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Il Suggeritore

Il Suggeritore è un thriller spettacolare, una storia complessa, in cui ogni parola sembra essere stata pesata e misurata

Il Suggeritore

Titolo: Il Suggeritore
Autore: Donato Carrisi
PP: 462
Editore: Longanesi
Prezzo: Euro 18.60

Il suggeritore di Donato Carrisi rappresenta uno di quei casi editoriali che riempiono le pagine dei giornali per almeno un anno dalla loro uscita. Per capirci, al momento della pubblicazione in Italia il romanzo era già stato venduto, a livello di diritti, in Germania, Olanda, Spagna, Russia, Brasile e Grecia.

Inutile dire che, dopo l’incredibile successo di pubblico e critica riscontrati, la schiera dei Paesi che ne ha acquistato i diritti di pubblicazione è andata via via allungandosi.

Naturale, dopo simili osservazioni, chiedersi quanto vi sia di valore effettivo e quanto il risultato sia invece frutto dell’imponente piano promozionale programmato da una major come Longanesi in grado di imporre con un lancio spettacolare e di grande impegno a livello di risorse, ne siamo certi, uno dei tanti autori italiani che ha avuto la fortuna di trovarsi a passare di là.

Ebbene, sia detto senza indugio e con chiarezza: questo è uno dei rari casi in cui qualità e disponibilità di mezzi vanno assolutamente di pari passo.

Riteniamo, senza tema di smentita, che il libro di Carrisi sia non solo un ottimo romanzo ma che si riveli addirittura importante per un certo tipo di narrativa italiana, anzi forse per la narrativa italiana in generale.

Anzitutto perché stiamo parlando di un thriller spettacolare, con una storia complessa, in cui ogni parola sembra essere stata pesata, misurata, e non posta alla bell’e meglio giusto per rendere voluminoso il lavoro. C’è insomma una scrittura tesa, asciutta, essenziale, funzionale ad una trama oltremodo ricca e ad una profonda e ben modulata caratterizzazione dei personaggi. Non solo.

Le tecniche investigative e criminologiche sono padroneggiate con disinvoltura e illustrate in modo accurato e con attenzione ai dettagli. Carrisi, del resto, dopo una laurea in Giurisprudenza ha frequentato corsi di criminologia e scienza del comportamento.

Ne Il suggeritore il lettore apprezza un approccio alla materia rigoroso, attento, analitico che per molti aspetti ricorda quello di Caleb Carr ne L’alienista e L’angelo delle tenebre, due romanzi di grande qualità e successo incentrati sulla figura dell’alienista Laszlo Kreizler.

Per questa sua capacità quindi di essere un thriller ad alta tensione, dal respiro affascinante e credibile, dal plot strutturato e composito, Il suggeritore già si pone in un’ottica quasi completamente nuova per la narrativa italiana, troppo spesso pronta a far naufragio in celebrazioni di sentimenti o indagini investigative dai ritmi blandi quando non soporiferi, con ricostruzioni delle procedure a dir poco allergiche alle disposizioni dei codici. Il tutto sia detto con le dovute, virtuose eccezioni, è chiaro.

Invece Il suggeritore parte subito in modo avvincente. Goran Gavila, criminologo a supporto di una squadra investigativa speciale, si ritrova nella radura di un bosco dove sono state seppellite sei braccia di altrettante bambine.

Sembra l’ennesimo, efferato delitto rituale del solito serial killer invece ben presto la prospettiva viene completamente ribaltata e il titolo del romanzo trova, per una volta, perfetta corrispondenza nello svolgersi progressivo della trama.

La possibilità di comprendere un po’ alla volta motivazioni e ragioni legati al compimento di atti crudeli quando non bestiali è legata, per Gavila, all’ingresso nella squadra, della brillante poliziotta Mila Vasquez, personaggio di donna forte e ferma che, tuttavia, rivela via via un’intima fragilità che la rende ancor più credibile e affascinante agli occhi del lettore.

Nella ricostruzione della catena di fatti, sentimenti, confronti, interrogatori che si susseguono rapidi lungo la narrazione, Carrisi orchestra perfettamente gli intrecci e lo sviluppo dei caratteri dei personaggi – gli agenti speciali Boris, Stern e Sarah Rosa, il capo dell’unità investigativa Roche, il medico legale Leonard Vross detto Chang – e inserisce l’azione nello scenario freddo e nevoso di un paesaggio di montagna, non meglio identificato, ma che per molti aspetti ricorda le alpi francesi de I fiumi di porpora il film di Mathieu Kassovitz tratto dal romanzo, firmato da J.C. Grangè, Les Rivières Pourpres.

A ben vedere quindi, l’importanza di un romanzo come Il suggeritore sta non tanto e non solo nel mantenere ciò che promette – ritmo al cardiopalma, accuratezza ricostruttiva dell’indagine e suspense a go go – ma nel porre in luce il talento di uno scrittore che, per una volta, non sconta quel provincialismo e quell’autoreferenzialità tutta italiana che troppo spesso ormai relegano il nostro Paese, a livello editoriale, a provincia dell’impero.

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1 Comment

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  1. […] aspettavano al varco Donato Carrisi, dopo il grande successo de Il suggeritore. Del resto, come si dice, il secondo romanzo è sempre più impegnativo del […]

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