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Inquisizione Michelangelo, la recensione

Inquisizione Michelangelo, la recensione di Federica Belleri con un’illustrazione inedita di Nicolò Pizzorno del nuovo romanzo di Matteo Strukul pubblicato da Newton Compton.

Inquisizione MichelangeloTitolo: Inquisizione Michelangelo
Autore: Matteo Strukul
Editore: Newton Compton
PP: 384

Matteo Strukul torna in libreria con un romanzo dedicato all’enormità di Michelangelo, artista passionale e ossessionato dai lavori che gli vengono commissionati.

Siamo a Roma, nel 1542. La città sta perdendo la propria spiritualità e Michelangelo si sente stanco e sfiduciato. Le sue opere sono di una bellezza splendente che riesce a nascondere il potere malato della Chiesa.

Michelangelo si sente in qualche modo un traditore, avendo accettato il denaro dei Papi. Ha quasi settant’anni e se ne vergogna. Cosa dovrebbe cambiare? In che modo riuscirebbe a essere riconoscente a Dio?

L’Inquisizione è l’ombra alle sue spalle e gli eretici una spina nel fianco. L’amicizia con la Marchesa di Pescara è sublime e preziosa, e verrà custodita davvero come un tesoro. La protezione di papa Paolo III non sempre gli sarà propizia.

Michelangelo sentirà il bisogno di rifugiarsi sulle Alpi Apuane e di rigenerarsi a contatto con la purezza della natura, rimanendo affascinato dal marmo bianco da modellare, che occupa gran parte dei suoi sogni e lo costringe a non dormire per terminare un lavoro.

Verrà seguito da una presenza silenziosa e tenuto d’occhio dai Lanzi. Spesso le sue opere saranno considerate sfacciate e le figure rappresentate addirittura oscene. Tutto ciò, stanchezza e malattia a parte, sarà un pezzo della sua storia, della sua vita. Ricca ma essenziale, complicata ma onesta.

Michelangelo inseguirà la bellezza, lasciandosi ispirare dal cuore e non necessariamente da ciò che gli verrà richiesto. Avrà modo di affezionarsi a una ragazza, forse la figlia tanto desiderata. Soffrirà in nome della verità e della giustizia.

Inquisizione Michelangelo racconta cinque anni di storia, dal 1542 al 1547. Tra bellezza e innocenza, perfidia e gelosia, delusione e amarezza. Si sente l’amore dell’autore per Roma, per il Maestro Michelangelo, per la sua forza d’animo, sempre viva nonostante l’età avanzata.

Si soffre l’afa estiva e il freddo intenso, si contemplano con lui la grandiosità della statua di Mosè o le sfumature del Diluvio Universale. Si ammira l’amore incondizionato per ciò che è stato creato da Dio, sentimenti compresi. Non manca in questo romanzo la sensualità che fa perdere l’equilibrio o l’orrore di un agguato, che sorprende dietro un angolo buio.

Ottima scrittura, attenta ai particolari e all’intensità delle emozioni. Assolutamente consigliato.

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