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Il sole dei morenti

Il sole dei morenti, come tutti i romanzi di Izzo, ha la capacità di insegnarti qualcosa.

Titolo: Il Sole dei morentiIl sole dei morenti
Autore: Jean Claude Izzo
Editore: edizioni E/O
PP: 234
Prezzo: Euro 8.50

Sai? Mi piacciono molto i romanzi di Jean Claude Izzo. Mi servono.

Mi ricordano ogni volta quanto è  labile il confine tra un’esistenza normale e un’esistenza in cui la vita ha tolto vilmente speranze, sogni, illusioni.

Che brutta parola, “normale”… ma la trovo ineludibilmente efficace.

Efficace per descrivere a parole una vita, qualsiasi, tranquilla, piena di rassicuranti routine, di fortunate certezze, di sogni che un cassetto in cui essere rinchiusi ce l’hanno ancora.

Di calore… familiare, umano, e perché no? felino.

Un’ esistenza come la mia, insomma. (Già, ho due gatti. Ma questa precisazione centra poco…)

O un’ esistenza come quella di Rico.

Dicevo dei romanzi di Izzo… Hanno la capacità di insegnarmi sempre qualcosa. Non mi ritengo un verginello di fronte alla vita. Una persona fortunata, questo sì. Ma da questa posizione privilegiata, non ho mai chiuso gli occhi. Non ho mai distolto lo sguardo.

D’altronde, ho sempre preferito sapere, piuttosto che vivere nella tanto decantata “beata ignoranza”. Perché se c’è da prendersela nel culo, arrivare impreparati non serve, anzi. Rende solo più dorata la supposta, ma non elimina il dolore che sentirai. Le scuse stanno a zero, direbbe Izzo.

Ecco, ho appena riletto questo capoverso e mi suona così didattico e saccente da infastidirmi. E un po’ patetico, forse. Ma quel patetico tanto criticato alla Morante de La storia, romanzo che ho amato assai, nonché  saccente come possono essere i romanzi di Izzo, appunto.

Un altro elemento fondante dei suoi romanzi è il mare. Compagno fedele, amico sempre presente, il mare riveste quasi il ruolo di uno sparring partner. Divide ma unisce. Sancisce amori e riconcilia alla vita. è madre e amante assieme.

“Sai, guardando il mare capisco tutta la vita che ho dentro di me. Sulla terra non c’è niente. é brutta la terra. Sulla terra non cambia niente. Tutto è come morto. Anche la gente…”

Ed ecco che compare Marsiglia. L’unica città che questo meraviglioso autore abbia mai amato. Mi sembra di conoscerla, ormai, tanto ne ho letto nei suoi libri. Con i suoi quai e i docks. Il Vieux-Port. Il forte di Saint-Jean. Rue de la Repubblique. E il mitico Panier, il quartiere vicino al porto vecchio.

Marsiglia non la si può relegare sullo sfondo. Si prende un ruolo da prima donna, giustamente. E come tale si comporta. Si mostra, poi si nasconde, ma aleggia sempre, aerea seppur solida. Anche in questo romanzo, dove compare solo verso la fine.

Poi c’è la musica, che nella maggior parte dei casi serve a darti il colpo di grazia. Quando stai seguendo il flusso di pensieri a cui le parole di Izzo hanno dato il la nella tua testa, ti trovi avvolto dalla musica che lui ha scelto per guidare i tuoi sentimenti. Per rendere quel tanto che basta cinematografici i suoi romanzi.

Sì, lo so, è tutta una tecnica della vecchia scuola, e Izzo è un volpone di vecchio pelo sotto questo punto di vista. Ciò nonostante la sua grazia è pari, forse, solo a quella di Murakami.

Infine c’è l’impegno. Politico, sicuramente. Se si ha l’onestà di usare questa parola nel senso di attenzione alla cosa comune. A tutto ciò che ci riguarda, in un modo o nell’altro. Al sociale. Perché volenti o nolenti, noi del sociale ne facciamo parte.

P.S.

Poi c’è la capacità  straordinaria di Izzo di lasciarti immedesimare nei protagonisti dei suoi romanzi.

Descrivendo Rico, il protagonista, ci vengono narrati i sogni nel cassetto che determinate scelte della vita gli hanno impedito di poter realizzare: “avere un cane da caccia, imparare a suonare il sassofono, fare a piedi il pellegrinaggio a San Giacomo di Compostela, visitare Petra in Giordania.”

A parte il cane da caccia, mi son definitivamente rivisto in stile foto segnaletica grazie a queste brevi pennellate…

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1 Comment

Comments are closed.

  1. stefano 8 anni ago

    ma un commento così dove lo si inventa?
    meraviglioso,quanto il libro di Izzo!Complimenti

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