Il canto delle sirene, la recensione di Federica Belleri

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Il canto delle sirene, la recensione

Titolo: Il canto delle sirene
Autore: Nicola Fiorin
Editore: Arpeggio Libero Editore
PP 336
Prezzo: 18.00

Lentamente muore, Il migliore dei mondi possibili, Il canto delle sirene. Si conclude, forse, con questo romanzo la trilogia dedicata allo stesso personaggio. Angelo Della Morte, bresciano, noto avvocato penalista.

Uno studio avviato in Piazza Loggia e una donna, Francesca, psichiatra. Donna meravigliosa che, con caparbietà, ha raccolto i frammenti di quest’uomo dalla carnagione scura, per ricomporli e farlo suo.

Una storia, la loro, minata dalla gelosia di lei per la sua ex. Patrizia. La responsabile dello sfacelo interiore di Angelo. Quindi va tutto bene? La quotidianità trascorre serena? Magari! Una telefonata sconvolge la vita dell’avvocato. Patrizia, proprio lei. Ha bisogno di lui.

Un duplice omicidio in una zona residenziale di Brescia la vede coinvolta. A che titolo? Starà ad Angelo scoprirlo. Come si sente lui? Suda, gli tremano le mani e le ginocchia, sente fitte allo stomaco. Possibile che non l’abbia dimenticata dopo tutto il male ricevuto? Possibile che ne sia consapevole e che si senza ancora così attratto da lei?

Il fatto di cronaca nera è gravissimo, i giornalisti premono per uno scoop, per un articolo melodrammatico da pubblicare. Le acque si agitano, anche nella vita privata di Angelo, che riprende a bere e a fumare. Si sente catapultato nel suo passato maledetto, attirato come una calamita. Gli amici di sempre, cresciuti nel confort del Dio denaro, sono preoccupati per lui. Della Morte è solo, dopo tanto tempo.

<starò Già>Tormentato da pensieri confusi, solo davanti a un kebab o a una birra di qualità scadente. Solo nella notte bresciana alla ricerca di un pacchetto di sigarette. Solo, nella trattoria preferita, a strafogarsi di cibo casalingo e di ottimo vino. Solo e silenzioso sul divano di casa. E Francesca? Lo scoprirete…

Angelo è però un uomo onesto che ama lottare e lasciare in sospeso il meno possibile. Posso dirvi che accetterà il caso, in bilico tra le sensazioni trasmesse da Patrizia e la gelosia di Francesca. Posso anche dirvi che sarà sommerso da ondate di dubbi, rischiando di esserne travolto. D’altronde questo processo è impegnativo, forse il più importante della sua carriera.

Per lui la verità è fondamentale. Sì, ma di quale verità stiamo parlando? Della prima, della seconda o della terza? Il suo dramma interiore ci rende partecipi, tra prove concrete o semplici congetture. Dramma per non essere riuscito a liberarsi dal carcere del suo passato, dramma perché è stato lasciato, paura di ricominciare o di abbandonarsi al nulla.

<starò Già>Una città, Brescia. La mia città. Percorsa nelle zone del centro storico, insieme all’autore. Una città viva e pulsante, che nasconde dei segreti. Chi può aver desiderato la morte di una madre e di suo figlio? Cosa cela la facciata di questa famiglia benestante? La verità non è semplice da trovare, soprattutto quando si è certi di aver intrapreso la strada giusta, in vista del procedimento in aula.

Soprattutto quando l’imputata è la tua ex, per eccellenza e ti punta nel cuore i suoi occhi luminosi e le sue parole sono dolci e misurate. Ecco. Soprattutto per questo… Le risposte, a volte, stanno accanto ad un piccolo punto di domanda, lasciato in sospeso; stanno in una semplice frase buttata là, con noncuranza, in mezzo ad altre.

È proprio vero che la forza della disperazione è brutale e ci fa credere ciò che vogliamo; questo ci insegna Nicola Fiorin. Non importa se siamo consapevoli del fatto che stiamo morendo dentro e che ci stiamo annullando. Angelo Della Morte, temuto in aula, un disastro nella vita privata. Angelo, pronto a sfidare tutti come un cavaliere solitario. Angelo che rischia di perdere, anche se stesso. L’importante è fare il proprio lavoro con onestà e impegno.

Credo proprio che questo personaggio vi entrerà nel cuore. Le pagine di questo romanzo scorrono, tra ironia e processi penali, tra gaffes irrimediabili e incartamenti, tra gioia e dolore. Buona la scrittura. Vi invito a leggerlo.

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