The Imitation Game, la recensione

The Imitation Game racconta magistralmente la vita di Alan Turing, l’uomo che decifrò i messaggi nazisti e fece vincere agli Alleati la Seconda Guerra Mondiale

I vecchi filmati in bianco e nero girati durante la Seconda Guerra Mondiale sono ancora oggi onnipresenti in tv. Documentari, programmi di approfondimento, film li riutilizzano di continuo per raccontare la tragedia che devastò l’Europa tra il 1939 e il ’45, ponendo spesso l’accento sulla centralità del sacrifico di milioni di soldati contro il nazismo. Ma dietro loro c’è molto altro.

Parte da questo The imitation game (2014), il film da qualche settimana nelle sale e diretto da Morten Tyldum, basato sulla storia vera di Alan Turing (interpretato da Benedict Cumberbatch).

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Matematico inglese, fu ingaggiato dai servizi segreti britannici durante il conflitto per decifrare Enigma, il complesso sistema di comunicazioni criptate dell’esercito tedesco.

Una vicenda che fu celata dal segreto di Stato per 50 anni, per i duri contrasti tra Turing e lo Stato Maggiore dell’intelligence e, soprattutto, per la condanna che subì poiché era omosessuale.

Raccontare la trama di un film ispirato alla storia senza raccontarne il finale è sempre un qualcosa di ostico, perché il tutto si trova comunque sui libri di scuola. Ma non la vicenda del protagonista, almeno per ora: persona schiva e scontrosa, fin dall’infanzia Turing non riesce a stabilire buoni rapporti con gli altri e vive isolato, se non per l’eccezione del suo unico amico Christopher.

Quando cresce e va a lavorare per l’Inghilterra con responsabile alla risoluzione di Enigma, si trova di fronte uno staff per nulla collaborativo visto il suo stesso atteggiamento e le tensioni non mancano.

The Imitation Game, la recensione

A forza di licenziare personale perché in contrasto con Turing, i servizi segreti sono costretti a cercare nuovi crittografi e la scelta capita su Joan Clarke (Keira Knightley). Brillante ragazza che vede fin da subito nel cupo matematico qualcosa di più, rispetto al semplice genio incompreso, aprirà una breccia nell’animo di lui che lo porterà a cambiare il proprio atteggiamento con gli altri.

Ma non sarà la tipica storia d’amore, ricercata sempre nei film biografici, bensì un profondo legame di amicizia che la Storia non riuscirà a mantenere intatto.

Dopo essere stato accusato di essere una spia sovietica e molti altri scontri con i suoi maggiori, Turing riesce finalmente a creare la macchina sognata: Christopher.

Il suo compito è decifrare appunto i messaggi nemici, ma appena ciò accade ecco il dilemma: usare subito quest’arma in più per sventare un imminente attacco o aspettare, per obiettivi più “importanti”? Una domanda a cui nemmeno Dio può rispondere…

Una storia potente che trasporta lo spettatore dietro le quinte del secondo conflitto mondiale, nella base dove i servizi segreti di Sua Maestà programmarono le grandi vittorie degli Alleati: una fra tutte, lo sbarco in Normandia.

BENEDICT CUMBERBATCH stars in THE IMITATION GAME

E pone di fronte l’esistenza travagliata del genio di Turing, eroe praticamente mondiale, poiché con la sua invenzione anticipò la fine della guerra di due anni secondo alcuni storici ma morto suicida nel 1954 perché “diverso”, costretto a una “cura” ormonale disumana.

Il film tratta Enigma piuttosto genericamente, senza addentrarsi troppo nel dettaglio né spiegando l’arcano mistero che celava.

Ma i buchi del film, come il fin troppo rapido cambiamento di personalità del genio inglese con i suoi colleghi, sono tappati da un cast che vede in Benedict Cumberbatch e Keira Knightley due ottimi interpreti.

Dai loro occhi, gesti, parole esce fuori il significato profondo della pellicola: credere e lottare per raggiungere il proprio obiettivo, nonostante tutti dicono che sia impossibile. Un qualcosa che va oltre lo schermo e si riflette negli occhi del pubblico.

Guarda il trailer ufficiale di The Imitation Game su Youtube

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