Il gioco bugiardo, la recensione

Il gioco del bugiardo illustrazione di Niccolò Pizzorno

Il gioco bugiardo, la recensione di Federica Belleri del nuovo thriller firmato da Ruth Ware e pubblicato da Corbaccio Editore.

Titolo: Il gioco bugiardo
Autrice: Ruth Ware
Editore: Corbaccio
PP: 432

Salten è una cittadina sulla Manica. Mette un pochino i brividi perché ha perso la vivacità di un tempo. È rimasta un passaggio obbligato per i turisti che popolano le spiagge. Ci sono caratteristiche casette in legno e pietra e vecchie reti appese ovunque.

Ma ci sono anche troppi negozi chiusi e poche persone in giro. Isa lo prova sulla sua pelle. Torna nella zona, e più precisamente a Tide Mill, un vecchio e malandato mulino a marea affacciato sul fiume Reach.

Il profumo del mare si mescola con un paesaggio grigio sfumato, nonostante sia luglio. L’odore salmastro della palude attorno le penetra nelle narici e la riporta indietro nel tempo. Sì perché Isa è cresciuta lì e ha studiato a Salten House, una specie di collegio. Sì perché Isa ha ricevuto un sms da Kate e sa con certezza quanto abbia bisogno di lei, di Fatima e di Thea.

Un semplice e conciso messaggio riunisce quattro inseparabili amiche. Quattro donne ora, che hanno una vita, una famiglia, un lavoro che non possono perdere. Quattro anime intrappolate in ricordi terribili e in una serie di bugie e fantasmi.

Perché Kate le rivuole al mulino? Le amiche sono cambiate d’aspetto, ma dentro sono sempre le quindicenni di allora. Ragazzine intrepide e coraggiose che avevano innescato un gioco pericoloso, un gioco bugiardo. Con regole precise: saper raccontare una bugia, non cambiare mai versione, mai farsi scoprire, mai mentirsi a vicenda, sapere quando smettere di mentire. Un gioco appunto, complicato e a suo modo irrazionale. Incosciente e leggero all’epoca. Consapevole e pesantissimo oggi.

Isa ci racconta questa storia in prima persona, portando con sé in questo viaggio sua figlia Freya, di pochi mesi. Un viaggio fatto di sospetti e chiacchiere orribili, di incontri inaspettati e di cattiveria gratuita. Cosa devono nascondere? Cos’hanno nascosto fin’ora?

Tutto si fa instabile, come il Tide Mill, che sprofonda con l’alta marea. Tutto si sgretola, come la terrazza sulla quale molte volte le ragazze si sono ritrovate a fumare. Ora non è più il gioco di quattro studentesse, che mentivano per divertimento. Ora mentono per sopravvivere. La fragilità di quattro donne di fronte all’inevitabile, si trasforma presto in rabbia.

La loro reputazione è stata distrutta dai benpensanti di Salten. L’amicizia fra di loro si rinsalda, basta un semplice sguardo. Ma qualcuno sta mentendo, e lo ha sempre fatto… Qualcuno ricatta, e pretende. E allora ci si aggrappa a quelle che si pensano “certezze”. Si discute, si litiga, si rimane stupite delle conclusioni tratte, per arrivare a capire quanto si abbia paura di dire la verità. Forse è meglio proteggere chi si ama e stare in silenzio…

Il gioco bugiardo è un ottimo thriller volta pagina. Cattura l’attenzione del lettore, fra un colpo di scena e l’altro. L’ambientazione è descritta in modo preciso e trasmette reali sensazioni, è facile pensare di trovarsi accanto alle protagoniste. Un romanzo tutto al femminile, con un finale da raccontare ai posteri.

Importanti anche le figure maschili, vittime di un infanzia difficile e dell’ignoranza diffusa. Tutto è precario, come la palude, come il pontile che porta al mulino, come le bugie che continuano a intrecciarsi. Tutto però trova un senso e una risposta, in modo che il cerchio si chiuda. Assolutamente consigliato. Buona lettura.

L’illustrazione

L’illustrazione in bianco e nero dedicata a Il gioco bugiardo è stata realizzata da Niccolò Pizzorno in esclusiva per Sugarpulp

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