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Gary Oldman chiude le Marteclass a Cannes 2018

Rendez-vous le speciali Masterclass di Cannes sono chiuse dal premio Oscar Gary Oldman.

E la chiusura dei Rendez-vous, le speciali Masterclass con grandi star a Cannes 2018, spetta al premio Oscar Gary Oldman, ultimo protagonista venerdì 18 di questi appuntamenti con i miti del cinema. E arriva fresca la notizia del suo prossimo impegno cinematografico, che lo vedrà tornare, oltre che davanti, dietro la macchina da presa, visto che sarà regista e interprete di Flying Horse, biopic sul fotografo Eadweard Mybridge. Chi era Eadweard? Colui che scompose, nel 1872, in una serie di sequenze di scatti le corse di alcuni cavalli per stabilire quando mettessero giù prima le zampe a terra, una sorta di foto rallenty, poiché, secondo il governatore della California Leland Stanford, c’era un momento in cui nessuna delle zampe toccava terra. Un’analisi che molti considerarono la base, o meglio il seme, di quel che sarebbe divenuto il Cinema! Ma la biografia del fotografo nasconde anche ben altre sorprese, che hanno interessato l’attore inglese, come l’omicidio, del 1874, di cui si macchiò. Uccide l’amante della moglie, il maggiore Harry Larkins. Processato, fu poi assolto, poiché per la corte ci fu una sorta di “giusta causa”, del resto il delitto d’onore è scomparso da pochissimo pure in Italia, solo nel 1981.

Torna dietro la macchina da presa dopo che, proprio a Cannes, oramai sono passati vent’anni, con il suo Niente per bocca fece vincere il premio per la migliore interpretazione femminile a Kathy Burke. Sembra davvero felice in questo periodo Oldman, dopo un Oscar con L’ora più buia che dice l’ha riportato in patria da protagonista, nella sua Inghilterra, lui londinese, figlio di un saldatore con grossi problemi d’alcolismo, che abbandonò la famiglia quando Gary aveva solo sette anni, e cresciuto dalle donne della sua famiglia, la madre e le due sorelle maggiori. Lui che l’animo ribelle ce l’ha sempre avuto, che sognava di diventare o un pianista eccellente o un attore di prima linea. E’ un pianista niente male, ma come attore ha centrato l’obiettivo alla grande; lui, bello e con quell’aura da maledetto, grazie ai personaggi che ha interpretato, in primis un Dracula indelebile nella memoria di tutti noi. Lui che aveva come migliore amico David Bowie, e la cui vita amorosa, in questo momento sembra molto positiva l’unione con l’ultima moglie, è stata alquanto tempestosa, fatta di cinque matrimoni, tre figli, e una love story con Isabella Rossellini che fece sognare.

Racconta a Cannes che la passione per il cinema gli è sbocciata a 15 anni quando vide La luna arrabbiata di Bryan Forbes, e rimase ammaliato da Malcom McDowell e dalla sua capacità di essere insieme vulnerabile e minaccioso. Beh deve essergli entrata davvero dentro questa attitudine, considerato che oggi Oldman potrebbe essere definito proprio così, le sue interpretazioni si reggono sempre su un filo teso, come fosse un equilibrista in grado di far virare le emozioni, dal sublime al terrificante, a seconda dei momenti. Leggeva Shakespeare a scuola a voce alta, senza trovarvi nulla in quelle parole, che invece presero forma in teatro, quando pronunciate si vestivano di colore e di senso. Fu rifiutato alla Royal Academy, ma il suo sogno d’attore non glielo portò via nessuno, tanto che finì in televisione, giovanissimo, accanto a grandi autori e a attori che sono poi divenuti il “Brit Pack”: Tim Roth, Daniel Day Lewis, Colin Firth. Quando si rivede in scena cambia canale, ma ammira le interpretazioni dei suoi amici attori. Tranne che in un caso quello di JFK di Stone, un film simbolo del cinema, oggi forse impensabile poter fare.

E Oldman ha lavorato anche con un altro dei protagonisti dei rendez-vous di Cannes 2018, Christopher Nolan, per lui è divenuto il poliziotto James Gordon in Batman. Non ama invece ricordarsi in Harry Potter, nella sua collaborazione con Luc Besson, e in un periodo in cui accettò una serie di produzioni minori, anche videogame, per riempire le pause tra un film e un altro, e anche per sostenere i matrimoni finiti e gli studi dei figli. Ma con Churchill e L’ora più buia la stella di Oldman è tornata a splendere, e per Gary non vi è cosa più bella che la magia del cinema che ti fa vivere le vite dell’arte: in un film è un musicista, nell’altro un pittore, mentre scrive un film si trasforma in scrittore, insomma nulla è più importante che abbeverarsi dunque al gran calice dell’Arte, che è la vita stessa.

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