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Gleba, la recensione

Gleba, la recensione in anteprima di Federica Belleri del nuovo romanzo di Tersite Rossi che uscirà il 17 ottobre.

I Tersite Rossi, collettivo di scrittura, partono da inchieste e fatti reali per produrre i loro romanzi.

Gleba, l’ultimo, ne è la prova. In un intreccio di persone, affari politici, terrorismo, Brigate Rosse, sfruttamento legato al mondo del lavoro, alienazione, economia e fanatismo religioso facciamo la conoscenza di uomini e donne che sembrano avere poche speranze di vivere.

Vivere in modo sereno, normale, magari sognando il giusto, oppure fantasticando in grande. O ancora procedendo senza sosta verso una missione folle, suicida.

Paolo che, nonostante la giovane età, è abituato a nascondere ogni emozione per favorire il successo e il futuro talento lavorativo. Adriana, che ha perso tanto e odia chi la sfrutta, e decide di diventare invisibile per vendicarsi. Amina, costretta a coprire il capo e a ubbidire. Enrico e Valeria, precari da sempre, vulnerabili e quasi rassegnati.

Tutti protagonisti in grado di cambiare il proprio percorso, anche se in bilico tra determinazione e incertezza.

Qualcuno di loro mente, inganna, corre dei rischi, trascina all’inferno. Perché lo fa? Quanto è importante la vita di ognuno di loro rispetto a quella del prossimo? Quanto conta vedere l’altro con occhi diversi?

La realtà si accompagna all’egoismo del profitto e alla cattiveria nei rapporti umani. L’odio impedisce di vedere bene fino a costringere a guardarsi alle spalle e a chiedersi: mio dio cosa sto facendo?

Le maschere indossate dai protagonisti si sfaldano, perché hanno paura e sentono che devono essere salvati. Stanno cercando se stessi con enorme fatica, sbagliando e imparando dai propri errori.

In questo noir le stagioni si susseguono. Alcuni importanti momenti storici, italiani e non, vengono collocati e ricordati con precisione ed entrano di diritto nella trama.

In un unica maniera decisa e graffiante viene raccontata la vita, tra alti e bassi, gioie e orrori, capacità e frustrazioni.

Un atto violento e pazzesco lega i personaggi. Non manca la voglia di respirare, di riemergere e di poter coltivare finalmente il pezzettino di terra arida che spetta ad ognuno di noi. Come a Paolo, Adriana, Amina, Enrico e Valeria.

Tutti abbiamo il diritto di raccogliere qualcosa, di accogliere, di aiutare, di veder riconosciuti i nostri diritti. Per non rimanere uniformati automi e servi. Della gleba. Ottima lettura.

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