Fremont Street, la Las Vegas dei poveri

Fremont Street, la Las Vegas dei poveri

Fremont Street, la Las Vegas dei poveri. Giacomo Brunoro continua a raccontarci Las Vegas

Las Vegas non è soltanto la strip e i casino di extra-lusso. Esistono anche altre zone di seconda e terza fascia in cui divertirsi. Fremont Street è una di questa. Seconda solo alla mitica strip, Fremont è una sorta di lunghissima galleria commerciale piena di casino, bar, ristoranti e attrazioni di ogni tipo in cui si riversano migliaia di persone just for fun.

Il pubblico di Fremont Street è sicuramente più popolare rispetto a quello della strip e, se devo essere sincero, è anche più divertente. È una sorta di grande sagra di paese in cui trovi un po’ di tutto: un casinò dietro l’altro (che te lo dico a fare…) e poi dal tizio travestito da Gene Simmons che si fa fotografare a quello che fa i quadri con l’aerografo al momento, dal baracchetto che vende magliette tarocche personalizzate ai sosia di Elvis.

Elvis, il re di Las Vegas

Difficile se non impossibile spiegare cosa ha rappresentato Elvis Presley per la cultura americana del secolo scorso. La mia impressione infatti è che in Europa non ci si renda conto di quanto centrale sia ancora oggi la figura di Elvis nella pop culture americana. Per fare un paragone un po’ azzardato Elvis è per gli americani quello che Maradona è per i napoletani, e cioè una divinità. Bene, se Elvis è una divinità allora Las Vegas è il suo tempio.

E infatti a Fremont Street non solo troviamo 3-4 sosia di Elvis pronti a farsi fotografare per un dollaro, ma ci becchiamo anche il concerto dell’Elvis di turno (nello specifico Tyler James Elvis and The Memphis Experience). Show gradevolissimo che diverte tutti e fa ballare tutti. Contemporaneamente ci sono un altro paio di concerti e due dj set lungo la galleria, sempre fedeli al concetto che the show must go on e non ci dev’essere un attimo di sosta.

Andando a zonzo per Fremont Street incroci gente di tutti i tipi, con il volto segnato dalla vita e sicuramene con meno dollari in tasca rispetto a chi si aggira lungo la strip, eppure in molti casi sembra essere gente che ha qualche storia interessante da raccontare e con cui probabilmente varrebbe la pena farsi una birra.

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