Il diavolo e la città bianca, la recensione

Il diavolo e la città bianca di Erik Larson, la recensione di Matteo Strukul per Sugarpulp

Il diavolo e la città bianca di Erik Larson, Neri PozzaTitolo: Il diavolo e la città bianca
Autore: Erik Larson
Editore: Neri Pozza
PP: 578

Chicago, 1893, l’Esposizione Universale. Il boom economico degli Stati Uniti. Il diavolo e la città bianca è il capolavoro di Erik Larson, autore americano che con questo romanzo ha vinto l’Edgar Award nella categoria Fact Crime, quella dei noir basati su fatti reali. Una storia vicina alle atmosfere de L’alienista di Caleb Carr che racconta dell’architetto Daniel H. Burnham sul tetto del mondo, fra i primi a costruire i grattacieli che tanto significarono per l’architettura mondiale, artefice di quella che venne definita la Città Bianca, e cioè l’Esposizione Universale, concepita come un omaggio ai principi di design della Beaux Art francese e che nella propria Corte d’onore annoverava una serie di magnifici palazzi realizzati completamente in stucco bianco.

Ma è proprio all’interno dell’incredibile città, realizzata appositamente per la fiera campionaria che si aggira il diavolo il quale, approfittando dell’enorme numero di visitatori – ventisette milioni in sei mesi… alla faccia dell’Expo – massacrerà giovani donne innocenti.

Un demonio. Un serial killer. Il dottor Henry Howard Holmes, che venne definito dalla stampa americana “l’assassino più folle e depravato dell’Ottocento”.

Erik Larson ha una prosa cristallina, tersa, ricostruisce le meraviglie dell’America di fine Ottocento in modo sontuoso, indugiando nel racconto delle dinamiche di classe, nella visione stupefacente del mondo di un pioniere dell’architettura come Daniel H. Burnham che insieme al proprio socio John Wellborn “Root” concepirà, pochi anni più tardi, le prime strutture in acciaio e vetro. Fra queste il celeberrimo Flat Iron Building di New York del 1902, uno dei grattacieli più alti del mondo, a quel tempo, e dalla caratteristica forma triangolare, con la tipica volumetria di un “flat-iron”, un ferro da stiro.

E poi troverete altre figure storiche incredibili aggirarsi, in quel periodo, nei pressi dell’Esposizione Universale, cito fra tutti Nicola Tesla, inventore e ingegnere elettrico americano di origine serba, fra le figure più affascinanti e di culto dell’intero Ottocento, vincitore della “guerra delle correnti” insieme a George Westinghouse contro Thomas Alva Edison.

Un periodo esaltante, un affresco gotico irresistibile, uno stile raffinato per un romanzo che non mancherà di tenervi incollati alle pagine con quella malia a mezza via fra la cronaca giornalistica e il feuilleton. Erik Larson, già autore dello strepitoso Guglielmo Marconi e l’omicidio Cora Crippen e dell’altrettanto splendido Scia di morte. L’ultimo viaggio della Lusitania, con Il diavolo e la città bianca firma il proprio romanzo più bello, sorprendente.

Indimenticabile.

Fatevi un regalo e leggete questa meraviglia.

Mi ringrazierete.

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