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House of Cards, il libro – La recensione

House of Cards è un romanzo da non perdere, con un finale mozzafiato. Se ne sconsiglia la lettura soltanto a persone fortemente predisposte all’ulcera…

House of Cards, il libro - La recensioneTitolo: House of Cards
Autore: Micheal Dobbs
Editore: Fazi Editore
PP: 352
Prezzo: euro 14.90 cartaceo, euro 9.90 ebook

Un politico che non sia sostenuto e condizionato anche da un solido impegno morale può essere la disgrazia di un Paese e trascinarlo in qualsiasi avventura. Ma anche un moralista senza senso politico può commettere errori irreparabili e combinare grossi guai.

Indro Montanelli

 

House of Cards è un libro bellissimo. Apro così.

Un romanzo affascinante, narrato con uno stile che lo rende scorrevole, attraente ed intenso. Senza mai perdere il ritmo.
Tutto bene, insomma.

Ah, dimenticavo: odierete il protagonista. Ma lo odierete davvero! Niente sindrome di Stoccolma qui, solo odio.

Siamo in Gran Bretagna, anni ’80. Elezioni. Il governo uscente perde un seggio dietro l’altro. Il Chief Whip del partito conservatore propone un rimpasto che lo porti sotto le luci della ribalta, dato che fino ad allora ha lavorato nell’ombra, come accade ad un capo di partito senza incarichi governativi. Il Premier non condivide l’idea, la boccia.

Da qui in poi, signore e signori, comincerà la sagra del pelo sullo stomaco, la festa del bastardino (non me ne vogliano gli animalisti), il trionfo del marcio.

House of Cards è un romanzo che ti spiega due cose fondamentali; la prima: la differenza tra un successo e una disfatta può dipendere solo da un piccolo dettaglio, dal modo in cui una storia viene raccontata. La seconda: un segreto lo si può conoscere anche in due. A condizione che uno dei due sia un morto.

I giochi di potere sono raccontati con maestria, il romanzo scorre veloce. Ha quel sapore un po’ malinconico degli inverni londinesi con la neve sporca accanto alla strada. Ha i suoni di I will survive nella versione dei Cake e i colori acidi di una fotografia di trent’anni fa.

Dal romanzo è stata tratta l’omonima serie tv. Il protagonista è interpretato da Kevin Spacey. Non me l’avessero detto, l’avrei capito dopo due righe: solo lui sa regalare questa sensazione di buon padre di famiglia mentre ti pianta un coltello nella schiena.

House of Cards è un romanzo davvero da leggere, di quelli che cerchi con fame letteraria quando hai qualche minuto libero. E, oltre a delle spiegazioni sui meccanismi governativi britannici, raccontati con eleganza e precisione mai noiose, ci insegna che la fame di potere non è una prerogativa latina, ma umana. E non fa distinzioni di latitudine o etnia.

Complessivamente un ottimo lavoro. Da non perdere, con un finale mozzafiato. Se ne sconsiglia la lettura soltanto a persone fortemente predisposte all’ulcera…

VOTO: 5 Barbabietole su 5

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