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Il trionfo di Nicolas Cage in Transilvania

Sabato 1 giugno, Cluj Napoca, Transilvania. Oggi è la giornata di Nicolas Cage.

Il problema è che piove e la proiezione serale in Piața Unirii è a rischio cancellazione, perciò nel dubbio filiamo dentro al cinema Florin Persic a vedere The purity of vengeance, film danese – in omaggio alla ragazza di fuoco Isa Bagnasco – firmato da Christoffer Boe, che poi è l’adattamento del quarto capitolo della serie di romanzi polizieschi di Jussi Adler-Olsen dedicata al Department Q.

Ci ritroviamo davanti un super hard boiled scandinavo con tre cadaveri mummificati dietro un muro e una storia allucinante di sopraffazione maschile con un’isola delle donne che ricorda una versione femminile di Alcatraz. Ma qui la faccenda è più perversa e complessa e non diremo nulla per timore di fare spoiler.

Vi basti sapere che c’è un intreccio di prim’ordine, un’atmosfera sporca, luci fredde come la neve di Copenhagen e personaggi meravigliosamente complessi ai quali ci si affeziona, perfino al misantropo Carl Morck, interpretato da un fantastico Nikolaj Lie Kaas.

Ritmo, azione, inseguimenti, agguati, particolari raccapriccianti, insomma un thriller lurido e disturbante che ci convince di brutto e conferma, ammesso che ce ne fosse bisogno, lo stato di salute del cinema danese.

Usciti dalla sala, una sosta da Casa Vecha in centro, per una ciorbă (leggi zuppa), nel mio caso ai funghi, e una birra scura, Ursus d’ordinanza, e siamo di nuovo in pista per tornare in albergo e evitare di finire annegati, visto che la pioggia viene giù di brutto. Mentre aspettiamo in camera per capire cosa fare, arriva una mail dall’ufficio stampa che ci avvisa di un cambio location: la premiazione di Nicolas Cage, con proiezione in sala di Face Off, è stata spostata alla Students Cultural House, perciò ci scaraventiamo lì in modo da non arrivare in ritardo. Giunti dopo una passeggiata sotto le nuvole e una pioggia sottile, troviamo una hall stracolma di gente.

L’attesa è d’obbligo, fino a quando alle 20.45 entriamo in quella che di fatto è una splendida sala teatrale. Il tempo di prendere posto e il presidente del Tiff, Tudor Giurgiu, sale sul palco. Nel frattempo parte un giro di flash e Nicolas Cage fa un ingresso trionfale, abbracciato da una standing ovation del pubblico. Si siede. Sullo schermo parte un filmato pazzesco con un montaggio di alcuni dei suoi ruoli clou in alcuni dei film cult degli ultimi trent’anni, per chi non dovesse ricordarli ne menziono alcuni: Arizona Junior dei fratelli Cohen, Wild at Heart (il mio preferito ecco l’ho detto) di David Linch, Bringing out the dead di Martin Scorsese, Leaving Las Vegas di Mike Figgis per il quale vinse l’Oscar nel 1995 come miglior attore protagonista, Con Air di Simon West e Ghost Rider – Spirit of Vengeance di Mark Neveldine e Bryan Taylor per buona parte girato in Transilvania.

Terminato il trailer e dopo l’introduzione di rito, Cage sale sul palco, inforca gli occhiali da sole e si lancia in un discorso da pelle d’oca, in cui cita il suo amore per la Transilvania, l’ispirazione che per lui rappresentano figure come il Dracula di Bram Stoker e sua maestà Vlad Tepes, i film girati qui come Dying of the Light di Paul Schrader e il già citato Ghost Rider – Spirit of Vengeance di Mark Neveldine e Bryan Taylor, dice di essere pronto a girare di nuovo in Transilvania visto l’amore per questa terra e il suo spirito indomito.

A questo punto esplode un’ovazione travolgente, mentre il presidente del festival consegna a Cage il Transylvania Trophy a suggello del suo contributo al cinema. L’attore americano chiude, dando appuntamento a tutti alla masterclass del giorno dopo e chiede di lasciar parlare le azioni con Face Off. Dopodiché prende posto sul palco d’onore. E a questo punto John Woo, Nicolas Cage e John Travolta sullo schermo… non c’è altro da dire.

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