Giorni di fuoco, la recensione

Giorni di fuoco è un romanzo duro, violento e crudo che ci mostra la Los Angeles della guerriglia urbana esplosa dopo lo scandalo Rodney King.

Giorni di fuoco, la recensione - copertinaTitolo: Giorni di fuoco
Autore: Ryan Gattis
Editore: Guanda
PP: 380
Prezzo: 22 euro

Se prendiamo un bosco, lo teniamo senza pioggia dei mesi, lasciamo che si secchi e poi ci buttiamo un fiammifero… beh, sappiamo bene come va a finire. Un incendio terribile che, magari, alimentato dai venti si espande senza controllo. Solo che in questo romanzo il bosco si chiama Los Angeles, ma non quella sfavillante: la Los Angeles delle gang, degli emarginati, degli ultimi. E il fiammifero lo si accende il 29/4/1992, con il processo nel corso del quale 4 agenti vengono assolti dal pestaggio ai danni di Rodney King.

La storia parla di una guerra vera e propria costata 60 morti e 2300 feriti. Ryan Gattis la racconta in maniera romanzata, con uno stile particolare: tutte storie che si incrociano tra di loro. Il prologo è molto semplice: vista l’intensità dei tumulti, la Polizia se ne sta chiusa nelle caserme. Uscire significherebbe diventare bersagli mobili. Le gang capiscono che la legge non vale più, per lo meno in alcune zone della città. E, con l’occasione, decidono di regolare vari conti in sospeso, o semplicemente di delinquere a più non posso.

Perché, badate bene, l’autore non prende certo le difese di coloro che in quei giorni hanno approfittato del caos per fare i criminali. Certo, il contesto è di miseria e disperazione, ma questo non significa poter girare a massacrare liberamente le persone. O a cercare di uccidere i poliziotti, a far intervenire i pompieri solo per sparagli addosso. Giorni di fuoco è un romanzo molto duro violento, terribilmente lucido, brutalmente crudo. Tutto visto dagli occhi dei protagonisti che, come dicevo, si incrociano per strada: dalla vittima innocente, all’infermiera che tentava di salvarlo, al pompiere che la incontra, al ragazzino che tenta di fermare il pompiere e così via.

Giorni di fuoco è un libro interessante, che ci offre un terribile spaccato della Los Angeles che conosciamo attraverso il cinema. Per quanto riguarda la letteratura, invece, è un romanzo di impostazione più giornalistica che pare raccontare le evoluzioni delle vecchie storie di James Ellroy e di Edward Bunker. I ritmo è molto buono, e la freddezza con cui corre la narrazione, è affilata. Forse si trascina un po’ nel finale, ma complessivamente un romanzo che merita di essere letto.

3 barbabietole su 5

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