Independece Day Rigenerazione, la recensione

Independece Day Rigenerazione, la recensione

Independece Day Rigenerazione è un film fracassone, con una sceneggiatura sciatta, caratterizzazioni dubbie ed effetti speciali che sanno di dejà vu.

Era il 1996 e il ricordo di ID4 è ancora vivo. Il cinema si chiamava Rouge et Noir, oggi trasformato in sala bingo, e nel cinema strapieno sedevano tali Red Canzian e Roby Facchinetti i quali alla fine concordarono che, lungi da essere un capolavoro, il film era stato divertente.

Nel sequel, esattamente vent’anni dopo, ritroviamo il nostro pianeta in pace assoluta. La tecnologia aliena è stata sfruttata appieno e assistiamo a mirabilie quali elicotteri senza eliche, navicelle spaziali in grado di arrivare sulla Luna in pochi minuti e, tanto per non tenere bassa la guardia, un avamposto sul nostro satellite atto a vigilare su eventuali altri tentativi d’invasione. Evidentemente gli alieni nonostante il trascorrere del tempo sono ancora incazzati, e parecchio, poiché stavolta l’invasione è condotta direttamente dalla loro leader con l’astronave madre.

Astronave che misura 3000 (sì, 3000) miglia e risulta molto difficile da manovrare giacché in avvicinamento al nostro pianeta si porta via nu quart ‘e luna e altrettanto complicata da parcheggiare considerando i danni che provoca su entrambe le sponde dell’Atlantico.

Vent’anni è anche durato il tira e molla tra il regista Emmerich e la produzione: Will Smith sì, Will Smith no, dividere il sequel in due parti ed altre simili amenità. Il risultato è un film fracassone, con una sceneggiatura sciatta, caratterizzazioni dubbie ed effetti speciali che sanno di dejà vu, in primis la cattivona aliena copia conforme in scala 1:1000 del ben più inquietante mostro creato da Ridley Scott.

Ritroviamo Jeff Goldblum come responsabile globale delle minacce aliene, Bill Pullman ex Potus in quiescenza sofferente di visioni dovute al suo “incontro ravvicinato”, Vivica Fox in una fugace apparizione e Judd Hirsch al quale facciamo i complimenti poiché in venti anni non è minimamente cambiato. C’è naturalmente spazio per le nuove generazioni rappresentate da Liam Hemsworth e da Maika Monroe che sembrano più simpatizzare che recitare.

Uno dei pochissimi momenti degni di nota è la fugace apparizione di Robert Loggia, presumibilmente digitalizzata visto che l’attore è scomparso nel novembre 2015, durante la commemorazione della vittoria del ’96, ma anche il ruolo di un equipaggio di una nave francese atto a monitorare gli sviluppi dell’invasione aliena. Il perché Emmerich dia spazio ad attori francesi, ricordiamo anche Charlotte Gainsburg, come Jean Reno in Godzilla rimane un mistero.

Il momento Top

La distruzione, in un sol colpo, del NORAD con al suo interno tutta la linea di potere USA, presidente inclusa (toh, che combinazione!) al punto di nominare presidente il capo di stato maggiore impegnato presso la famosa Area 51.

Il momento Flop

La patetica riedizione del discorso patriottico dell’ex presidente Whitmore di fronte a una platea di ragazzini alquanto distratta. Più che un sequel, visto il budget ed il cast, un’occasione mancata. Niente barbabietole ma ghiande.

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