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Hell On Wheels, la recensione

Hell On Wheels

Hell On Wheels, serie che debutta in Italia il 2 giugno su Rai Movie, è una vera e propria immersione nell’America del XIX secolo, un’America che assomiglia molto più di quanto si pensi a quella di oggi

Serie ancora inedita per il mercato televisivo Italiano (almeno fino al 2 giugno quando su Rai Movie verrà trasmesso il primo episodio), Hell on Wheels getta uno sguardo sull’America del diciannovesimo secolo.

Hell On Wheels

Hell On Wheels è ambientata durante gli anni Sessanta dell’Ottocento, all’indomani della guerra di secessione statunitense.

Il protagonista della serie, Cullen Bohannon (eroe western per eccellenza, ma anche soldato che ha combattuto tra le file sudiste), cerca la propria vendetta nei confronti di un gruppo di nordisti, colpevoli di aver perpetrato crimini orribili nei confronti della sua famiglia.

Come si intuisce dal titolo della serie, quel Hell on Wheels che tradotto letteralmente significa inferno su ruote, la storia si svolge durante la costruzione della ferrovia transcontinentale statunitense e si dipana intorno alle vicende degli uomini intenti a realizzare quest’ultima.

Hell On Wheels

Eroi puramente western, operai di pelle bianca e di pelle nera, prostitute, indiani, saloon, case da gioco. Tutti elementi che riescono a rappresentare al meglio il West americano del tempo. Terre selvagge, senza giurisdizione e ancora prive di regole e leggi.

In Hell On Wheels, la scelta di voler raccontare il West americano attraverso la costruzione della ferrovia transcontinentale non è fattore da sottovalutare.

Infatti, da un punto di vista storico, con il completamento della linea ferroviaria avviene l’apertura della frontiera: si aprono nuove vie di comunicazione.

La sua conclusione, nel 1869, comporta l’arrivo di mercanti di pelli e cercatori d’oro, che a sua volta comporta la decimazione dei nativi che, privati della loro terra, non hanno più le loro fonti di sussistenza per sopravvivere.

Hell On Wheels

Con la nascita della ferrovia si modifica la struttura della vita sociale e la geografia dei luoghi, assistiamo alla nascita delle cosiddette cow-towns, nuovi centri urbani adiacenti alle linee ferroviarie.

In Hell On Wheels tutto questo viene mostrato sul finire della prima stagione, una volta raggiunte le fourty miles, quando iniziano a essere gettate le fondamenta di una “città ferroviaria” e si intravedono le palizzate, quando alcuni personaggi abituati al nomadismo (come la prostituta tatuata) decidono di fermarsi e cercare di creare una sorta di stabilità.

Hell on Wheels è una serie fondata sui personaggi, che rappresentano stereotipi sociali del West americano sul finire del diciannovesimo secolo.

Uno stereotipo che trae la sua origine dalla tradizione letteraria, ma soprattutto dalla tradizione cinematografica. Infatti, non è difficile trovare delle assonanze tra i personaggi rappresentati in Hell On Wheels, uno su tutti Cullen Bohannon (il vero protagonista della serie), e la visione che si da(va) dell’universo West nel cinema di genere.

Hell On Wheels

Un genere, il western, che rappresentava l’eroe-cowboy portatore di un codice d’onore, violento, senza macchia e senza paura, a volte dal passato tormentato e misterioso.

Un eroe che viene dal nulla e lì ritorna dopo aver compiuto la sua missione, un eroe in cui non c’è spazio per l’amore e la sessualità, ma molto più per l’amicizia virile. Tutte queste “caratteristiche” sono proprie del personaggio-Bohannon.

Eroe che rispetta un codice: non uccide mai per il gusto di farlo, ma solo nel momento in cui viene minata la libertà sua o delle persone a lui care.

Bohannon di cui nessuno conosce il passato, neanche noi spettatori, almeno fino al finale di stagione dove, con un flashback, assistiamo in prima persona al passato dell’eroe (in prima persona, inteso non solo in senso metaforico, ma anche in senso estetico: l’uso della soggettiva ci permette di calarci completamente nei panni del protagonista).

Un Bohannon che compare dal nulla a Hell On Wheels, nessuno sa chi sia, per poi scomparirne con una taglia sulla sua testa, non prima di aver completato la sua vendetta.

Un Bohannon che ha perso il suo unico amore e che tiene più all’amicizia con un operaio di pelle nera che a compiere, in preda ai fumi dell’alcool, un atto sessuale con una prostituta: nel momento dell’atto si blocca, dà i soldi alla giovane e se ne va.

Hell On Wheels

In definitiva Hell On Wheels si configura non solo come continuo citazionismo, ma come vero e proprio riconoscimento a tutto il genere Western cinematografico.

Hell on Wheels però non deve essere solo considerata come un’opera che mostra (e mette in mostra) il selvaggio West. La serie analizza anche la società americana del tempo. Ed ecco che si intravedono accordi commerciali, accordi economici sottobanco con la politica del tempo e manovre bancarie “oscure”, dietro alla costruzione della ferrovia transcontinentale (un esempio cinematografico inerente a questo argomento può essere: C’era una volta il west di Sergio Leone).

In relazione a questo, e in relazione allo sguardo che Hell On Wheels ci regala sulla società americana del tempo, si può prendere in considerazione un discorso che viene celebrato dal senatore dell’Illinois in visita al villaggio: sono venuto qui per incontrare gli indiani recando un ramoscello di ulivo. Ma nell’altra mano brandisco un randello. E questo randello rappresenta la piena e pesante forza d’urto dell’esercito degli Stati Uniti. Se questi selvaggi vogliono forzarci la mano, allora in nome di Dio, gli daremo una lezione che non potranno dimenticare.

Frasi di forte impatto che anticipano ciò che accadrà in seguito sul suolo americano: lo sterminio di tutte le popolazioni “pellerossa”, l’istituzione di riserve dove “conservare” ciò che rimane di quel popolo.

Hell On Wheels

Ciò che stupisce del discorso pronunciato dal senatore dell’Illinois è l’incredibile vicinanza con i discorsi del nostro tempo.

Come non scorgere una velata critica alle ultime guerre “preventive”, come non scorgere una critica alla propensione tutta americana alla guerra? Come non scorgere una critica a quelle guerre mediorientali per il petrolio, per gli interessi economici?

In questo modo Hell On Wheels ci racconta e ci fa conoscere un’America all’indomani della guerra civile, che non accetta alcun ostacolo allo sviluppo e all’industrializzazione (l’avanzata della ferrovia), conquistando il potere con la forza, anche a costo di sporcarsi ripetutamente (e abbondantemente) le mani di sangue innocente, ma ci mostra anche un’America (quella di oggi) che non sembra molto diversa da quella rappresentata in Hell On Wheels.

Guarda il trailer originale di Hell On Wheels su Youtube

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