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I territori di 007: Goldfinger (3 di 23)

Goldfinger è il film della definitiva consacrazione per James Bond, l’agente 007 al servizio di Sua Maestà

Siamo nel 1964 e in tutto il mondo scoppia ufficialmente la bond-mania: Goldfinger infatti è il film della definitiva consacrazione per l’agente 007 e ancora oggi in molti lo considerano come il più bello dell’intero franchise.

Forse non sarà il più bello, del resto ha poco senso fare classifiche di questo tipo, ma sicuramente è quello che ha segnato in maniera indelebile l’immaginario bondiano con l’indimenticabile scena del ritrovamento del cadavere di Jill Masterson ricoperta d’oro.

I territori di 007: Goldfinger (3 di 22)

Stati Uniti, Svizzera e Inghilterra sono i tre paesi che compaiono nel film, con una serie di location azzeccatissime, prima fra tutte il Fontainebleau Hilton di Miami, hotel in cui si consuma il dramma della donna dorata.

Particolarmente riuscita anche la partita a golf al club Stoke Park (nel Buckinghamshire), incontro che si conclude con la strepitosa tamarrata di Oddjob che sega la testa a una statua con la sua ganzissima bombetta mortale.

La sfida a golf tra James Bond e Auric Golfinger, per inciso, resta una delle scene più “inglesi” di tutta la serie di 007, sia per ambientazione che per tono.

Dall’Inghilterra si vola direttamente in Svizzera (per la precisione a Andermatt), una Svizzera estiva piena di sole e tornanti in cui assistiamo al memorabile l’incontro/scontro di James Bond con Till Masterson (altra sorella destinata a finire male). La diabolica factory di Goldfinger invece si trova nei dintorni di Lucerna.

I territori di 007: Goldfinger (3 di 22)

Tutto il resto è Stati Uniti, con le esterne girate realmente nei pressi di Fort Knox (Kentucky).

In realtà, contrariamente a quanto potrebbe sembrare, il terzo film della serie non fu girato con un budget molto alto, tanto che Sean Connery, se si escludono le scene girate in Svizzera, non lasciò mai l’Inghilterra e tutti gli interni del film vennero ricostruiti ai mitici Pinewood Studios di Londra.

Un’ulteriore dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, che quando ci sono le idee il budget in sé è sempre qualcosa di relativo…

Il fascino di Agente 007 – Missione Goldfinger infatti sta negli strepitosi charachters che animano la storia (da Jill Masterson a Oddjob, da Auric Goldfinger a Pussy Galore), in un Sean Connery al top, nelle strampalate armi di Goldfinger (dal raggione laser che avrebbe dovuto segare in due 007 alla ridicola stanza “mobile” della riunione con i boss mafiosi) e, sopratutto, nel visual dorato che caratterizza tutto il film.

Paradossalmente proprio il film più famoso di tutto il franchise di 007 è praticamente l’unico che non presenta location esotiche o particolari svincolandosi in maniera pesante dal classico immaginario bondiano.

Leggi i precedenti articoli della serie “I Territori Noir di 007”:

Licenza di uccidere (1 di 23)

Dalla Russia con amore (2 di 23)

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