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I mercenari 3 – The Expendables, la recensione di Fabio Chiesa

Con I mercenari 3 – The Expendables la saga dei Mercenari perde qualche colpo. Tanta buona azione ma, nonostante un cast stratosferico, le idee cominciano a latitare.

Ci risiamo. Sly l’ha fatto ancora e, con ogni probabilità, non sarà questa l’ultima volta. Si sa, Stallone ha una certa predisposizione nel ripetere all’infinito personaggi, situazioni e trame.

Non per niente ha fondato il suo mito su icone che devono parte delle loro fortune ad una serialità sempre molto simile (se non smaccatamente uguale) a se stessa.

Rocky è il pugile eternamente messo alla prova da avversari sulla carta più forti di lui. Rambo è il reduce silenzioso e micidiale, capace di sterminare da solo interi eserciti. Lo sanno anche i muri.

Il problema però, come già facevo notare nella mia recensione di Escape plan, è che non siamo più negli anni ’80 ed il pubblico di oggi è di certo più esigente di un tempo.

Nonostante la sbruffonaggine di fondo ed il tono nostalgico della rimpatriata, la saga più tamarra degli ultimi anni comincia ad annaspare.

I mercenari 3 - The Expendables, la recensione

L’intreccio de I Mercenari 3 è fin troppo speculare a quello del capitolo precedente. C’è poco da fare, dopo venti minuti sappiamo già come proseguirà e come andrà a finire l’avventura.

Non che gli aficionados del genere si aspettino molto di più, ma, a lungo termine (si parla già di un quarto capitolo con Pierce Brosnan ed Hulk Hogan) anche i fans più sfegatati potrebbero stufarsi della solita minestra.

I volti noti cominciano ad essere troppi ed incastrarli tutti è certamente sempre più complicato. Eliminarne qualcuno non potrebbe che giovare ai fini di una sceneggiatura più articolata ed avvincente.

Non penso, però, che quest’idea possa sfiorare l’attore italoamericano, capace di presentarsi sulla Croisette a bordo di un carro armato, in compagnia del suo cast stellare (tra i volti nuovi Harrison Ford, Mel Gibson, Antonio Banderas e Wesley Snipes).

Beninteso, I mercenari 3 non è affatto un film da buttare. La sequenza iniziale è quanto di meglio un action moderno possa offrire. E non mancano neanche i momenti divertenti, con Wesley Snipes che si rade utilizzando un coltellaccio lungo 40 centimetri o la sana follia di Galgo, il personaggio volutamente sopra le righe interpretato da Antonio Banderas. Mel Gibson, infine, sguazza allegramente nel ruolo del cattivo di turno (dopo Machete kills sembra averci preso un certo gusto perverso).

I mercenari 3 - The Expendables la recensione

Quello che manca è un minimo di imprevedibilità e di cattiveria, per rendere più succosa l’immancabile resa dei conti. Sì, perché il cuore pulsante de I Mercenari 3 è (che ve lo dico a fare…) è la mezz’ora finale: un circo di vecchie glorie impegnate a menare duro, resistendo stoicamente a osteoporosi, artrite, colpi della strega ed acciacchi vari, tra proiettili, razzi e stuntman a catinelle.

Qualcosa mi dice che anche questa volta Stallone non seguirà i miei saggi consigli e si accanirà ad aggiungere nomi su nomi anche nel prossimo episodio.

A questo punto, mi diverto anch’io a suggerirne qualcuno: Steven Seagal, Mr. T, Lorenzo Lamas e Jackie Chan. E poi, Sylvester, una telefonatina a Nicolas Cage, che accetta praticamente qualsiasi parte, non la vogliamo fare?

Guarda il trailer de I Mercenari 3 – The Expendables su Youtube

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