Grandi momenti, la recensione di Corrado Ravaioli

Grandi momenti, la recensione di Corrado Ravaioli

Grandi momenti di Franz Krauspenhaar, la recensione di Corrado Ravaioli per Sugarpulp MAGAZINE.

Grandi momenti, la recensione di Corrado RavaioliTitolo: Grandi momenti
Autore: Franz Krauspenhaar
Editore: Neo Edizioni
Pagine: 160

La vita dello scrittore Franco Scelsit ricomincia a cinquant’anni. Un infarto lo costringe ad abbandonare i vizi di un tempo ricevendo in cambio un rigido programma di riabilitazione. La nuova condizione cambia il suo modo di affrontare la vita e il rapporto con i suoi simili, a partire dalla madre ansiogena definita “colonnello della sussistenza” o il fratello, unico elemento di confronto/conforto.

Sono tanti gli elementi che compongono Grandi momenti, il nuovo libro di Franz Kasphenaar, pubblicato da Neo Edizioni. Ancora una volta l’autore lombardo si mette in gioco con un romanzo dal sapore autobiografico. Nella forma somiglia a un flusso di coscienza, come fosse un continuo monologo di Franco Scelsit. Attraverso le riflessioni del protagonista, con una prosa asciutta e precisa, l’autore ragiona su grandi temi come quello del tempo, in un continuo parallelismo tra i “grandi momenti” del passato e l’oggi. Dopo l’infarto “Il tempo ha preso un passo inaspettato, il passo della rincorsa”. E ancora “il tempo ti ammazza. Il tempo bara sull’età”.

Krasphenaar scherza anche con l’editoria italiana. Il protagonista è uno scrittore che ha messo da parte riconosciute ambizioni letterarie per dedicarsi sotto pseudonimo a una narrativa da autogrill, meno nobile ma certamente remunerativa. Grazie al successo di una serie poliziesca può dedicarsi alle auto sportive anni ’60, unica vera deroga al nuovo corso post-infarto, insieme a qualche birra ghiacciata. “Il denaro ti fa arrivare ai tuoi sogni. I sogni sono la felicità, forse l’unica che ci è rimasta”.

Tra le figure chiave, con cui Scelsit cerca di dialogare a distanza, c’è il fantasma del padre, che gli appare come in un incubo degno di Lynch nella bruma della campagna lombarda, in forma animalesca. Il rapporto conflittuale mai risolto con la figura paterna rappresenta uno dei temi cardine del libro e una delle chiavi per interpretare i gesti estremi del protagonista.

Con Krasphenaar non esistono i toni grigi. Il libro è un concentrato di emozioni forti, viscerali, vere. Ti fa sorridere a denti stretti e un attimo dopo commuovere.

E la lotta per la sopravvivenza di Franco Scelsit, tra ricordi struggenti e sberleffi, è davvero contagiosa.

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