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L’inganno dell’ippocastano, la recensione

L’inganno dell’ippocastano di Mariano Sabatini, la recensione di Danilo Villani per Sugarpulp MAGAZINE.

L'inganno dell'ippocastano, copertina. La recensione di Danilo Villani

Titolo: L’inganno dell’ippocastano
Autore: Mariano Sabatini
Editore: Salani
PP: 332
Prezzo: cartaceo 14,90 euro | ebook 9,99 euro

La pioggia che cade senza soluzione di continuità, un ambiente alto-borghese ma non necessariamente modello di stile, un “palazzinaro” concorrente alla carica di primo cittadino, e probabile vincitore, che viene rinvenuto cadavere alla vigilia della candidatura ufficiale e un giornalista della carta stampata, tipo tenace e senza remore.

Il tutto sullo sfondo della città eterna, ventre molle della nazione.

Mariano Sabatini, giornalista e critico televisivo, già autore di saggi inerenti la sua professione, esordisce nella letteratura di genere con il thriller L’inganno dell’ippocastan”, opera che segue i canoni del “giallo” senza negare al lettore una panoramica delle clientele e delle pastoie che da sempre hanno caratterizzato gli intrecci politico-affaristi della capitale, opera che si ammanta pertanto di noir territoriale.

Il tutto sotto lo sguardo e le considerazioni del protagonista del romanzo, un giornalista d’assalto, bon viveur e tombeur des femmes a nome Leo Maliverno, autentico pivot della trama.

Trama con molte caratterizzazioni, e qui diamo risalto all’abilità dello scrittore, che come tessere di un puzzle danno il loro contributo allo sviluppo dell’opera, possano essere coatti di periferia, rappresentanti della criminalità organizzata o discendenti di famiglie nobiliari da tempo decadute, sangue che cerca il denaro e denaro che cerca il sangue.

Il tutto con una scrittura elegante che si sofferma sui particolari senza essere tediosa, anzi mette il lettore a proprio agio introducendolo, quasi virgilianamente, nei vari contesti siano la sfarzosa residenza della vittima o la periferia romana degradata.

Il romanzo, fortunatamente, non fa della staticità e dell’introspezione una sua caratteristica ma le combina in maniera armonica con una certa azione, siano viaggi a scopo di indagine a Venezia o in Val d’Aosta o incendi dolosi a scopo intimidatorio non disdegnando anche momenti pulp o incontri “particolari” in bordelli mascherati da centri sportivi.

Mariano Sabatini paga alla grande il suo biglietto d’ingresso nella letteratura di genere e lo fa con eleganza e leggerezza, caratteristiche che hanno contraddistinto il suo maestro televisivo, quel Luciano Rispoli al quale l’autore ha sempre espresso la sua riconoscenza.

Un romanzo che si lascia leggere rapidamente con un protagonista che si attendeva da tempo: bello , atletico, risoluto e soprattutto vincente.

Senza essere eroe ma semplicemente uomo.

4 Barbabietole

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