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Il ballo

Il ballo

Il ballo può sembrare un romanzo di turbamenti casalinghi, ma la violenza psicologica sottesa lo rende a pieno titolo un’opera di guerra

Il balloTitolo: Il ballo
Autore: Irène Némirovsky
Editore: Newton Compton
PP: 124
Prezzo: 0.99 Euro

Madre e figlia, un conflitto atavico che si concretizza in una porta rinchiusa in maniera così brusca da far suonare «un tintinnio puro e leggero di sonaglio» alle gocce del lampadario di cristallo: l’odiata figlia Antoinette si rivela essere per l’ambiziosa parvenu Miss Kampf un ostacolo nel suo ingresso nell’altolocata società parigina, una ragazza da marito da nascondere ai suoi possibili amanti.

Sembra un romanzo di turbamenti casalinghi, ma la violenza psicologica sottesa lo fanno ritenere a pieno titolo un’opera di guerra: all’entrata della madre, Antoniette mette in mostra “un sorriso stentato” che “le deforma dolorosamente i lineamenti”, con la successiva richiesta di partecipare al ballo, grande evento che i Kampf stanno organizzando per farsi conoscere.

Alla ragazza viene presto negato un mondo che lei si immagina essere “un insieme vago di musica sfrenata, profumi inebrianti, vestiti favolosi”, con l’ordine di coricarsi alle nove, “come un bambino”. La “mocciosa” di quattordici anni, secondo la madre, ha “manie di grandezza”, viene mandata via senza possibilità di replica.

Da questo punto in poi assistiamo alla meravigliosa vendetta perpetrata dalla ragazza in maniera assolutamente istintiva: l’istitutrice, scoperta con il suo innamorato, per passare più tempo con lui, affida alla giovane Antoinette l’incarico di spedire gli inviti per il gran ballo, redatti con gran cura dalla madre la sera prima con l’aiuto di Mister Kampf.

La delusione, con “la bocca bagnata di lacrime dal sapore di sale marino” e il successivo desiderio di morire, di “essere morta e sprofondata sotto terra”, porteranno Antoinette a compiere un gesto estremo una volta sul ponte.

“Per un lungo momento, con il cuore in gola, guardò le buste fluttuare contro l’arcata del ponte” fino a che il vento non le trascinò nell’acqua. Il misfatto è compiuto, gli inviti non ci sono più, spariti lungo la Senna.

La sera del ballo arriva e la madre diventa “insopportabile”, l’orologio batte i rintocchi, nessuno osa immaginare il ritardo enorme degli invitati: alla porta c’è solo un’insopportabile parente, Miss Isabelle, che gode nel vedere la sala deserta. Il crollo dell’altera donna non tarda ad arrivare, “è solo una beffa ordita dai nostri nemici per metterci in ridicolo, per farmi morire”, con un successivo pianto a dirotto.

Antoinette assiste alla scena e pensa: “Povera mamma…”, è finalmente diventata una donna degna di entrare nel bel mondo parigino, con la vendetta nel cuore.

Unico.

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