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I pericoli di Sherlock Holmes, la recensione di Camilla Bottin

I pericoli di Sherlock Holmes è una raccolta di racconti in cui il mitico investigatore si confronta con una serie di personaggi letterari da brivido.

i pericoli di sherlock holmesTitolo: I pericoli di Sherlock Holmes
Autore: Loren D. Estleman
Editore: Gargoyle Books
PP: 205
Prezzo: 16 euro

Unico scrittore autorizzato dalla Fondazione Conan Doyle, lo statunitense Loren D. Estleman decide di levare la polvere dalla mantella dell’icona Sherlock Holmes attraverso una raccolta di racconti, già pubblicati all’estero ad eccezione de’ LUovo di serpente (primo capitolo di un romanzo collettivo a cui avrebbero dovuto partecipare Isaac Asimov e Ruth Rendell) con protagonista il famoso detective.

Lo scopo dell’antologia è quello far interagire il carismatico Holmes di Baker Street con altri personaggi che sono entrati nella leggenda: gli enigmi proposti da Estleman non saranno i più geniali della letteratura giallistica ma hanno il merito di confrontare Holmes e il fido Watson con Wyatt Earp, i fantasmi del Canto di Natale dickensiano, con la tomba di re Tutankhamon e con il Diavolo in persona.

I salti temporali sono notevoli, ci troviamo di fronte a un giovane Watson appena sposato e qualche racconto dopo invecchiato e soprappeso: l’unica costante è la noia che anima sempre la ricerca di casi misteriosi e la volontà di mettersi in mezzo a casistiche inspiegabili.

Holmes, uomo dai grandi sforzi intellettuali, attento ai minimi dettagli, è ritratto fedelmente secondo il canone: come cita l’autore in apertura al libro, la sua opera letteraria ha il merito di aver fatto piacere alla defunta Dame Jane Doyle Bromet, figlia di Sir Arthur, la quale riconobbe l’ammirazione che avevo per l’originale e per me fece un’eccezione al divieto che aveva posto momentaneamente sulla pubblicazione di pastiches su Holmes.

Si teme infatti che il personaggio possa oscurare il suo creatore: Sir Arthur Conan Doyle può stare tranquillo senza rivoltarsi nella tomba, è ammirevole la fedeltà di Estleman al suo stile.

Se non fosse per le storie inconsuete, quasi paranormali, si potrebbe quasi pensare che la penna è la stessa: Holmes e Watson rivivono ancora, lontani da certi stereotipi filmici.

Il dottor Watson non è di certo una macchietta come lo era il compagno in tv di Basil Rathbone, bensì viene raffigurato come un uomo prestante, atletico, tutto d’un pezzo.

Agli intenditori poi piacerà tantissimo l’inedito dialogo che si consuma in casa Watson tra marito e moglie dal titolo Il dottore e la signora Watson in casa: commedia in un solo innaturale atto in cui la donna si lamenta perché lui continua a passare i suoi casi a un altro medico per poter correre dietro all’amico Sherlock Holmes Dio solo sa a far cosa.

E appena il marito, spesso assente, esce per correre dal detective, lei ne approfitta per telefonare all’amante. Come direbbe qualcuno, quando il gatto non c’è i topi ballano!

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