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Il tatuatore, la recensione di Federica Belleri

Il tatuatore, la recensione di Federica Belleri con un’illustrazione esclusiva realizzata da Niccolò Pizzorno del thriller di Alison Belsham.

Titolo: Il Tatuatore
Autore: Alison Belsham
Editore: Newton Compton Editori
PP: 382

Brighton. Marni Mullins è un’esperta tatuatrice. Ama il suo lavoro in modo viscerale, non potrebbe mai smettere. Ama il cielo e il mare, non potrebbe mai farne a meno.

Per lei tutto questo è puro ossigeno. Ma è anche tormento e le ricorda che ha un figlio meraviglioso di diciotto anni, mentre un altro lo ha perso in maniera violenta. Impossibile dimenticare quanto le è accaduto in passato …

Il suo presente viene stravolto dal ritrovamento casuale di un uomo, in un cassonetto dell’immondizia. Un cadavere che purtroppo indossa splendidi tatuaggi, alcuni dei quali gli sono stati asportati. Perché?

A rimescolare la sua quotidianità ci si mette il giovane Ispettore Francis Sullivan, fresco di nomina e di esperienza. Caparbio e tenace quanto basta. Affascinante, a modo suo. A lui verrà affidata questa delicata indagine, ricca di colpi di scena e dal ritmo adrenalinico, di gelosia e sconfitte.

L’autrice porta il lettore a scoprire pian piano i trascorsi dei protagonisti, che raccontano di sé, capitolo dopo capitolo, in terza persona. La scrittrice poi, ci presenta la storia e la personalità dell’assassino, che è assolutamente degna di nota.

Tutti i personaggi creati hanno un ruolo determinante, tutti hanno sofferto e sono in ansia per un caso difficile e ricco di ombre. Chi è il killer e perché è ossessionato dal mondo dei tatuaggi? Cosa significa per questa persona poter toccare la pelle marchiata in modo indelebile?

Il Tatuatore è un thriller volta pagina, agghiacciante e oscuro. È l’orrore negli occhi di chi sta per morire. È passato e presente intrecciati. È sofferenza e vuoto interiore. È la richiesta di protezione a un Dio che forse non ascolta. È il taglio preciso di una lama affilatissima. È la vista del sangue che risveglia i sensi. È l’obbligo di completare una missione malata. È l’affetto, che sbuca con forza attraverso l’orrore.

Ottima la struttura e la traduzione. Aspettiamo il seguito… Buona lettura.

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