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Il paese dimenticato dal tempo, la recensione

Il paese dimenticato dal tempo di Xavier-Marie Bonnot è un romanzo che affascina tra passato e presente, tra riti antichi e omicidi fin troppo attuali..

il paese dimenticato dal tempo recensioneTitolo: Il paese dimenticato dal tempo
Autore: Xavier-Marie Bonnot
Editore: Edizioni E/O
PP: 384
Prezzo: 18,50 euro

Il paese dimenticato dal tempo è bagnato dal fiume Sepik e si trova in Nuova Guinea. Le tribù che lo popolano sono tante e hanno abitudini e tradizioni ben radicate.

Spesso sono in guerra tra loro e si danno la caccia finché i torti non vengono riparati. La vendetta per loro è importante, placa gli animi.

Sono selvaggi e, a volte, cannibali. Non hanno mai conosciuto l’uomo bianco. Tagliano teste e ne fanno dei trofei per i posteri, perché non dimentichino le loro origini e per proteggerli dal male.

I crani mozzati incarnano lo spirito del defunto e possono attirare maledizioni. Al loro seguito potrete sentire suoni lamentosi e ripetitivi che ricordano il flauto oppure potrete scorgere nella penombra uomini del passato, che non ci sono più…. sono solo visioni e suggestioni?

Sono “presenze” che non trovano una collocazione e vagano? Tutto questo appartiene al 1936 circa.

Settant’anni dopo, a Marsiglia, il comandante della Brigata Anticrimine Michel De Palma, detto il Barone, è chiamato per indagare sulla morte misteriosa e particolare di uno stimato neurochirurgo.

Il suo cadavere viene ritrovato seduto in poltrona, nel suo studio con il viso nascosto da una maschera rossa a forma di cuore. Nella sua casa maschere tribali e oggetti vari provenienti dalla Nuova Guinea. Qualcosa però è stato rubato…

De Palma trova un diario di bordo e sta cercando di capire in che modo sia stato ammazzato il dottore. Tra collezionisti, musei e trafficanti d’arte disposti a tutto, qualcuno conosce il sentiero maledetto che porta alla verità, ma non vuole parlare.

De Palma lavora con costanza, immagazzina pensieri e immagini, li lascia scorrere, finché qualcosa di fondamentale gli si imprime nella mente. Si rilassa ascoltando musica lirica.

Chi ha ucciso il dottor Delorme? Quali segreti nasconde la sua casa? Questa storia è legata al passato, alla vita di un popolo ormai civilizzato e convertito al cristianesimo.

Un popolo che ora si vergogna dei propri antenati, che viene usato nel commercio e nel turismo. Che ha abbandonato arco e frecce per combattere con fucili e pistole.

Questo libro è un viaggio in Totem e Tabù di Freud, dove il parricidio e l’incesto sono i protagonisti. È il contatto fra due mondi opposti che si contamineranno per sempre; liberando la rabbia e il rancore, trasformando la violenza in odio.

Si parla di riti antichi, legati all’immortalità dell’anima e di pericolo di morte. Di uomini robusti e muscolosi che vestono ormai i panni australiani e che hanno poco dell’aborigeno originale.

De Palma è un poliziotto in gamba e seguirà questo percorso storico e geografico fino alla fine, inevitabile. Vi invito a leggerlo, è davvero ben scritto e affascinante.

Buona lettura.

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