I Cavalieri del Nord, la recensione

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I Cavalieri del Nord, sangue, violenza, amore e storia medievale nel Nord-Est d’Europa per Matteo Strukul.

i-cavalieri-del-nord-matteo-strukul-multiplayer-recensioneTitolo: I Cavalieri del Nord
Autore: Matteo Strukul
Editore: Multiplayer.it Edizioni
Pagine: 458
Prezzo: 16,90 euro

Se bazzicate queste pagine sapete molto bene chi è Matteo Strukul. Se è la prima volta che ci fate un salto, invece, ecco la sua fulminante carriera.

È il cofondatore dell’Associazione e del movimento letterario Sugarpulp; è il direttore artistico del festival a esso legato, l’annuale SugarCon che quest’anno è stata protagonista di una spigolosa polemica con l’amministrazione comunale di Padova.

Viene scoperto dal maestro del thriller Massimo Carlotto, e pubblica con e/o Edizioni la saga di Mila Zago, killer e giustiziera professionista che sta dalla parte del bene, per ora ferma a una trilogia, La Ballata di Mila (2011), Regina Nera (2013) e Cucciolo d’Uomo (2015).

Il 2014 vede il balzo di Strukul alla Mondadori Omnibus, collana in cui viene pubblicato La Giostra dei Fiori Spezzati, thriller storico ambientato nel 1888 a Padova in cui i protagonisti, l’alienista Alexander Weisz e il giornalista Giorgio Fanton, inseguono un serial killer molto simile a Jack Lo Squartatore, il qual e nello stesso anno agiva Oltremanica.

Con il 2015 e, dopo il già citato Cucciolo d’Uomo, arriva il grande botto con Multiplayer Edizioni. Casa editrice indipendente ma in piena espansione, si è accaparrata i diritti letterari di Star Wars e pubblica le novelization dei videogames più venduti, oltre a essere dietro le quinte del portale internet di notizie videoludiche più seguito in Italia.

Con l’inaugurazione della collana Multipop rilascia sul mercato anche narrativa originale di alta qualità, romanzi come La Ragazza Meccanica di Paolo Bacigalupi (2014), caso letterario negli States, e I Dodici Bambini di Parigi di Tim Willocks (2014), romanzo storico ambientato in Francia durante il massacro degli ugonotti.

Su un binario parallelo, Strukul bissa il maestro Willocks con un low fantasy anch’esso storico, I Cavalieri del Nord, un romanzo che si può considerare il suo apice letterario. Strukul si è fumato il cervello sui libri di storia per rendere al meglio l’ambientazione.

Immaginate un film. Scene, fermi immagine, piani sequenza, dissolvenze, colpi di scena, tutto lo scibile cinematografico utile a sviluppare la trama del copione, in questo particolare caso neanche troppo intricata ma avvincente, avventurosa, pregna di sentimento, passione, magia e tanto sangue come accadeva davvero nel Medioevo, fino al finale.

Conoscete, vero, la sensazione di aver visto appunto un film molto bello e uscire dalla sala cinematografica soddisfatti, con lo spirito ritemprato? Così tanto che dopo viene anche voglia di andarsi a mangiare una buona pizza in ottima compagnia. Questa la breve descrizione di quello che è il nuovo romanzo di Matteo Strukul.

Un low fantasy di ambientazione storica ben definita, con un taglio narrativo dinamico, scorrevole e cinematografico.

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I Cavalieri del Nord, il romanzo.

Siamo nell’anno 1240 dopo Cristo, il nostro Medioevo sanguinario durante il quale a guidare le sorti del mondo conosciuto erano poche menti forti e istruite, Imperatori, Re, caste guerriere e la Chiesa Cattolica Romana circondata da numerosi culti pagani di cui tentava di estirparne le radici.

La maggioranza della popolazione era poverissima, sopravviveva nei campi facendo fronte a inverni duri e scarsa igiene e se non moriva per queste ragioni veniva falcidiata dalle carestie, dalle malattie e dalle guerre. Una situazione che non pare molto lontana all’attualità, ma bando alle ciance.

Il protagonista è un ragazzo di nome Wolf, orfano cresciuto e addestrato dai Cavalieri Teutonici, ordine monastico di valorosi guerrieri fondato ai tempi della terza crociata in Terra Santa alla pari del contemporaneo ordine dei Cavalieri del Tempio, ovvero i più famosi Templari, e dell’ordine dei Cavalieri Portaspada un po’ di tempo dopo.

Alla guarnigione di stanza a Pskov, in Russia, viene assegna ta una missione importante come la difesa della lontana roccaforte di Dietrichstein, in Transilvania.

Il padre putativo e adottivo di Wolf, Kaspar Von Feuchtwangen, alla testa di settanta cavalieri intraprende un lunghissimo viaggio alla volta di Dietrichtstein, assediata dall’alleanza pagana tra esercito magiaro e i crudeli, selvaggi e misteriosi guerrieri Cumani attorno ai quali aleggia un’insieme di leggende spaventose ed esoteriche.

Lungo la strada devono intervenire per liberare una ragazza accusata di stregoneria a causa di alcuni tatuaggi che ha sulla schiena.

La guarnigione si ferma a Bayemburg, villaggio della Livonia guidato dall’ignoranza e dalla superstizione di un abate, il quale attraverso un processo sommario diventa giudice, giuria e boia, offrendo una singolare visione della serpeggiante violenza ecclesiastica che diventerà la crudele e sanguinaria istituzione della Santa Inquisizione.

Kira, la ragazza che i Teutoni si porteranno appresso, incarnerà lo sconvolgimento ormonale e mentale dei soldati che le stanno vicino, coadiuvati da un misterioso morbo che si annida nella segale (l’ergotismo causato dall’ingestione della Claviceps purpurea), ma soprattutto sarà la caduta nel baratro dell’amore da parte del suo liberatore, Wolf.

Per lei, il ragazzo arriverà ad andare contro tutto ciò che gli è stato insegnato dall’Ordine e da Kaspar.

Un’avventura degna di questo nome non può non presentare dei cattivi che assurgono al livello di nemesi dei due ragazzi. Stiamo parlando di Vjsna e Kam.

La prima è una formidabile e indomabile guerriera il cui odio per i Teutoni è secondo soltanto alla sofferenza che ha dovuto sopportare a causa loro. Il secondo è un misterioso essere che possiede poteri druidici con i quali comunica con la Natura.

La trama, nonostante sia lineare, è ricca di avvenimenti che calamitano la lettura e la battaglia finale per Dietrichtein lascia un varco aperto per un atteso e gustoso seguito

Strukul ci mette sotto gli occhi un libro che si divora pagina dopo pagina, e al giorno d’oggi non capita molto spesso. Fatelo vostro, subito.

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