Annunci

Il baco da seta, la recensione

il-baco-da-seta-recensione-featured

Il baco da seta ci presenta la seconda indagine di Cormoran Strike, il detective privato nato dalla geniale fantasia diRobert Galbraith, alias J.K. Rowling.

il-baco-da-seta-recensione-sugarpulp-j-k-rowlingTitolo: Il baco da seta
Autore: Robert Galbraith (J.K. Rowling)
Editore: Salani
Pagine: 555
Prezzo: 18,60 euro

Uno spettro si aggira per Londra: è lo spettro di uno scrittore egocentrico e megalomane, con un libro scandaloso sottobraccio, che fa tremare parecchia gente ancora prima che sia pubblicato.

Certo, un incipit simile trasmette ben poca paura rispetto all’originale di Marx, ma nondimeno fa tremare il mondo editoriale della capitale britannica, ritratta con disarmante ironia ne Il bacco da seta di Robert Galbraith.

Ah, che autore promettente questo inglese, al suo secondo romanzo… aspetta, non proprio: perché dietro questa firma si nasconde una scrittrice che di esperienza in campo letterario ne ha da vendere: J.K. Rowling, la “madre” di Harry Potter.

Il suo pseudonimo era già stato svelato qualche anno fa, poco dopo l’uscita del suo primo giallo, Il richiamo del cuculo, ma lei non se n’è liberata.

Ecco quindi che torna Cormoran Strike, il detective privato già protagonista del fortunato esordio di Galbraith, con un trascorso nella polizia militare inglese SIB che gli è costato un pezzo di gamba, e la sua assistente Robin, giovane amante dell’avventura ma relegata alla scrivania.

Il tutto in uno studio/mansarda in Denmark Street a Londra, “roccaforte” dei nostri eroi.

Quando la moglie di Owen Quine, eccentrico scrittore egocentrico e di scarso successo, bussa alla porta di Cormoran per chiedergli di cercare il marito, scomparso da diversi giorni, l’ispettore rimane interdetto: la persona davanti a lui non si comporta come solitamente fanno tutti, quando un proprio caro svanisce nel nulla, chiamando la polizia; né si preoccupa tanto della sua mancanza, dal momento che è solito fare così, vuole solo che torni perché loro figlia, Orlando, chiede di lui.

Ma il meglio deve ancora arrivare, e l’ispettore lo scopre interrogando uno dopo l’altro i personaggi che ruotano attorno a questo autore semisconosciuto, accomunati tutti da un particolare: hanno letto il suo ultimo romanzo, Bombyx Mori, ossia il nome latino del baco da seta, ancora inedito e già fonte di grandissima preoccupazione nel mondo editoriale cittadino, custodito sottochiave dai pochi che ne sono arrivati in possesso.

Cormoran, dalla voce degli interrogati, scopre che l’opera è un miscuglio terrificante di megalomania e volgarità, come peraltro sono anche i lavori precedenti di Quine: soltanto che, questa volta, i protagonisti sono ritratti accentuati nei vizi e nelle oscenità di amici e conoscenti dello scrittore. Ci sono perfino sua moglie e l’amante, entrambe descritte con ribrezzo e disgusto.

Sfuggito di mano alla sua agente, Elizabeth Tassel, che senza leggerlo completamente lo ha inviato a due case editrici, ben presto il contenuto del romanzo salta di bocca in bocca, diventando il discorso del momento.

E il detective deve cercare di capire dove si sia cacciato lo scrittore, se la sua fuga sia solo una trovata pubblicitaria, ma quando ne ritrova il corpo trucidamente assassinato, la questione si complica ulteriormente.

La prima cosa che si può dire de Il baco da seta è che è dannatamente lungo, un condensato di indagini e storie personali (quella dell’investigatore, di Robin, dello scrittore e dei possibili sospettati) che spesso impedisce un fluire naturale della narrazione. Ci si incaglia in scogli descrittivi, particolari che nessuno si sarebbe offeso se fossero stati omessi, pagine di retroscena che non centrano nulla con la storia in sé.

Ma dopo tutto ciò, non ci si può che rimanere affascinati di Cormoran: un agente zoppo, imponente nella sua mole ma dal cuore “tenero”, dal momento che accetta il caso della signora Quine senza sapere nemmeno se sarà pagato.

Un uomo che di storie d’amore ne ha vissuta una, lunghissima e tormentatissima, da cui fugge sperando però che qualcosa accada, diviso tra la voglia di ricominciare e quela di andare avanti, tormentandolo.

I personaggi di Galbraith/Rowling sono entità complesse, divorati da sensi di colpa e coscienze sporche che li fanno stare all’erta, nel terrore che il contenuto di “Bombyx Mori” trapeli al di fuori della stretta cerchia dell’editoria britannica. E già al suo interno di danni ne fa parecchi, gettando nel panico e nello sconforto le vittime degli attacchi contenuti nelle sue pagine.

Dopo un indagine tra mille sottointesi, svolte inaspettate, realtà che si svelano nella propria oscenità, quello che verrà fuori sarà un panorama di vendette sottobanco, rancori celati per anni che prepotentemente esplodono, senza lasciare scampo a nessuno.

Basta un libro per accendere la miccia, ripetutamente innescata da frecciatine dell’autrice verso un mondo ipocrita e falso.

La lunghezza eccessiva del libro viene quindi ripagata dalle atmosfere tra macabro e noir create dalla Rowling, riuscendo a catapultare il lettore nelle gelide viuzze londinesi di periferia e del centro storico, in un crescendo e diminuendo di suspence e tensione.

Roba che scotta, come il baco da seta quando viene bruciato per dar vita alla stoffa più pregiata.

Guarda il booktrailer de Il baco da seta su Youtube

 

Annunci
Tags:

© 2009 - 2018 Associazione Culturale Sugarpulp

Log in with your credentials

Forgot your details?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: