Horse Soldiers, la recensione di Matteo Marchisio

Horse Soldiers, la recensione di Matteo Marchisio

Horse Soldiers, la recensione di Matteo Marchisio del romanzo-capolavoro di Doug Stanton che l’anno prossimo vedremo anche al cinema.

 Horse Soldier, la recensione di Matteo MarchisioHorse Soldiers è capolavoro, diventato bestseller negli USA di cui uscirà al cinema l’adattamento cinematografico il prossimo anno. Imprescindibile per gli appassionati di romanzi d’azione, thriller e reportage di guerra.

Finalmente un romanzo sulle forze speciali degno di questo nome! 
Horse Soldiers ha molti pregi, primo fra tutti quello di mostrare nei minimi dettagli l’essenza di quello che è il concetto di Special Force.

I protagonisti sono una ventina di uomini delle forze speciali USA al comando del tenente colonnello Bowers reclutati in fretta e furia dopo l’attentato alle Torri Gemelle.

La loro missione per quanto fumosa fosse nelle prime ore, era quella di costituire una testa di ponte americana in territorio afgano per permettere l’offensiva su larga scala, contando sui pochi contatti Cia mantenuti dopo gli aiuti ai mujaheddin durante la loro lotta contro l’esercito russo negli anni ’80.

Nella realtà dei fatti si trattò di prendere contatto e saggiare la lealtà e abilità di alcune tribù locali considerate “amiche”, capitanate da un carismatico signore della guerra chiamato Dostun, e far capire ai talebani che gli Stati Uniti erano arrivati con tutto il peso di un apparto bellico all’avanguardia. 
Gli scontri si svilupparono nei costoni rocciosi afghani, tra ruderi dei carri sovietici e bastioni di terra e fango costruiti dagli indigeni contro le giubbe rosse della regina Vittoria nel tentavo di colonizzazione britannico dell’800.

Il punto critico della missione fu la presa della fortezza di Quala-i-Jangho, battezzata degli americani House of War, un immenso castello del XVIII secolo di mattoni di fango e travi, dotato di una ramificazione di tunnel quasi sconfinata in cui i talebani accumularono uno dei più grandi arsenali della storia moderna.

Gli americani (raggiunti da un pugno di consulenti inglesi del SAS) si barricarono nel mastio dirigendo il fuoco del supporto aereo con designatori laser Soflam e mappe satellitari, mentre nei bastioni inferiori i mujaheddin lealisti fronteggiavano quasi all’arma bianca gli assalti dei talebani.

In Horse Soldiers potrete trovare tutta la paura di un gruppo di americani a dorso di cavallo nelle gole afgane, braccati da un nemico infintamente più numeroso, costantemente in pericolo, circondati da locali dalla dubbia fedeltà divisi dai talebani solo da lievi differenze tribali. 
Horse Soldiers è un romanzo profondo in cui l’infinità di dettagli su attrezzature, tattiche e tribù afgane e le riflessioni flessibilità mentale degli operatori protagonisti mostrano quanto la vita sul campo possa essere tanto tetra, schifosa e solitaria.

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