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I delitti del Mostro di Firenze, l’audiolibro

Il Mostro di Firenze

I delitti del Mostro di Firenze, l’audiobook che racconta i delitti che hanno insanguinato la Toscana tra il il ’68 e l’85 e le infinite indagini sul caso.

La recensione di Carlo Vanin

Il Mostro di FirenzeTra i tanti difetti che ho c’è quello di leggere Stephen King. Lo so, lo so. È come l’harmony dell’orrore ormai. Ma capitemi, è come essere sposati con una tizia da vent’anni.

Sai che una volta l’hai amata tanto, che hai imparato qualcosa da lei e anche se è diventata chiacchierona, ripetitiva e un po’ monotona, preferisci starci assieme in virtù di quel folle amore di tanto tempo fa piuttosto che mollarla

Sono un abitudinario, non mi giudicate, siete come me, cantava il saggio. Bè, dicevo: Stephen King. Il vecchio re, oltre che parlarsi addosso, farsi lunghe passeggiate fra i boschi del Maine e farsi investire dalle macchine, è un patito di audiolibri.

Si mette in macchina (oddio, macchina, son sicuro che ha uno di quei suv americani che fanno 5000 di cilindrata e fanno al massimo le 100 miglia all’ora) mette un audiolibro in formato cd nel lettore e se lo gode. Ma magari il vecchio è più aggiornato di quanto immagino. Magari collega il suo ipod all’entrata mini-jack dell’autoradio. In ogni caso il risultato è lo stesso: occhi sulla strada e buona letteratura all’orecchio.

Per quanto invecchiato, il re del Maine ne sa ancora a pacchi, come dicono i giovani, perché l’audiolibro è una gran bella idea.

Trasformare la parola su carta in voce, in molti casi, può arricchire di sfumature un testo che magari conosciamo in lungo e in largo. Il re me lo diceva e io non ci credevo. Invecchiando son diventato snob, lo ammetto.

Non ci credevo, ho detto, perché adesso ci credo e alzo la posta del vecchio: non solo i libri che amiamo si arricchiscono ma persino i fatti di cronaca, se fatti uscire dalle pagine dei quotidiani e ascoltati, non più letti, possono rivelare nuove prospettive di comprensione.

Me lo conferma l’audiolibro Il mostro di Firenze di Jacopo Pezzan e Giacomo Brunoro pubblicato dalla casa editrice LA CASE Books.

Com’è facile intuire, il testo (testo! Le vecchie abitudini…) va ad approfondire quegli orribili eventi che hanno tinteggiato a sangue lo splendido affresco della campagna fiorentina fra il ‘68 e l’85.

Il Mostro di Firenze, l’audiolibro

I delitti del Mostro di FirenzeDi storie sul mostro di Firenze, immagino tutti ne abbiamo sentite. È uno di quei misteri tutti italiani che fa fatica ad abbandonare la coscienza collettiva, sia per l’efferatezza dei delitti sia per la fumosità delle conclusioni giudiziarie a cui sono arrivati gli inquirenti.

L’audiolibro lo spiega bene: il rebus del mostro si articola su vari livelli.

Sì, si parte da un livello basso, dalla vita ben poco esemplare di Pietro Pacciani, vissuta nell’ignoranza e la violenza, ma poi il cerchio si espande ai “compagni di merende” e, ancora di più, al territorio oscuro del secondo livello d’indagine, che dalle campagne assolate e solitarie ci porta nella vita agiata di famiglie-bene della borghesia cittadina.

Pezzan e Brunoro cercano di mettere ordine nel caotico pasticciaccio del Mostro, esponendo la cronologia dei fatti in maniera chiara e particolareggiata, fredda e lucida, come la buona cronaca nera richiede.

Man mano che la voce narrante, debitamente imparziale, ci racconta avvenimenti, ore e date, ci immergiamo in un mondo sconosciuto (eppure fin troppo vicino) di faide sarde, sette collegate ad antiche ritualità agricole, inquirenti frettolosi, profiler moderni e figure che si muovono nell’ombra. Un thriller coi cosiddetti, insomma. Tanto più inquietante quanto tragicamente reale.

Nella narrazione puntuale dei fatti, paradossalmente l’audiobook riesce ad evocare proprio ciò che dei fatti, in effetti, non si conosce ancora.

Evocare dico, dato che gli autori non privilegiano una teoria rispetto ad un’altra, né propongono soluzioni, ma danno tutti gli strumenti per farci un’idea personale sulla vicenda. E non utilizzano un mezzo che carica ulteriormente il senso della vista, ingombrato dall’abuso che l’epoca moderna ci impone, ma si affidano all’udito e alle atmosfere sonore.

Anni fa, quando ancora facevo finta di fare lo studente, mi hanno insegnato che alcuni contenuti possiedono delle forme artistiche elettive.

Parlando dei delitti del mostro di Firenze, credo che ben pochi altri mezzi divulgativi mi avrebbero potuto restituire l’atmosfera greve, il turbamento sottile e costante e la sensazione di immersione nel racconto che ho provato in prima persona durante l’ascolto di tutta la fosca vicenda su audiobook.

Consiglio quindi.

 

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  4. […] «Nella narrazione puntuale dei fatti, paradossalmente il libro riesce ad evocare proprio ciò che dei fatti, in effetti, non si conosce ancora. Evocare dico, dato che gli autori non privilegiano una teoria rispetto ad un’altra, né propongono soluzioni, ma danno tutti gli strumenti per farci un’idea personale sulla vicenda» (Carlo Vanin, Sugarpulp.it). […]

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