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Il lato oscuro dell’anima

Il lato oscuro dell’anima è una piccola gemma da riscoprire all’interno della vastissima produzione di un maestro come Joe R. Lansdale

Il lato oscuro dell'animaTitolo: Il lato oscuro dell’anima
Autore: Joe R. Lansdale
PP: 269
Editore: Fanucci
Prezzo: Euro 8,90

Montgomery Jones, tranquillo borghese di Galveston, Texas, non sa più cosa fare: da quando sua moglie Becky, professoressa del liceo, è stata aggredita e violentata da una gang di ex-allievi, i rapporti tra loro sono diventati impossibili. Sembra che la donna non abbia più nessuna fiducia in lui e, come se non bastasse, è scossa da terribili incubi di intensità crescente.

Neppure il suicidio in carcere del capobanda, il temibile Clyde Edson, è riuscito a darle sollievo. Se vuole salvare la sanità di sua moglie e il suo matrimonio, Montgomery non ha scelta: deve seguire il consiglio dell’amico psichiatra Dean, e allontanare la donna da Galveston e dall’appartamento dove è avvenuto il fatto.

Caricata Becky sul sedile posteriore della sua Volkswagen Golf, parte allora alla volta di Minnanette, una sperduta cittadina di circa 500 anime, con l’intenzione di passare qualche giorno in una isolata e tranquilla casa di campagna.

Non sospetta che una Chevrolet Impala del ’66 – un’auto nera come la notte e minacciosa come uno squalo – con a bordo i membri della gang, stia già divorando l’interstate 59 alle sue spalle. E, purtroppo, nessun luogo è abbastanza isolato per sottrarre i coniugi Jones alla ferocia di Brian Blackwood, nuovo capobanda, deciso a vendicare la morte dell’amico Clyde…

Scritto nel 1987 da un autore già abilissimo nella fabbricazione di intrecci “ad orologeria” Il lato oscuro dell’anima innesta modi e tecniche dell’horror cinematografico su un canovaccio da action-thriller e noir traboccante di riferimenti ai classici del genere (uno su tutti, quello al compianto maestro James Crumley e al suo L’ultimo vero bacio: a p. 88, Blackwood parla, infatti, prendendo a prestito il nome della più nota protagonista crumleyana, di una certa “Betty Sue Flowers”), operando un’inusuale, ma sicura sintesi di L’esorcista e Cane di paglia, Christine la macchina infernale e Coraggio Fatti ammazzare, Hellraiser, Pat Garrett & Billy The Kid e Gioventù bruciata.

Eccezionale la figura del “dio del rasoio” per metà forza demoniaca-naturale, nume tutelare degli adepti di una neopagana religione del coltello, per metà presenza diabolica cristiana (ma nel senso manicheo tipico degli americani del sud) da esorcizzare a colpi di fucile a pompa.

Avvincente, stilisticamente godibile e tematicamente interessante (il romanzo è costruito su quell’opposizione strettamente americana tra “pacifismo legalista” e “legittimità dell’autodifesa”, “comprensione socio-psicologica” e “naturale inclinazione alla vendetta” che è poi una delle alternative tipiche del noir moderno), Il lato oscuro dell’anima è una piccola gemma all’interno di una produzione vastissima, ma di qualità sempre (o quasi) molto alta.

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  1. […] tra il Noir, il Pulp, il Western, l’Horror e la Fantascienza. Convinto da tale commento comprai Il lato oscuro dell’anima scoprendo in Lansdale il Quentin Tarantino della carta […]

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