, cresce, entriamo nel mondo che crea, un mondo in cui nessuno crede all’esistenza degli esseri umani.

I racconti con la loro presenza sono una leggenda e nemmeno tanto gradevole – precisa l’autrice – poiché si narra che gli umani verranno a prenderti e se stai troppo vicino a loro, marcirai dall’interno.

La sua protagonista, che si chiama Hirka, è un’umana. Lei, a differenza di tutti quelli che le stanno intorno, non ha niente di speciale, tutti hanno superpoteri, hanno il cosiddetto “dono”, che permette loro di percepire il mondo in termini olistici, lei no.

Siri dedica la sua trilogia a chi leggeva libri di cui nessuno aveva sentito parlare, a chi, insomma, almeno una volta nella vita, si è sentito “fuori posto”, al tema della diversità:

Mi viene sempre in mente che c’è sempre qualcuno di diverso (quando ascolta la traduzione in italiano si galvanizza ed esclama: “quanto è sexy l’italiano! , n.d.A.) e quella ragazzina sempre fuori posto, così mi sentivo, è in ognuno di noi. Quando ho scritto quella dedica pensavo che poche persone condividessero questo background, ma è stato incredibile invece vedere poi quanti si sono riconosciuti in essa. Ci sono state persone che mi hanno scritto: “l’ho letta e mi sono venute le lacrime agli occhi, mi sono sentita meno sola”.

E oggi dico: è vero che è difficile essere diversi, ci si sente senza potere in una società dominata dagli altri, a maggior ragione come adolescenti, quando vuoi appartenere a un gruppo, ma quelle cose che fanno di voi “i paria” sono le stesse che vi faranno essere diversi dagli altri, saranno il vostro lavoro futuro, le cose che più vi caratterizzeranno. Del resto chi vuole davvero fare un lavoro come tutti gli altri?! Vi adoreranno, per ciò per cui prima vi disprezzavano!.

Nel suo mondo il “Corvo” ha un ruolo particolare:

È il mio animale feticcio. Tutto è iniziato quando avevo 7 anni, mio zio mi regalò un disegno in cui c’erano degli alberi e degli esseri metà corvi e metà umani. Per me fu una rivelazione. Quando ho visto qui il cosplayer del Corvo di O’Barr con il corvo sulla spalla, mi sono fermata a guardarlo estasiata. I corvi sono dotati di un’intelligenza impensabile, sembra per alcune ricerche che siano intelligenti come un bambino di 4 anni, ma per molti versi è ancora insondabile capire quanto lo siano.

Spesso sono disprezzati, sono stati etichettati come uccello del malaugurio, ma sono centrali nella mitologia di Odino, e pure per gli indiani d’America: il trickster fa scoprire le cose, il corvo è un filosofo, ha la figura di un consigliere. Sono stati osservati mentre facevano cose incredibili, ad esempio davanti a un semaforo hanno capito che con il verde le macchine partono e col rosso restano ferme, sicché mettevano le noci davanti alle macchine ferme, così quando partivano se le ritrovavano pronte per mangiarle.

O ancora, in un’altra ricerca, gli studiosi avevano legato con dei fili diversi pezzetti di carne ad una sbarra, per capire come gli avrebbero recuperati diversi tipi di uccelli. Il corvo osservando la scena, volato sopra la sbarra, e tenendo con la zampa i fili, aveva capito come liberare i pezzetti per mangiarsi la carne.”

A chiudere l’incontro Strukul lancia a Pettersen una provocazione: “Ma si può dire oggi che il fantasy spesso tacciato di infantilismo sia invece uno dei generi, se non il genere, con cui si può raccontare la realtà, anche se vogliamo in senso politico?”

Amo il fantasy – sottolinea Siri – proprio per questa ragione. Può svelare la realtà e la corruzione, poiché ha lo scudo di un mondo parallelo. Con esso è possibile scrivere cose contemporanee rilevanti per il mondo di adesso, in maniera coperta, ma efficace. Se voglio scrivere sul conflitto in Medio Oriente e lo faccio descrivendo la realtà, resto intrappolato nei preconcetti che si hanno sull’argomento.

