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I titoli Italiani a Le Marché du Film: com’è l’appeal internazionale dei nostri film? | Cannes 2018

Cannes Mercato: da Euforia a Dogman, da Golem a Ride, da Un Gatto in Tangenziale a Metti la Mamma in Frigo: Come vanno i nostri film e futuri film a Le Marché du Film.

Il Festival di Cannes, mecca del Cinema, è sì proiezioni, Croisette, star, ma è anche e molto Le Marché du Film, un mercato importantissimo per il settore che anima parte del Palais des Festivals e del Villaggio globale. E qui a Le Marché du Film si fanno i conti con quanto davvero l’Italia e i suoi prodotti trovino sbocco nel mondo, nei paesi europei, e quanto possano essere appetibili.

Quest’anno, ad esempio, sono numerosi i film che ha coprodotto Rai Cinema, selezionati al Festival, anche se, dei film finanziati, il venti per cento arriva poi a una reale distribuzione. Va detto che i titoli su cui ha puntato hanno avuto ad ora una gran bella accoglienza, visto che si tratta di Dogman di Matteo Garrone, di Lazzaro Felice di Alice RohrWacher, entrambi in Compétition, di Euforia di Valeria Golino nella sezione Un certain regard, che notizia di due giorni fa è nel listino di True Colours, e ha chiuso accordi con Paname per i territori di lingua francese, Strada per la Grecia, Stars Media per l’ex Jugoslavia e Bravos Pictures per la Cina.

Ma fra quelli su cui ha puntato Rai Cinema c’è anche Troppa Grazia, di Gianni Zanasi, con protagonista Alba Rohrwacher nella sezione Quinzaine des Réalisateurs, che ha appena vinto il Label di Europa Cinémas, il premio degli esercenti europei che promuove l’uscita del film nei vari Paesi, e ancora il cortometraggio di Marco Bellocchio La lotta, e in Cinèfondation c’è Così in Terra di Pier Lorenzo Pisano. Al Marché di Cannes RaiCom sostiene anche titoli come Ammore e Malavita, dei Manetti Bros, che ha sbancato ai David, e Gatta Cenerentola. Tra l’altro Lazzaro felice e Troppa grazia sono venduti da The Match Factory.

Paolo Del Brocco di Rai Cinema nel definire che tipo di appeal internazionale possono avere i film italiani all’estero sostiene in primis che il discorso di un “cinema per tutti i gusti” valga anche per i mercati esteri, e che il cinema italiano di certo sia molto rispettato e riconosciuto come pieno di talenti, anche se alla fine il successo di un film di qualità all’estero è proporzionale alla visibilità che riesce a conquistarsi. Così sottolinea l’AD di Rai Cinema “Garrone ad esempio è molto amato, ha da anni sempre gli stessi coproduttori europei e distributori anche se non tutti i suoi film hanno avuto grande successo commerciale: si tratta di credere nel talento di un autore, sostenerlo e farlo circolare”. Del Brocco spiega come sia difficile potersi aspettare grandi incassi ai box office dei territori esteri, problema per altro di tutto il cinema europeo, se si esclude qualche film francese; ma se non sei Moretti o Sorrentino, un percorso è possibile, ma è un percorso diverso, di nicchia, facendo passo passo e mai quello più lungo della gamba. I fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo, la cui opera prima La terra dell’abbastanza, è passata all’ultima Berlinale, e Sugarpulp.it c’era, dove è stato una sorpresa positiva, è ora nel listino di Match Factory. Si tratta di film che hanno tutte le carte in regola per avere una distribuzione internazionale, ma sia chiaro in grado di dare loro una distribuzione limitata e una visibilità all’interno del circuito dei festival.

In un’ottica di questo tipo bisognerebbe ragionare quando in Italia inizia la produzione di un film e si finanzia questo film con i circuiti del finanziamento pubblico, ragionare anche in un’ottica di mercato, e di quale e quali mercati possa raggiungere realmente, anche mercati di nicchia, ma con una visione internazionale, non pensare di finanziare film che poi restano nel cassetto, e il cassetto non è l’Italia, è un cassettino ben più piccolo, quello di trenta cinema in cui forse trovano proiezione. E con una certa lucidità e realismo è importante valutare quanto l’Italia sia in grado di proporre i suoi film sui mercati più importanti, ottenendo risultati. E se Euforia della Golino con 01 Distribution uscirà a settembre 2018, la commedia Metti la nonna in freezer, buon successo di pubblico in Italia con 3,2 milioni al botteghino italiano, ha trovato interessanti partner per la distribuzione estera: Odeon in Grecia, AV Jet a Taiwan e Jetsen Huashi in Cina. Verdone ha trovato distribuzione in Spagna con Adso per Benedetta Follia, che ha incassato 8,2 milioni di euro. Dreamax ha acquistato Come un gatto in Tangenziale, con Paola Cortellesi, successo a sorpresa 2017, e Napoli Velata di Ozpetek si apre al mercato del far east con Mediasoft in Corea del Sud, Jushi Films in Cina, e Dreambox in Tailandia. Due titoli venduti anche in Cina: il film d’animazione Golem, della Lucky Red, ispirato alla graphic novel di Lorenzo Ceccotti, in arte LRNZ, pubblicato da Bao Publishing nel 2014, è passato a Have Me Films, mentre il thriller-horror Ride, dai registi di Mine, Fabio Guaglianone e Fabio Resinaro, è stato acquisito da Bravos Pictures.

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