Il guardiano degli innocenti, la recensione di Daniele Cutali

Geralt di Rivia, il protagonista de Il guardiano degli innocenti, è un personaggio unico nel segno della multimedialità tra libri e videogames.

Il guardiano degli innocenti la recensioneTitolo: Il guardiano degli innocenti
Autore: Andrzej Sapkowski
Editore: Nord
PP: 370
Prezzo: cartaceo 18,00 euro, ebook 10,99 euro

Geralt di Rivia. Un personaggio unico, straordinario, che “buca” le pagine, con una caratterizzazione psicologica fortissima tanto da sembrare reale, qui di fianco a noi mentre leggiamo pagina dopo pagina questo immenso capolavoro del fantasy polacco e mondiale.

Noto anche come lo strigo, il cacciatore di mostri, Geralt di Rivia ha di recente varcato il confine della parola scritta per diventare il protagonista di una trilogia di videogames creata da CD Projeckt Red, software house connazionale di Sapkowski.

Un crossover multimediale che l’ha portato a essere ancora più famoso, anche presso chi non legge abitualmente ma manipola soltanto joypad e mouse.

Un personaggio così un lettore avvezzo al genere fantasy potrebbe aspettarselo partorito dalle menti di scrittori occidentali, americane e britanniche soprattutto. E invece, cosa ha in meno la Polonia? Nulla.

Sapkowski è un geniale creatore di mondi, uno scrittore abilissimo, con una tecnica meravigliosa, scorrevole e profonda. Tolkien ha segnato la strada, molti l’hanno percorsa e seguita, soltanto per citarne alcuni Michael Moorcock, David Gemmell, Terry Pratchett, R.A. Salvatore ecc.

Ma Sapkowski è un’altra cosa, il mondo che ha creato è cupo, oscuro, dark. Popolato da mostri per i quali l’esistenza è cosa normalissima, incubi notturni e diurni calati in un’ambientazione simil-medievale, con l’ignoranza, la caccia alle streghe, il razzismo, la crudeltà e il sangue a farla da padroni.

Il mestiere del cacciatore di mostri, pur necessario e riverito, fa diventare un paria agli occhi del popolo superstizioso. Studiosi, religiosi, conoscitori di erbe, pozioni e segni magici detengono una conoscenza elitaria.

Certo, molte di queste cose le ritroviamo nelle miriadi di altri mondi fantasy creati da scrittori molto capaci, ma ribadisco: Sapkowski lo fa letteralmente uscire dalle pagine facendolo diventare tridimensionale.

Ecco perché Geralt di Rivia è uno strigo tutto particolare, con una psicologia sfaccettata e misteriosa, a cui ci si affeziona da subito e nel cui ruolo ci si cala man mano, leggendo le storie che compongono Il Guardiano degli Innocenti. Infatti, il tomo è una raccolta di racconti lunghi che introducono l’oscuro mondo di Geralt e i suoi personaggi attraverso varie storie più o meno drammatiche, più o meno esilaranti a sfondo tragico (la spalla Ranuncolo è formidabile per la sua capacità di far irritare e per i casini che combina), che sfiorano anche l’horror, talvolta.

Meravigliosi e profondi gli intermezzi che collegano le storie, intitolati La Voce della Ragione. Inquadrano un Geralt in convalescenza presso un monastero, curato da Nenneke monaca devota alla Dea Melitele. Quest’ultima impersonifica davvero la coscienza e la ragione dello strigo, dopo che cala il sipario sui flashback raccontati talvolta da Geralt, talvolta da altri ospiti.

Insomma, non resta che leggere tutto ciò che riguarda questo meraviglioso personaggio creato da Sapkowski. Ci si può perdere nell’universo inventato e pensato dallo scrittore polacco.

In Italia sono stati pubblicati dalla Nord, oltre a Il Guardiano degli Innocenti, La Spada del Destino, Il Sangue degli Elfi, Il Tempo della Guerra e Il Battesimo del Fuoco.

The Witcher, i videogames

Il guardiano degli innocenti la recensione feat

E poi non resta anche che giocarsi la Trilogia di videogiochi dedicata allo strigo. Gia usciti The Witcher nel 2007, The Witcher 2: Assassins of Kings nel 2011 e di prossima uscita, il 24 febbraio 2015, The Witcher 3: Wild Hunt.

Tutto imperdibile, ovvio.

Guarda su Youtube il trailer di The Witcher 3: Wild Hunt.

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