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Intervista a Christopher Moore

Christopher Moore, nato a Toledo (Stati Uniti) nel 1957, vive a San Francisco e i suoi romanzi sono bestseller in Inghilterra, Francia, Germania, Giappone e, naturalmente, negli Stati Uniti.

Elliot Edizioni ha pubblicato finora Un Lavoro Sporco, Il Vangelo secondo BiffSuck!Fool, Sesso e lucertole a Melancholy Cove, Demoni. Istruzioni per l’uso, Sacré Bleu e Il Karma del Gatto. 
Moore ha vinto numerosi premi, tra cui il prestigioso Quill Award per ben due volte consecutive.

Ciao Christopher, grazie mille per il tempo e l’attenzione. Sono proprio orgoglioso di avere l’opportunità di intervistare uno dei miei scrittori preferiti di sempre.  Uno dei tuoi primi libri, Il Karma del Gatto, è stato pubblicato lo scorso Marzo qui in Italia (dalla Elliot Edizioni). Quanto è diverso il Christopher di venticinque anni fa rispetto a quello di oggi?

Beh, da allora ho imparato molto riguardo all’arte di scrivere. Non avevo ancora scritto nulla prima de Il Karma del Gatto, ora sono a quota 14 libri. E’ principalmente una questione di esperienza. Detto ciò, la storia era stata ideata per uno specifico mercato disponibile in quel periodo, ossia le riviste per uomini, e dubito che scriverei una storia del genere al giorno d’oggi.

Come descriveresti il tuo modo di scrivere? Quali autori consideri più simili a te?

Dopo aver trovato un’idea sulla quale lavorare, cerco di iniziare dai protagonisti. Credo che se i personaggi sono forti il lettore si leghi maggiormente alla storia, anche se questa diventa un po’ sciocca. Sono stato molto influenzato da Kurt Vonnegut, Tom Robbins e dai romanzi comici di John Steinbeck.

Adoro i tuoi romanzi e credo che abbiano davvero molti spunti interessanti: puoi spiegarmi il processo creativo che ha portato a libri spettacolari come Il Vangelo secondo Biff, Un Lavoro Sporco e Fool?

Il Vangelo secondo Biff ha avuto origine dal mio desiderio di scrivere la storia dei primi 30 anni di vita di Cristo, dei quali i Vangeli non parlano. Dato che abbiamo un’idea della parola di Gesù grazie alle Scritture, dovevo creare un personaggio che portasse nella storia il lato comico, così ho dato vita al suo migliore amico, una canaglia di nome Biff.

Un Lavoro Sporco è iniziato con una premessa: “Cosa accadrebbe se un uomo ipocondriaco dovesse fare il lavoro della Morte?”. Ho coltivato questa idea per anni, ma solo dopo essermi preso cura di mia madre morente ed aver aiutato mia moglie nel seguire sua madre, mi sono finalmente reso conto di avere qualcosa da dire attraverso il libro e così è stato molto stimolante provare a vincere la scommessa di scrivere un romanzo divertente riguardo la morte.

Una volta hai detto riguardo ai tuoi romanzi: “nessuno di loro corre il pericolo di essere trasformato in un film.” Come immagini le tue storie “tradotte” in pellicola? Ti spaventa ancora questa eventualità?

No, non mi spaventa. Mi piacerebbe un sacco che i miei romanzi diventassero buoni film, ma proverei disgusto nel vederli trasformati in pessimi film, che allontanerebbero la gente dal leggerli. Credo che alcuni libri, come Un Lavoro Sporco o Uno Stupido Angelo, potrebbero diventare dei film divertenti. Il Vangelo secondo Biff, invece, credo che difficilmente potrebbe essere trasposto in un film di due ore. Preferirei che fosse reso attraverso una miniserie.

Sono orgoglioso di ammettere che mi sono innamorato de Il Vangelo secondo Biff: può essere considerato, in senso lato, un punto di vista originale riguardo la religione e, allo stesso tempo, una brillante commedia d’intrattenimento. Hai avuto qualche seccatura da parte di fanatici religiosi, a causa di questo divertentissimo libro?

In realtà no. Pensavo che mi avrebbe causato dei problemi, invece non ho mai ricevuto una lettera scortese da qualcuno che avesse realmente letto il libro (e ho ricevuto circa 40.000 e-mail a riguardo, nel corso degli anni). Il libro è divertente e un po’ sconcio, ma non è un romanzo critico. Non ho attaccato la fede di nessuno, quindi penso che I credenti che l’hanno letto abbiano capito le mie intenzioni. Inoltre, se ne parla in diversi seminari negli Stati Uniti.

Apprezzo il fatto che tu riesca a parlare facilmente di argomenti tabù (sesso, violenza, religione, etc) con un occhio di riguardo per l’esplorazione dei sentimenti umani e delle emozioni profonde. Pensi che sia importante sensibilizzare le persone su questioni importanti usando l’ironia e, a volte, un pizzico di sarcasmo?

Credo che l’umorismo e la fantasia permettano di parlare di cose che, altrimenti, potrebbero mettere a disagio le persone. Inoltre penso che l’umorismo sia più efficace quando fa sembrare le persone un po’ cattive.

Vivi a San Francisco da qualche anno. Ti piace vivere a “Frisco” oppure preferiresti abitare nella cittadina di fantasia di Pine Cove?

