Immoral

Immoral di Brian Freeman è un thriller che racconta il lato sporco e desolato del sogno americano, condito da sesso, adrenalina e violenza brutale

ImmoralTitolo: Immoral
Autore: Brian Freeman
Editore: Piemme
PP: 474
Prezzo: 6.50 euro

No. Non ci siamo. Se non avete mai letto Brian Freeman, non potete capire. Vi è mai capitato di sudare leggendo un thriller? Di voler per forza girare pagina, ma essere consapevoli del fatto che le cose non saranno più come prima? Di dire “Ok, ok, adesso mi fermo e bevo qualcosa” ma il libro vi resta attaccato alle mani e dovete (DOVETE) continuare a leggere?

Immoral è così. Il lato sporco e desolato del sogno americano, condito da sesso, scariche di adrenalina e violenza brutale. Una storia di chi è partito con mezzo giro di vantaggio, ma è caduto a pochi metri dal traguardo.

Un romanzo che evoca le sonorità di The garden dei Guns ‘n’ Roses, mescolate alle immagini della scena iniziale di The Saw. Non sai cosa accadrà, sai che non ti piacerà ma muori dalla voglia di scoprirlo. Ecco… il morire ci sta proprio! Perchè qui i morti non mancano

You know you’re all alone
Your friends, they aren’t home
Everybody’s gone to the garden

Una ragazza giovane, molto disinibita. Quella che gli americani, con il loro politically correct, definiscono “la ragazza più popolare del college” (in Italia saremmo leggermente meno poetici) scompare. Ma scompare male. E il suo patrigno è uno stupratore. Chiaro che qualcosa non torna.

L’indagine viene affidata all’agente Jonathan Stride, personaggio seriale nei romanzi futuri di Freeman. Che scoprirà un mondo di adolescenza corrotta, di sogni folli e, soprattutto, di grandi bugie.

La storia parte da Duluth, nel freddo Minnesotha. Qui Stride vive in una casa affacciata su un lago (giusto per capirci, un lago grande più o meno come il nord Italia…), Lake Superior, che sarà lo sfondo di quasi tutti i romanzi di Freeman.

Una zona in cui le alternative non sono molte e dove i giovani tendono a scappare per vivere il grande sogno americano. Si muoverà, Stride, fino a raggiungere Las Vegas, la vera città dell’inganno. E lo farà guidandovi con mano sapiente, in una spirale psicologica di solitudine, violenza e fallimento.

Freeman è straordinario. In fin dei conti, uno scrittore quasi emergente (Immoral è del 2006), ma con una grande strada davanti. I romanzi che seguiranno, magari ne racconterò anche altri, sono tutti di altissimo livello, dei thriller che possono ritagliare spazio ai vari Connelly, Crais e Lehane.

Immoral è uno dei più bei romanzi di genere che io abbia letto. E mi ha fatto appassionare a questo grandissimo scrittore.

Aggiungo, poi, una chicca che ci può dire molto di più dell’autore: chiedetegli amicizia in facebook. E scrivetegli. Tra una foto dei suoi gatti, una della casa di Stride (signori, esiste!) e alcune immagini domestiche scattate dalla moglie che lo ritrae mentre vaga per casa in ciabatte, troverà il tempo di rispondervi

Il giorno dopo aver vinto l’International Thriller Award 2013 (il permio 2012 era stato vinto da un tale Stephen King) ha risposto ad una mia mail augurandomi ogni bene per la mia carriera di scrittore. E questo indica due cose fondamentali; la prima: è un grande. La seconda: ha una fantasia… ma una fantasia…

Signore, signori… leggete Immoral! E dopo potrete dire: si! Finalmente ho letto un thriller!

VOTO: 5 Barbabietole su 5

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