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Intervista a Brian Freeman

In occasione dell’uscita de La verità sbagliata, il nuovo romanzo di Brian Freeman pubblicato in Italia da Piemme, Fulvio Luna Romero ha fatto una chiacchierata con il celebre autore statunitense.

Correva l’anno 2009. Ricordo, era settembre, mi trovavo in vacanza sull’isola di Pago, o Pag come si chiama oggi. Prendevo il sole su una piattaforma di cemento e rocce circondata da ulivi, di quelle che si trovano lì, godendomi l’odore dell’Adriatico mescolato al profumo di un Toscano Extra Vecchio. E, tra le mani, stringevo La danza delle falene di Brian Freeman.

Mi sarei reso conto solo poco dopo che si trattava di uno dei migliori libri che abbia mai letto in vita mia (vi prego di notare l’uso dei verbi, ci ho messo una ventina di minuti a scrivere questa frase…). E sì che di Brian Freeman avevo già letto delle cose: Immoral, Las Vegas Baby… roba forte, molto forte. Ma la danza, amiche e amici… una bomba!

E da lì è iniziato un incredibile crescendo letterario e un rapporto con questo autore. Sì, un rapporto, perché Brian è così: se gli scrivi su facebook, lui ti risponde. E non del tipo “Oh, thank you very much, I love Italy, spaghetti, pizza, mafia!”. No, lui dedica del tempo a scrivere una risposta alle cose che gli scrivi e gli chiedi.

Così, quando qualche tempo fa gli amici di Sugarpulp mi hanno chiesto di intervistarlo… beh, ci ho messo un po’ a rispondere. Nel senso che ero ad allenarmi in bici e non ho visto il whatsapp. Quando ho letto “intervisteresti Br” avevo già risposto di sì!

Perché La verità sbagliata, il suo nuovo romanzo pubblicato in Italia da Piemme, è tanta, tanta roba: una San Francisco che così cupa non l’avete mai vista, una storia che basta spostare un dettaglio e cambia volto, un investigatore triste come noi interisti a gennaio, ma incazzato come noi interisti a febbraio, un serial killer furbo e feroce, una storia che non molla un attimo. E, sotto tutto, una grande, enorme bugia.

E allora eccoci qui: a parlare del suo ultimo grande, cupo, aggressivo, spiazzante lavoro… Signore e Signori, Brian Freeman!

L’INTERVISTA

Brian, lasciami dire che ho amato alla follia La danza delle falene ed ero fermamente convinto sarebbe stato impossibile scrivere un romanzo migliore… ma La verità sbagliata è stata una grande sorpresa!

Però una cosa vorrei capirla: nella serie con il detective Stride (leggeteli tutti, ne vale la pena!) tutto si svolgeva a Duluth, nelle Twins Cities… laghi, foreste e pioggia. Oggi San Francisco, che normalmente abbiniamo al sole della west coast… ma qui siamo in novembre: ami i climi freddi e l’inverno? Il freddo, il vento, la nebbia e la pioggia sono le tue muse?

Adoro l’effetto narrativo del tempo meteorologico. Penso che arricchisca la storia aggiungendo un elemento che i personaggi non possono controllare. Certo, puoi impostare scene d’azione in una giornata di sole, ma c’è più suspense quando aggiungi vento, pioggia, nebbia, neve, ecc.

Mi piace il brutto tempo in generale? Beh, sono sempre stato un ragazzo del Midwest, vivo con gli inverni del Minnesota, ma a gennaio mi chiedo sempre perché mai sto in un posto come questo!

Rudy Cutter è un serial killer, uno sveglio e spietato. Ma non hai creato un invincibile eroe del male. Hai creato un uomo fragile, sei andato a fondo nelle sue debolezze.

Dico sempre che non mi piace scrivere di supereroi o super-cattivi. Voglio che i miei personaggi siano persone reali con molti livelli nelle loro personalità. Raccontare un serial killer come Rudy Cutter è stata una sfida, perché è difficile vedere oltre il male di qualcuno così.

Uno dei miei principali obiettivi creativi in ​​questo libro era di costruirlo non solo come un assassino, ma come un essere umano con debolezza e dolore, senza togliere nulla all’orrore di ciò che fa.

Quanto tempo hai trascorso a San Francisco per scrivere questo romanzo? (e beato te, aggiungo!) E perché questa città appare così magica?

