I Corruttori, la recensione

I Corruttori racconta il Messico ed i suoi mali, senza fare sconti. Un romanzo imperdibile in bilico tra fiction ed inchiesta.

i-corruttori-patterson-cover-recensioneTitolo: I Corruttori
Autore: Jorge Zepeda Patterson
Editore: Mondadori – Strade blu
Pagine: 354
Prezzo: € 18,00 e-book € 9,99

I Corruttori è senza dubbio uno dei migliori thriller pubblicati in Italia nel 2015.

Anche in questa occasione la collana Strade blu di Mondadori si è dimostrata sinonimo di qualità, proponendoci un nuovo scrittore dal talento indiscutibile: il messicano Jorge Zepeda Patterson

Per recensire questo romanzo è doveroso un breve excursus nella biografia del suo autore.

Classe 1952, nato a Mazatlàn, nello stato di Sinaloa, Zepeda Patterson è uno dei più famosi giornalisti messicani; stimato analista politico ed economista, è tra le più importanti firme di noti quotidiani del Messico, collaboratore di lungo corso dello spagnolo El País, nonché direttore del sito di news Sin Embargo.

Nel 2013, proprio con I Corruttori, è stato finalista del premio Hammett, mentre nel 2014 è stato il primo messicano ad aggiudicarsi il prestigioso Premio Planeta con il romanzo Milena o el fémur más bello del mundo (seguito de I Corruttori, ancora inedito in Italia).

Un giornalista di razza, scomodo e più volte minacciato di morte per la sua dichiarata intransigenza verso le istituzioni corrotte e la loro collusione coi cartelli della droga. Uno, per intenderci, che potrebbe essere fatto fuori o sparire nel nulla da un giorno all’altro.

I Corruttori è un’opera fortemente attuale, coraggiosa, nella quale la fiction va a braccetto con il miglior giornalismo investigativo, attaccando apertamente i poteri forti e dipingendo un ritratto assai poco edificante della classe politica al governo.

Non meraviglia affatto che il romanzo sia stato, soprattutto in patria, un eclatante caso letterario. La novela negra dell’anno, che in pochi giorni ha scalato le classifiche, finendo sulla bocca di tutti, specie nella capitale.

Una sorta di Suburra in salsa messicana, dove la differenza sostanziale sta nel rischio corso da Zapeda Patterson nel toccare certe tematiche da sempre tabù, in primis il narcotraffico.

I Corruttori, però, non è soltanto un romanzo di denuncia. È, anzitutto, un thriller ber orchestrato, nel quale una sinfonia di personaggi da vita ad una trama intricatissima ma sorprendentemente scorrevole, resa ancor più avvincente dalle conoscenze sviluppate dall’autore in oltre trent’anni di inchieste.

La storia si svolge principalmente a Città del Messico, nel Distrito federal. Tutto inizia col l’omicidio di Pamela Dosantos, disinibita starlette dalla lunghissima sfilza di amanti. A dare per primo la notizia è Tomas Arizmendi, giornalista finito in disgrazia, che tenta lo scoop indicando, sulla base di una soffiata, il luogo di ritrovamento del cadavere.

Tomas ignora però che l’indirizzo fornito si trovi in prossimità dell’abitazione di Augusto Salazar, potente e temibile ministro degli interni. Quest’ultimo si mette subito sulle sue tracce con intenzioni ben poco amichevoli.

Per uscire dal guaio in cui si è cacciato dovrà ricorrere all’aiuto dei suoi vecchi amici, los Azules (dal colore delle cartelline che usavano al liceo): Mario, innocuo professore universitario, Amelia, leader del partito di opposizione e Jaime, agente dei servizi segreti ed esperto in sicurezza. I quattro uniscono le forze per capire chi ha incastrato Tomas, ma la matassa da districare si rivela molto più ingarbugliata del previsto.

Le pagine scorrono veloci spinte da una narrazione frenetica e da uno stile che si mantiene elegante pur raccontando o meglio, facendo immaginare, le peggiori efferatezze ed atrocità. Zapeda Patterson non eccede, non cerca il colpo ad effetto ma piuttosto si sofferma sulle umane passioni che guidano una lunga sfilza di personaggi, spesso combattuti tra bene e male: giornalisti, politici, spie, narcotrafficanti, poliziotti, hacker, sicari, avvocati, agenti speciali.

I riferimenti all’attualità sono numerosi a partire dal Chapo Guzman sino ad arrivare alla situazione politica del paese e all’analisi dei suoi complicati meccanismi interni, svelati capitolo dopo capitolo con una semplicità disarmante.

Città del Messico non è una mera scenografia, ma si rivela un personaggio fondamentale della storia: una città palpitante capace di ammaliare e atterrire allo stesso tempo.

Chi volesse approfondire può visitare il bel sito dedicato al romanzo, ricco di spunti e materiali interessanti sulla genesi dell’opera e sul suo autore.

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