Fumetti in Sunset Boulevard

Fumetti in Sunset Boulevard, nuova tappa del reportage di Giacomo Brunoro dalla città degli angeli per Sugarpulp Magazine.

Se sei cresciuto a pane e fumetti Marvel non puoi venire negli USA e non fare un salto in una fumetteria. È un cosa che devi fare e basta.

Ecco perché l’altro giorno dopo la session gloriosa al Guitar Centre ho attraversato Sunset Boulevard, ho fatto centro metri e sono entrato da Meltdown Comics. A parte qualche robottone giappo vintage in bella mostra ti rendi subito conto di essere negli States dato che ti ritrovi faccia a faccia con due statue in grandezza naturale di Snake Eye e di Storm Shadow, oltre ad un corner enorme dedicato ai Transformers. Tutta roba molto mainstream, certo, ma profondamente americana. Dubito che una fumetteria italiana dedicherebbe tanto spazio a GI Joe o ai Transormers.

Inizio a gironzolare ed ecco una bacheca dedicata a Spiderman, con una serie di pezzi da collezione niente male, tra cui spicca un fantastico “Amazing Spiderman #13” in vendita per la bellezza di 2.500 dollarozzi (per i nerd più accaniti: il fumetto è del giugno del ’64 e segna l’entrata in scena di Misteryo, qui trovate tutti i dettagli).

Subito dopo tocca a Superman, con tanto di mitico “Action Comics #1” sigillato e con il suo bel NFS (not for sale) scritto sulla busta. Per un attimo ho pensato perfino che fosse il numero 1 originale, roba da 2 teghe e mezzo di dollari, poi però ho controllato bene e confrontando le varie copertine mi sono reso conto che si tratta di una ristampa del 1992 (wikipedia rulez sempre). Comunque il ragnetto batte il mascellone 100 a 0, per lo meno sugli scaffali e nelle vetrinette qui da Meltdown.

L’impressione generale comunque è che qui negli States la DC spacchi il culo alla Marvel, perlomeno in termini di percezione nelle fumetterie. Gironzolando trovi un bel po’ di manga (ma non troppi) e per il resto quasi soltanto comics USA. Tantissime produzioni indipendenti, tanti volumi da collezione che raccolgono run storiche di questo o quel personaggio, questa volta soprattutto Marvel (stavo per prendere il Masterworks dedicato a Pugno d’Acciaio che qui da noi non verrà mai pubblicato ma poi ho resistito).

Tutto sommato non tantissime action figures o pupazzotti (al 90% americani), anche se c’era un bel po’ di robetta da esposizione niente male. Da questo punto di vista tanta roba giapponese, più cimeli che altro, con altri pezzi da 90 a stelle e strisce come le Tartarughe Ninja in versione biggest.

Nella zona dedicata ai fumetti stranieri tanti autori francesi, in lingua originale e anche tradotti, e purtroppo quasi niente di italiano. Tra i volumi ho visto soltanto “Fellini Sognato” (lo intravedete nella foto qui sotto.

Tra i miti del fumetto appesi ai muri spunta invece un poster di Corto Maltese su un angolo sopra a un Enki Bilal e due disegni di Milo Manara per il volume disegnato per la Marvel (Tempesta e Psylocke). Anche in questo caso noi italiani dimostriamo di non riuscire ad imporci a livello internazionale anche quando abbiamo tutti i numeri per farlo, dato che i fumetti francesi invece sono tantissimi.

Spettacolare infine l’area riservata ai super nerd, con tanto di zona per le conferenze e gli incontri (con un programma fittissimo). Del resto l’America è il paradiso dei nerd e Los Angeles in particolare rappresenta davvero il top della nerditudine mondiale (pensate solo alla quantità di nerd che ci dev’essere nella Silicon Valley). Naturalmente tanta roba anche per quanto riguarda Star Wars, con fumetti e gadget di ogni tipo, che te lo dico a fare.

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