Mi piace vivere a San Francisco, dove le cose vanno bene. Abitare nella cittadina di Pine Cove era fantastico durante la mia formazione come scrittore, e mi ha fornito un ottimo setting, ma ora preferisco avere un ambiente più ampio intorno a me, maggiori stimoli. Ora trascorro la maggior parte del tempo nelle città, mentre quando ero più giovane vivevo principalmente in piccole comunità di campagna.

Qual è il tuo libro preferito scritto da Christopher Moore e perchè?

Dipende dai periodi. Al momento, siccome lo sto rileggendo per prepararmi a scriverne il seguito, direi Un Lavoro Sporco.

Quali sono le tue maggiori fonti di ispirazione letterarie e cinematografiche?  Ci sono alcuni libri che hanno cambiato la tua vita o il tuo modo di pensare?

Vicolo Cannery di John Steinbeck ha cambiato il mio modo di pensare riguardo allo scrivere commedie, perché è così dolce e comprensivo nei confronti dei propri personaggi. Ha rappresentato un grosso cambiamento per me e credo che abbia reso migliore il mio lavoro. Riguardo al cinema, mi piacciono molto i film di Jean-Pierre Jeunet (Il Meraviglioso Mondo di Amélie, L’Esplosivo Piano di Bazil). Apprezzo le elevate aspirazioni donchisciottesche dei suoi personaggi e la favolosa ingenuità con la quale inseguono i loro obiettivi.

Cosa penserebbe William Shakespeare di Fool? Pensi che libri come questo possano aiutare le persone ad avvicinarsi ai classici della letteratura?

Penso di sì. Credo che i miei romanzi ispirati a Shakespeare (ho ultimato Il Serpente di Venezia, che sarà pubblicato il prossimo anno) possano avvicinare a Shakespeare, ma credo che ciò che fanno maggiormente sia fornire una sorta di diversivo a chi lavora su Shakespeare. Ricevo un sacco di lettere da insegnanti e persone di teatro che hanno adorato Fool.

I personaggi (come Taschino, ad esempio, il protagonista di Fool) sono probabilmente i punti di forza maggiori dei tuoi romanzi. Sostanzialmente sono “più umani degli umani”, con diversi pregi e difetti. Si tratta di figure di fantasia oppure per crearli ti ispiri alla vita reale e alle persone che ti circondano?

I miei personaggi molto spesso si basano su persone che ho conosciuto, piuttosto che semplicemente su persone reali. L’eccezione è data da due personaggi presenti in Fluke (romanzo del 2003 non ancora pubblicato in Italia, n.d.r.), che si basano su uno scienziato ed un fotografo con i quali ho lavorato durante le mie ricerche.

Il “culto del cargo” è l’argomento principale del tuo quarto libro, L’Isola della Sacerdotessa dell’Amore (che sarà pubblicato a Maggio sempre da Elliot Edizioni). Raccontaci le tue personali esperienze in Micronesia, che ti hanno fornito l’ispirazione.

Ho vissuto su un’isola periferica nello Stato di Yap per circa una settimana, assieme a persone prive di ogni tecnologia. Infatti, cose come le lampade elettriche non erano nemmeno permesse sull’isola a quel tempo. Gli abitanti di quell’isola sono stati l’ispirazione principale per le “persone squalo” del libro, ed alcune persone, come il capo tribù, si basano su individui con i quali ho vissuto. Perciò in sostanza è accaduto che un americano è entrato a contatto con una cultura completamente diversa dalla propria e ha potuto osservarla dall’interno, quindi non è stato molto avventuroso, piuttosto un po’ scomodo. Gli isolani sono stati davvero adorabili con me, molto gentili, e a parte il fatto di essermi trovato in acqua assieme ad alcuni enormi creature marine (squali, barracuda, mante) e l’essere stato trascinato contro la barriera corallina dal riflusso della marea, direi che non ho vissuto delle vere e proprie avventure.

Cosa stai leggendo al momento? Puoi consigliarci dei libri che ultimamente hai apprezzato?

Come ti dicevo, ho appena terminato Il Serpente di Venezia e sono in attesa della revisione dal mio editore di New York, inoltre sto facendo ricerche e pensando alla trama del seguito di Un Lavoro Sporco. La maggior parte dei libri che leggo non sono di narrativa, si tratta soprattutto di volumi riguardanti il Golden Gate Bridge e San Francisco, ma sto anche rileggendo I Pascoli del Cielo di John Steinbeck, che è una raccolta di brevi storie legate tra loro, dato che sto pensando di cimentarmi in qualcosa di simile.

Hai un sogno nel cassetto o un desiderio particolare? Cosa c’è nel tuo futuro?

Mi piacerebbe adattare Fool per il teatro e metterlo in scena con una compagnia teatrale, è qualcosa che pensavo di fare tre anni fa, ma non ho mai trovato il tempo per realizzarla. Mi si era presentata l’occasione grazie ad una nota compagnia shakespeariana e non l’ho colta al balzo per tempo, dato che stavo lavorando a Sacré Bleu. Colpa mia.

Grazie Christopher e buona fortuna per i tuoi progetti futuri. Spero che ci incontreremo di persona, un giorno.

Grazie a te!

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