Honky Tonk Samurai, recensione

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Honky Tonk Samurai segna l’imperdibile ritorno di Hap e Leonard. Un romanzo a lungo atteso che non delude le aspettative.

Honky-Tonk-Samurai-joe-lansdale-copertina-zerocalcare-sugarpulpTitolo: Honky Tonk Samurai
Autore: Joe Lansdale
Editore: Einaudi
Pagine: 425
Prezzo: € 19,50 e-book € 9,99

“Nel caso ci succedesse qualcosa,” disse Leonard, “ho una confessione da farti”.
“Dimmi pure”.
“Una volta ho usato il tuo spazzolino da denti”.
“Che cosa?”.
“Hai sentito bene”.
“Che cavolo, Leonard! E’ successo di recente?”.
“Sì. L’ultima volta che mi sono fermato a dormire a casa tua. Volevo pulire il cesso e me lo sono ritrovato in mano”.

Ammettiamolo, ragazzi, non c’è niente di male: eravamo tutti in crisi d’astinenza. Ci abbiamo provato, certo, cercando invano in altri scrittori quella scintilla magica che solo Lansdale sa accendere.

Ma, di Joe ce n’è uno soltanto; e la saga di Hap e Leonard è una droga tanto pura quanto introvabile.

Era dal 2010, con Devil Red, che il nostro scrittore texano preferito non ci regalava un romanzo che avesse per protagonisti i due investigatori più scalcagnati e irriverenti del pianeta.

I tre racconti di Una coppia perfetta erano bastati soltanto per metterci l’acquolina in bocca, ma un lustro senza un’avventura con la A maiuscola iniziava a essere davvero troppo: roba che certa gente ha seriamente rischiato di finire in analisi.

In questo lasso di tempo, Joe non è di certo restato con le mani in mano. Da buon stakanovista della scrittura, ha sfornato un trittico di memorabili storie ambientate nel Texas del primo ‘900: Cielo di sabbia, Acqua buia e La foresta. Vere perle narrative, in grado di convincere anche la critica più snob.

Hap e Leonard, però, per chi li conosce da un pezzo, sono qualcosa di speciale: due vecchi amici, con i quali abbiamo affrontato mille battaglie, vissuto le esperienze più improbabili e che ci piacerebbe poter incontrare in carne ed ossa, almeno una volta nella vita, per scambiare due chiacchiere, sorseggiando una birra gelata.

O meglio, una bella Dr Pepper…

Leggere una loro nuova avventura è come tornare a casa dopo un lungo viaggio: si rivedono i luoghi conosciuti, si riassaporano gli odori, si riconoscono tante facce. Insomma, ci si sente al proprio posto.

E Lansdale è uno dei pochi narratori contemporanei a riuscire a fare questa roba qui: metterti al fianco dei protagonisti per tutta la durata del romanzo; o, meglio, farti sentire parte stessa della squadra.

Dalla prima all’ultima pagina di Honky Tonk Samurai sarete così coinvolti da faticare ad abbandonare la lettura. E, appena avrete finito, tornerete a sentire quel brutto senso di vuoto e a domandarvi terrorizzati, quanto dovrò aspettare questa volta? Sempre che ci siano nuove puntate…

Ma, intanto, per oltre quattrocento pagine, avrete la possibilità di indagare con Hap e Leonard, assisterete ai loro imperdibili scambi di battute, partecipare a pericolose sparatorie e memorabili scazzottate.

E poi, bisogna proprio dirlo, questa volta Champion Joe ha voluto fare le cose in grande, cacciando in Honky Tonk Samurai una masnada di vecchie conoscenze e pendagli da forca che i suoi lettori non faticheranno a riconoscere.

C’è il mitico Jim Bob Luke, l’investigatore cowboy già visto al fianco dei nostri due eroi in Bad Chili e Capitani oltraggiosi ed apparso per la prima volta in Freddo a luglio; c’è il reporter donnaiolo Cason Statler, già in Devil Red ed in precedenza protagonista de La ragazza dal cuore di acciaio, così come il suo pazzo e letale amico Booger (A proposito Joe, a quando un nuovo romanzo con Statler protagonista?); ci sono la fidanzata di Hap, Brett, il detective Marvin Hanson e, infine, c’è lei: la temibile e sexy cacciatrice di taglie Vanilla Ride.

Una banda di pazzi scatenati, pronti a farvi ballare e divertire come di rado capita leggendo un libro.

Anche perché, oltre a loro, ci sono i cattivi, quelli veri, che nel caso rispondono ad una famiglia redneck di killer con il vezzo di tagliare e conservare come cimelio i testicoli delle proprie vittime.

Insomma, rock ‘n roll al 100%!

Per il sottoscritto Honky Tonk Samurai è una delle migliori crime novel dell’anno ed è tra i più riusciti episodi della serie. Dal punto di vista della scrittura Lansdale è ineccepibile: ritmo a mille, dialoghi più taglienti di un rasoio, capacità di shakerare i generi ai massimi livelli. Di più, non si può davvero chiedere.

Da segnalare alcune chicche: in primis la cazzutissima copertina di Zerocalcare, anche lui, grande fan dello scrittore texano.

Inoltre, è degno di nota che il romanzo sia uscito prima in Italia che negli Stati Uniti, a testimonianza del grande amore dei lettori italiani per Lansdale.

Parlando dell’universo di Hap e Leonard non posso omettere, infine, un paio notizie di sicuro interesse: la prima è che, come molti già sapranno, avremo presto la possibilità di vedere i nostri beniamini sullo schermo, grazie alla serie prodotta da Sundance TV, con James Purefroy e Michael Kennet Williams (prego incrociare le dita).

La seconda è che un caro amico di Sugarpulp, Mauro Falciani, ha recentemente inaugurato, in quel di Firenze, la prima libreria al mondo chiamata Mucho Mojo, proprio come il secondo romanzo della saga.

Meglio stare all’erta: chissà che Joe, un giorno o l’altro, non finisca da quelle parti!

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