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Il Trono della Luna Crescente, la recensione

Il Trono della Luna Crescente è un romanzo di fantasy avventuroso molto godibile e senza pretese ambientato in un mondo strettamente legato all’immaginario mediorientale

Il Trono della Luna Crescente, la recensione sugarpulpTitolo: Il Trono della Luna Crescente
Autore: Saladin Ahmed
Editore: Fanucci Editore
PP: 308
Prezzo: cartaceo 16,00 euro, ebook 4,99 euro

Un’oscuro pericolo minaccia il Trono della Luna Crescente, un Signore dei Ghul come non se ne è mai visto vuole inondare di sangue le strade di Dhamsawaat, la capitale dei Regni della Luna Crescente.

Tecnicamente “Crescent Moon” si tradurrebbe con “Mezzaluna” ma suppongo che la scelta di optare per la forma “Luna Crescente” sia stata data dalla volontà di conservare il suono.

Ad ogni modo Il Trono della Luna Crescente è il primo romanzo di Saladin Ahmed, primo volume di una trilogia dedicata ai Regni della Luna Crescente.

La scelta di Ahmed è stata quella di costruire un mondo immaginario strettamente legato all’epica e alla mitologia mediorientale, senza ancorarsi al fantasy storico ma tenendosi aperte varie porte i cui spiragli si scorgono in questo volume e lasciano intravedere spiragli di possibili evoluzioni per i prossimi.

In questo scenario si muovono il Dottor Adoulla Makhslood, l’ultimo (vecchio e stanco) cacciatore di mostri, accompagnato dal giovane e intransigente derviscio Raseed e dalla nomade mutaforma Zamia, a cui si aggiungeranno presto due vecchi amici del dottore: il mago Dawoud e sua moglie, l’alchimista Litaz.

Insomma un oscuro signore, una minaccia incombente e un manipolo di eroi per sventarla. Sulla carta una trama assolutamente classica per il genere, ma con delle sostanziali differenze che rendono la storia poco canonica.

Intanto, come si diceva, l’ambientazione, strettamente modellata su modelli mediorientali, atmosfere sabbiose una mitopoiesi legata alla tradizione islamica (un unico dio, angeli e demoni) e alla tradizione folkloristica araba (ghul, djinn), ma anche tratti culturali e sociali.

In questo romando, poi, il mago, Adoulla, non è una spalla che serve a innescare la vicenda e a risolvere le situazioni più spinose, non è insomma Gandalf o Allanon, ma un personaggio a tutto tondo, primo protagonista della vicenda, con la sua complessità, data anche e soprattutto dal suo essere un personaggio anziano, prossimo al capolinea, in uno genere che da tempo sembra dominato dal young adult.

Certo i personaggi più giovani come Raseed e Zamia strizzano l’occhio proprio al pubblico più giovane, ma il fatto che i personaggi più maturi non siano solo ombre di contorno ad adolecscenti lupacchiotti allupati, beh, da un bel movimento alla storia.

Interessante anche la scelta di una narrazione corale ma che si evolve progressivamente, partendo da Adoulla e Raseed per arrivare a comprendere tutti i membri del gruppo.

Come per Drakenfeld – Il Custode della Camera del Sole anche in questo caso si tratta di un romanzo dal volume contenuto e che, pur inserendosi in un progetto più ampio, sta in piedi sulle proprie gambe, aspetto che personalmente trovo molto positivo.

Detto questo Il Trono della Luna Crescente è e rimane un romanzo di fantasy avventuroso senza pretese, ma che si lascia godere dall’inizio alla fine, grazie anche ad una grande scorrevolezza.

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