Sono cresciuto nella Bay Area e ho ancora una famiglia là fuori. Quindi ho sempre pensato a San Francisco come a una seconda casa per me.

Ho amato e amo moltissimo Vertigo di Alfred Hitchcock , mi piacque in particolare il modo in cui riuscì a tirare fuori il dramma e il romanticismo dei locali della città. Questo è quello che sto cercando di fare nella serie Frost Easton.

Tutta la storia è basata su bugie e ancora bugie. In italiano abbiamo un verbo che è ‘mentire’ ma non ne abbiamo uno che indichi il ‘dire la verità’. L’essere umano è naturalmente un bugiardo?

Questa è una delle cose che mi piacciono di Frost come personaggio. Cerca di essere un uomo onesto – quasi un “Boy Scout”, come dicono i suoi colleghi. La sua sfida morale in questo libro è se può vivere con una bugia, quando il portare alla luce la verità di quella bugia metterebbe in pericolo la vita delle persone.

Anche Frost si trova in una situazione personale in cui lotta per essere l’uomo onesto che vuole essere, a causa della sua attrazione per una donna che è off-limits per lui. Quindi sì, penso che la complessità morale del libro rifletta chi siamo come persone.

Shack, uno dei protagonisti del libro è un gatto. Che rapporto hai con queste bestiole?

Chiunque conosca me e Marcia (la moglie), sa che amiamo i gatti! Ne abbiamo tre che ci invadono felicemente la casa. Ho atteso a lungo la serie giusta per introdurre un personaggio felino. Shack davvero aiuta i lettori a capire Frost ,e il rapporto tra uomo e gatto è una parte fondamentale nella serie.

Amore e morte: nei tuoi romanzi hanno un legame indivisibile.

Sì, nei miei libri il vero amore non ha mai vita facile! Immagino che la perdita proietti un’ombra su ogni relazione. I lettori vogliono solo che i miei eroi siano felici, ma la vita non è così facile, vero?

C’è un libro che avresti voluto scrivere?

Da bambino ero un fan dei thriller di Robert Ludlum. Adoravo The Bourne Identity e tutti i suoi romanzi. Quindi vorrei averlo potuto scrivere? Sì. Ma ora ho la possibilità di farlo!

I titolari dei diritti di Ludlum mi hanno selezionato per prendere in consegna la serie Jason Bourne, quindi sto scrivendo un nuovo libro di Bourne che sarà disponibile l’anno prossimo. È un grande onore!

Quali sono i tuoi autori preferiti (esclusi i presenti, eh!)

Sono cresciuto con autori quali Ludlum, appunto, James Michener, Leon Uris, Irving Wallace. I loro libri hanno davvero stimolato il mio approccio alla scrittura.

Molti lettori italiani stanno aspettando una tua visita in Italia. Arrivi? Eh? Eh?

Spero di sì! Ho visitato l’Italia da bambino e l’ho amata. Marcia non ci è mai stata, ed entrambi vogliamo avere presto la possibilità di conoscere i nostri amici italiani in carne e ossa!

Frost Easton, che abbiamo imparato essere il personaggio principale della serie, a un certo punto racconta che il suo nome dipende da un segnale stradale: durante un viaggio in Minnesota i suoi genitori, con la mamma in dolce attesa, si trovarono a un bivio: a sinistra Frost, a destra Easton.

Questo romanzo si basa su molti bivi e, in particolare, su una linea che un poliziotto può decidere di attraversare o no. Pensi sia una metafora della vita reale?

Mi piacerebbe dire di sì, ma in realtà appena superato il cartello dell’autostrada ho pensato che “Frost Easton” fosse un grande nome per un personaggio!

Naturalmente, il cartello dopo era per le città chiamate “Kanaranzi Magnolia”. Ecco… sarebbe stato un po’ più complicato, diciamo.

Fidatevi di Fulvio vostro: leggete La verità sbagliata, e leggete tutto quello che potete di Brian Freeman. Perché se vi piacciono i thriller, ma di quelli che sottili, psicologici… fa per voi.

Come diceva D’Annnzio “le folle bisogna farle ondeggiare”. Ecco, Brian vi farà ondeggiare alla grande.

In attesa del prossimo romanzo in merito al quale ho promesso che se il titolo sarà L’omicidio di Kanaranzi Magnoglia, gli spedirò una cassa di Prosecco!

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