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Intervista a Davide Nadalin

Intervista a Davide Nadalin a cura di Fabio Chiesa

Intervista a Davide Nadalin, talentuoso illustratore specializzato nella realizzazione delle cover dei romanzi di Glenn Cooper, J.K. Rowling, Ken Follet, John Grisham e tanti altri.

Immaginate la vostra libreria preferita, quella in cui passate ore a leggere trame, spulciare volumi e scoprire nuovi scrittori; quella dove il proprietario vi chiama per nome e conosce a memoria i vostri gusti; bene, pensate di entrarci e trovare scaffali e scaffali di tomi dello stesso colore (scegliete pure voi quale), del tutto anonimi e uguali, a parte titolo e autore. Sarebbe forse la stessa cosa? Vi ci perdereste con lo stesso entusiasmo? Credo proprio di no.

Inutile girarci attorno: la copertina è il miglior biglietto da visita che un libro possa avere. Le case editrici lo sanno bene e pongono sempre più attenzione all’artwork delle cover ed alla “confezione” (carta, rilegatura, eventuale fascetta) che racchiude le preziose parole dei loro autori. Una bella cover è il primo strumento di marketing, ciò che ci attira “fisicamente”, cattura lo sguardo e ci spinge a sfogliare, approfondire, spesso anche acquistare.

Ma qual è il lavoro che sta dietro la realizzazione di una buona copertina? Quali sono e come si sviluppano i rapporti tra case editrici ed illustratori? Per scoprirlo Sugarpulp ha incontrato uno dei più famosi cover designer italiani che, nonostante la giovane età (sottolineo giovane in quanto mio coetaneo), vanta già un ricco ed invidiabile portfolio: Davide Nadalin.

Spulciando le sue numerose e sorprendenti realizzazioni troviamo infatti autori del calibro di J.K. Rowling, Ken Follet, John Grisham, Suzanne Collins, Rick Riordan (saga di Percy Jackson), Danielle Steel, Glenn Cooper, James Patterson, James Rollins, Marcello Simoni e, tra le case editrici, collaborazioni con Mondadori, Newton Compton, Casa Editrice Nord e Salani.

Io e Davide ci conosciamo da tempo in quanto compagni di classe ai tempi delle scuole medie, quando, nelle ore di arte, già si distingueva per la sua innata abilità nel disegno. Davide vive e lavora a Cellarengo (AT), un ameno e tranquillo paese al confine tra le province di Asti, Torino e Cuneo, a pochi chilometri da casa mia. È stato un piacere ritrovarci dopo tanti anni per un aperitivo ed una bella chiacchierata.

L’intervista

Davide, benvenuto su Sugarpulp Magazine e grazie per avere accettato il nostro invito. Anzitutto mi piacerebbe che mi raccontassi qual è stato il percorso che ti ha portato a diventare un vero e proprio book cover designer e a specializzarti nelle copertine di romanzi.

Ciao Fabio, piacere mio averti ritrovato dopo questi anni. Ringrazio inoltre Sugarpulp per ospitarmi sulle sue pagine. In effetti come hai detto tu, fin da piccolo adoravo l’ora di arte, perciò è stato naturale, dopo le medie, proseguire i miei studi al Liceo Artistico ad Alba (CN). Finito il liceo ho frequentato il corso di Grafica e Pubblicità allo IED (Istituto Europeo di Design) di Torino dove mi sono avvicinato al mondo dei computer ed ho conosciuto il mio inseparabile compagno di lavoro: Photoshop.

Finiti i tre anni di IED, ho lavorato presso un’agenzia pubblicitaria dell’albese, per poi decidere di mettermi in proprio e provare a dare sfogo alla mia creatività. Complice la mia passione per la musica, dopo un primo periodo dedicato alla grafica più tradizionale, ho cominciato a realizzare cd artwork per band metal. Nel 2009 la voglia di provare strade nuove era ormai forte e ho deciso di mandare curriculum a destra e a manca a case editrici. La prima che ha voluto lavorare con me: Mondadori. Ho fatto molte copertine per la loro sezione ragazzi ed ho imparato davvero tanto. Dopodiché la mia passione per il mondo dell’editoria è cresciuta insieme al portfolio clienti.

Visto che hai iniziato con copertine per band metal, ci puoi fare qualche nome?

Posso dire di aver avuto l’onore di lavorare per grandissime band sia italiane che internazionali, tra cui: Nile, Legion of the Damned, Threshold, Labyrinth, Vision Divine, Sadist, Extrema, Exilia, Necrodeath, DGM, Eldritch, Bulldozer, e tanti altri… Sono stati anni adrenalinici, ho potuto lavorare con tantissimi gruppi dei quali ero un fan sfegatato. Un vero onore essere scelto per curare le loro cover!

Come si svolge il tuo lavoro? Le case editrici con le quali collabori ti danno un’ indicazione precisa di ciò che vogliono o lasciano spazio alla tua fantasia?

Dipende. Alcune case editrici mi contattano e sanno già esattamente cosa vogliono. O, almeno, mi danno delle indicazioni abbastanza precise. Mi sanno già dire che personaggio desiderano, quale ambientazione, che tipo di atmosfera. Insomma: hanno le idee abbastanza chiare. Altre invece mi danno il titolo, mi fanno avere la sinossi, e mi danno carta bianca. E da quel momento comincia il processo di creazione: si inizia realizzando qualche bozzetto e si fa una raccolta fotografica. Poi, insieme alla casa editrice, si cerca di scovare la strada che porterà alla cover finale.