Con il fantasy, invece, posso andare al di là dei pregiudizi, e vedere la realtà nella sua complessità. Credo sia più rilevante rispetto ad altri generi, in questo momento; un tempo non era così popolare, oggi sì, perché ti dà la possibilità che la vera letteratura non ti dà. Quando scrivi della realtà puoi salvare te stesso, il tuo matrimonio, difficilmente un villaggio, ma con il fantasy puoi salvare il mondo.

E, credo, in particolare, che ci sia un grande bisogno di speranza. La letteratura “alta” ci dice quanto siamo deboli, malati, cattivi, egoisti, che stiamo morendo, il fantasy può prenderti dalle fogne e farti vedere quello che potresti essere, come per gli zombie, nella realtà sono solo morti, tutti morti, qui c’è un’altra soluzione.

Le copertine dei libri di Siri sono state fatte dalla stessa autrice:

Dovete sapere che come lavoravo come designer, e sapevo anche di essere piuttosto brava. L’ho fatto per 15 anni, e quando ho consegnato il libro agli editor e alla casa editrice ho detto: “se ci sono modifiche da fare non c’è problema, ma queste sono le copertine”, e non aveva nessuna intenzione di cambiarle.

Le copertine dei libri fantasy, in genere, sono delle copertine che non raccontano quello che c’è dentro il libro, ci sono draghi, tizi col cappuccio, talismani, spade, qualcosa che brilla per farci intendere che c’è del magico, ma non ci dicono nulla sulla storia. Io non volevo una copertina classica di fantasy.

L’ho voluta bianca, anche se tutti dicevano i libri bianchi non vendono, ma se ce n’è solo uno in libreria attira l’attenzione, e per certi versi l’immagine scelta può suscitare anche disgusto ma insieme a questo fascinazione. Quando ho visto in una libreria-caffetteria, quattro ragazzine, quattordicenni, che con davanti il loro cappuccino, si sono girate, hanno visto il libro, guardandolo con una smorfia, e poi per curiosità, quasi irresistibile, l’hanno preso in mano, ero felicissima, ho capito di aver colto nel segno: “Victory is mine!”.

La figlia di Odino, il romanzo

La figlia di Odino è un originale fantasy basato sulle tradizioni nordiche. È un’epica resa dei conti con la paura dell’ignoto, la fede cieca, e il diritto e la volontà di comandare. Questo è primo di tre romanzi su Hirka, che formano il ciclo Raven Rings.

Nella serie Raven Rings i classici elementi della letteratura fantasy vengono reinventati. Non troverete profezie, dragoni o spade magiche. Certamente c’è la magia ma questa parola non compare mai nei testi. La protagonista è piena di risorse, vive emarginata e come una selvaggia al nord. Non è una “prescelta” e non ha poteri speciali. In realtà, ciò che la distingue dagli altri è proprio questa mancanza di capacità soprannaturali che invece gli altri posseggono.

Immagina di essere privo di qualcosa di cui tutti gli altri dispongono. Qualcosa che rappresenta la prova della tua appartenenza a questo mondo. Qualcosa di talmente vitale, che senza di esso sei una nullità. Una piaga. Una leggenda. Un essere umano.

Hirka, che ha quindici inverni, all’improvviso apprende di essere una figlia di Odino, una creatura putrida e senza la coda, proveniente da un altro mondo. È disprezzata, odiata e scacciata da tutti. Non riesce più a trovare una propria identità, e qualcuno la vuole eliminare affinché tutto ciò rimanga un segreto. Ma ci sono cose ben peggiori degli esseri umani e Hirka non è l’unica creatura ad essersi introdotta attraverso i portali…

Siri Pettersen

Siri è nata nel 1971, in Norvegia. Ha avuto sempre una grande immaginazione. Questa sua capacità insieme alla passione per i fumetti, il web, le illustrazioni, le animazioni e i testi le ha permesso di evadere dal mondo reale e creare così le sue storie fantastiche.

Nel lontano 2002 vinse il suo primo concorso nazionale come nuova promessa con il fumetto “Anticlimax”. Siri per molti anni è stata un’art director ma ora si dedicata full time alla scrittura, devota ai suoi mondi fantastici.

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