Il giallo di Ponte Vecchio, la recensione

Il giallo di Ponte Vecchio è il classico giallo che procede a ritmo lento, lasciando che il lettore penetri nell’animo dei protagonisti. Ottima lettura.

Il giallo di Ponte Vecchio la recensioneTitolo: Il giallo di Ponte Vecchio. Un’indagine di Giuliano Neri
Autore: Letizia Triches
Editore: Newton & Compton
PP: 318
Prezzo: euro 9.99 cartaceo, euro 4.99 ebook

Millenovecentottantasette. Nelle campagne attorno a Firenze vengono trovate morte alcune prostitute. Orribili delitti dove l’assassino infierisce sulle vittime quando sono ormai cadaveri.

Le donne uccise sono relativamente giovani e spesso fanno uso di droga: inevitabile il sistema per procurarsela e pagarla.

Il giudice Lapo Treschi vuole capire, secondo lui gli omicidi hanno un legame, ma non riesce a metterlo a fuoco. Cosa sta accadendo nella ricca città toscana? Chi uccide, sta forse punendo le sue vittime?

Lapo ha decisamente bisogno di un supporto, che gli viene fornito da uno dei suoi migliori amici, Giuliano Neri.

È un restauratore apprezzato e competente. Inizia per loro un’indagine insolita che corre su due rotaie parallele: da una parte l’investigazione classica di Lapo, dall’ altra le capacità visive e intuitive di Giuliano.

Tutto risulta fondamentale per la scoperta della verità, anche il minuscolo particolare presente sulla scena del delitto o che viene rivelato dall’autopsia. Giuliano non deve dimenticare il suo lavoro di restauratore….

È venuto in possesso di una tela del Rosso Fiorentino che deve riportare all’originale splendore. Si farà aiutare. Proprio da questa tela partirà un’intricata storia misteriosa. Cosa nasconde il fanciullo raffigurato dal pittore? Forse un messaggio da decifrare?

Questo sarà il punto di partenza di Lapo e di Giuliano. Da qui la tristezza di fondo che si percepisce prenderà forma e spessore; da qui il malessere celato per troppo tempo diventerà concreto; sempre da qui i rapporti tra le persone si faranno più tesi e bisognerà allontanarsi per riflettere e impedire che la corda si spezzi.

I sentimenti risulteranno distorti, mal interpretati e, per chi farà il primo passo, rimarrà la delusione di un’amore impossibile e congelato in pochi momenti. Giuliano è sconvolto, avverte nausea e un senso di oppressione al petto.

Un malessere che va di pari passo con l’indagine. Attacchi d’ansia che sfociano nel panico vero e proprio e che deve imparare a controllare. Per uscirne deve assolutamente individuare l’assassino. Cosa gli accade quando scopre di essere l’indiziato numero uno? Procederà senza abbattersi.

Si scontrerà con chi mente con disinvoltura, con chi avrà troppi segreti da custodire, con chi sarà reticente e avrà paura di essere coinvolto in questa brutta faccenda. I dettagli emergeranno lentamente, creando attorno agli omicidi un’aura di silenzio e di orrore.

Osservare i segni, i colori, le sfumature da un’angolazione diversa, può rivelare molto di una personalità contorta.

L’assassino gioca con chi lo sta cercando, è abile e richiede attenzione. Il giallo di Letizia Triches è ben costruito e porta la mente del lettore ad aprirsi davanti a diversi possibili sospettati.

Il colpevole però è solo uno. La sua convinzione di non venire scoperto non gli permette di rendersi conto al pieno degli eventi terribili che lo hanno visto protagonista.

Ascoltare quello che gli altri ci dicono è importante; prendere nota dei dettagli proprio come fa un’artista, aiuta a risolvere il caso, senza fretta.

Nonostante sia un giallo in piena regola, il ritmo non è incalzante. La vicenda si srotola piano piano permettendoci di entrare nell’animo dei protagonisti, aiutandoci a comprendere il loro carattere e il loro dolore.

Giuliano Neri vi piacerà. Ne consiglio la lettura.

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