Raccontaci una tua giornata lavorativa tipo.

Ho la fortuna di lavorare in casa, dove ho adibito una stanza a studio; quindi posso gestirmi il tempo ed il lavoro abbastanza autonomamente. Una giornata tipo potrebbe essere così: dopo colazione e dopo essermi fatto bello, accendo il mac, controllo le mail, nel frattempo apro i miei programmi (Photoshop e InDesign), poi si inizia! Impagino, ritocco foto e fotomontaggi, scrivo a tre case editrici contemporaneamente, sperando di non confondermi! A volte preparo le copertine per i libri che usciranno tra qualche mese (I cosiddetti “bollettini”) oppure porto in stampa qualche esecutivo… Insomma non esiste una vera giornata tipo, ogni giorno è diverso dall’altro. Il bello è proprio questo!

Prepari delle bozze a mano o disegni tutto a computer?

A volte mi capita di fare delle bozze a mano per poi passare successivamente al computer. Ma la maggior parte delle volte ho già un’idea ben precisa di ciò che voglio, perciò inizio subito a fare le foto in studio o a cercarle per poter creare i miei fotomontaggi.

Cinema, serie tv, arte, letteratura. Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

Assolutamente cinema. Potessi, sarei sempre al cinema. Trovo grande ispirazione da certi film. Mi lascio suggestionare e a volte vedo certe scene che mi fanno venire in mente qualche idea. Magari è anche solo un piccolo particolare. Le serie tv non le guardo, so che sono droga ed in più non ho la costanza di seguire tutte le puntate. Sono tipo da film!

Letteratura: sono un lettore del cavolo. Quando inizio un libro o lo finisco in niente o altrimenti lo porto avanti mesi. Comunque posso dire che il mio scrittore preferito è Mauro Corona. Adorerei poter fare un copertina per un suo libro. Arte: mi piace quando posso andare a vedere qualche mostra.

Qual è la copertina alla quale sei più affezionato?

È difficile dirlo… ce ne sono diverse. Sicuramente le tre cover della serie di Dannati di Glenn Cooper e quella de Il baco da seta di J.K. Rowling. Però quella alla quale sono più legato sentimentalmente è quella de La Detective di Y.S. Lee edito da Mondadori. È una delle prime, ho usato come modella la mia fidanzata e ci siamo divertiti un mondo a scattare e foto. L’entusiasmo era a palla!

E quella più faticosa da realizzare?

Anche in questo caso è difficile dare una risposta. Forse quelle della serie di Percy Jackson. Dovevano colpire: sono state pensate e ripensate, briefing su briefing. Ma alla fine hanno funzionato. Lo stile era azzeccato tanto che è stato usato anche per le serie successive ai Percy Jackson. Ognuna era formata da più di un centinaio di livelli di Photoshop. Un lavoro duro per gli occhi… In questi anni infatti, qualche diottria se ne è andata via.

Che sensazione si prova ad entrare in libreria e vedere pile e pile di libri con la tue copertine?

È indescrivibile. Le prime volte che entravo in libreria e trovavo un mia copertina era un colpo. Andavo a vedere se c’era il mio nome e se non fosse stato scritto sbagliato. È una grande soddisfazione, un vero motivo di orgoglio.

Hai avuto modo di conoscere alcuni degli autori per i quali hai realizzato le cover?

Ho avuto l’onore di conoscere personalmente a Milano il grande Glenn Cooper. Era in Italia per presentare il primo libro della serie di Dannati ed abbiamo finalmente deciso di incontrarci. Per lui avevo già creato la cover de Il calice della vita e altre copertine che sono uscite negli Usa ed in Spagna. Quindi la voglia di conoscersi di persona era reciproca. Mi ha dato appuntamento in uno splendido Hotel vicino a Piazza del Duomo: abbiamo preso un caffè insieme ed è stato abbastanza surreale. Purtroppo, non ho conosciuto di persona nessun altro autore oltre a Mr. Cooper.

Infine, che consiglio daresti a chi volesse intraprendere la tua stessa strada?

Consiglio di metterci tutta la passione possibile, di essere sempre umili e gentili; mai arroganti. Questo ripaga. Bisogna avere pazienza, perché ho mandato migliaia di mail. Magari 1000 non ti rispondono neanche… Perciò mai scoraggiarsi! Perché poi capita che almeno uno ti dia la possibilità. E se arriva la possibilità, non lasciarla sfuggire. Bisogna ascoltare sempre tutti i consigli che arrivano e mai fare i “So tutto io”!

Che dire Davide, grazie per la tua disponibilità e per averci svelato tanti dettagli interessanti sulla tua professione. Un abbraccio da Sugarpulp, aspettiamo di vedere in libreria la tua prossima cover!

Ti ringrazio di cuore, ringrazio Sugarpulp e tutti i lettori del vostro Magazine! Vi invito a visitare la pagina Facebook con le mie realizzazioni e, nel caso, a mettere un bel like! È inoltre possibile visionare tutti i lavori del mio portfolio su behance. Chi mi volesse contattare è libero di scrivere all’indirizzo mail dav.nadalin [at] gmail.com. Ciao a tutti!

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