Intervista ad Alessandro Apreda, alias DocManhattan

Intervista ad Alessandro Apreda, alias Doc Manhattan

Intervista ad Alessandro Doc Manhattan Apreda a cura di Giacomo Brunoro per presentare in anteprima il suo libro Per il potere di Grayskull – Meraviglie e mostruosità degli anni 80

Alessandro Apreda non ha certo bisogno di presentazioni: con il nickname di Doc Manhattan spopola in rete con uno dei blog in assoluto più amati dell’intera blogosfera italiana. L’Antro Atomico del Dr. Manhattan infatti non è solo è una delle cose più divertenti che possiate leggere in rete, ma è anche la bibbia dei nerd italiani e in generale di chi ci è rimasto sotto con gli anni ’80. In parole povere un blog che parla di fumetti, videogiochi, film, pheega, telefilm, musica e cartoni animati.

E non a caso il libro di Doc Manhattan s’intitola Per il poter di Grayskull – Meraviglie e mostruosità degli anni 80: a partire da domani 20 marzo sarà disponibile la versione cartacea a 12.90 euro, l’ebook a 3.99 fra qualche settimana. Il libro è edito da Limited Edition, le 300 copie della versione da siuri sono già state fumate in preordine, per dire.

Se durante l’intervista troverete espressioni grammaticalmente un tantino disinvolte niente paura, è tutto sotto controllo: Doc Manhattan infatti ha creato uno stile un linguaggio tutto suo, un vero e proprio marchio di fabbrica. In ogni caso se avete qualche dubbio potete sempre consultare il Dizionario antristico illustrato, edizione 2014.

Intervista a Alessandro Apreda

Caro Doc, innanzitutto grazie mille per la disponibilità. In questi giorni esce Per il potere di Grayskull, il tuo libro di ridere sugli anni ’80: cosa dobbiamo aspettarci?

Un libro di ridere. Una spremuta di ricordi, patrimonio comune di chi è nato tra gli anni 70 e gli anni 80, su quello che si faceva quando le cose da fare, nell’epoca analogica del pre-internet, erano poche. Cioè tantissime. Il messaggio assolutamente fuorviante di telefilm e cartoni, le mode assurde, le partite a pallone sotto casa, i robottoni, le sale giochi. Quando le sale giochi erano come le sale giochi di ora, ma con i ragazzini al posto dei padri di famiglia che si giocano lo stipendio alle videoslot.

Ti prego promettici che non sarà un libro Nostalgia Canalis© sugli anni ’80…

Eh, ma tra una gag di ridere e l’altra, la Nostalgia Canalis© si infiltra sempre. È come la sabbia: pensi di starci attento, quando vai in spiaggia, e poi te la ritrovi dappertutto.

Ci confermi che Grayskull si pronuncia con la U e non, come sostengono quelli “bravi”, con la A? Parliamoci chiaro, io “Greiskall” non lo direi nemmeno sotto tortura, per dire…

Verò. Ma se lo pronunci con la E, vien fuori il nome della protagonista di Caccia al ladro. I misteri del Teschio Grigio..

Ci sai spiegare come sia possibile che un pupazzetto dal look quantomeno discutibile (un palestrato pieno di steroidi con una camicina rosa e un caschetto di riccoli biondi) sia diventato l’idolo di un’intera generazione di maschi? E te lo dice uno che quando ha scartato a Natale il suo castello di Grayskull stava per fare una crisi isterica dalla gioia…

È molto semplice: in quanto incrocio improbabile tra Nino D’Angelo, Lou Ferrigno e l’Enzo Paolo Turchi vintage, He-Man era troppo anni 80 per non diventare un simbolo degli anni 80.

Dall’alto dei centordici milioni di visitatori quotidiani del tuo blog, sei riuscito a capire perché gli anni ’80 siano ancora così amati?

Lo sono tutti i decenni, se ci pensi: in cerca di conferme per l’oggi, si ricorda come si era ieri, si indora la propria infanzia per pensare che tutto era bello-bellissimo. Anche quando non lo era. Perché si parla allora soprattutto di anni 80 e 90? Perché quelli più anziani di noi usano meno Internet. E quelli molto più giovani non sono ancora in fase nostalgia. Ma ci si arriva, eh. Garantito al limone.

Adesso arriva la domanda impossibile: sintetizzaci i tuoi anni ’80 con: un libro, un film, un videogioco, un fumetto, una canzone e una rivista (sì perché non dimentichiamo che l’edicola era il vero santuario degli anni ’80). Non ti chiedo un giocattolo perché mi sembra che i Masters regnino supremi…

Film, facile: I Goonies. Videogioco, facile: Golden Axe. Fumetto, facile: Topolino. Rivista, facile: Più e il suo Gadget. Libro, semifacile: La Storia Infinita di Ende, via. Canzone, molto difficile. Col senno di poi, una qualsiasi di The Head on the Door dei Cure o War degli U2, ma da ragazzino impazzivo per il tema de La Storia Infinita cantato da Limahl. Cavolo, brano bellissimo ancora oggi, in my umile opinione.

Gli anni ’80 sono a tutt’oggi un bacino mostruoso per reboot di ogni tipo, dai film ai fumetti, dai videogiochi alle serie tv. Possibile che a nessuno venga in mente di fare un reboot come si deve di M.A.S.K.? Tu credi che potrebbe venirne fuori una cosa carina o sarebbe soltanto l’ennesima meenchiata?

Me lo son chiesto anch’io. Potenziale giocattoloso infinito, strano non ne abbiano tirato fuori una nuova serie. Vero è che qualcosa di simile la Hasbro (che ha comprato nei primi anni 90 la Kenner di M.A.S.K.) l’ha tirato fuori anni fa con la linea di giocattoli A.T.O.M., da cui è stato tratto anche un cartone.

Gli ani ’80 sono stati fatti dagli americani e dai giapponesi, su questo non ci piove. Ma se la cosa degli americani è comprensibile, visto che stiamo parlando della potenza mondiale dell’epoca, come ti spieghi che i giapponesi siano riusciti ad avere un’influenza culturale così enorme su un paese culturalmente opposto al loro come l’Italia?

Abbiamo subìto l’invasione dell’animazione giapponese, e abbiamo assimilato così una buona fetta del loro immaginario e, per vie traverse, della loro cultura. Si fosse trattato di animazione coreana o, boh, brasiliana, credo sarebbe avvenuto lo stesso. La nostra generazione ama il Giappone perché è cresciuta con i cartoni e con i videogiochi giapponesi; chi è venuto subito dopo, ad anime e vg ha aggiunto anche i manga e… Non se ne esce. Il che è un bene, eh, non mi lamento mica…

Il tuo blog è un punto di riferimento per i nerd e i geek della rete, ma anche per i nostalgici del vintaggio: quando hai capito che sul blog ci dovevi crederCi?

Quando mi son reso conto che sul blog si era sedimentato un gruppo di amabili debosciati con interessi molto prossimi ai miei. Ragazzi che sono un continuo stimolo e fonte di spunti non solo per quello che scrivo, ma per quello che leggo, gioco e guardo.

Hai voglia di regalare una piccola anteprima o una piccola chicca del tuo libro ai lettori di Sugarpulp?

In questo video c’è la presentazione tenutasi a Lucca, con la lettura di un intero capitolo e un po’ di D&R con i ragazzi presenti. Una chicca? Il coniglio. Anche se non ci avete mai fatto caso, uno dei peggiori nemici dell’umanità ha i mendaci tratti di un coniglietto.

Dacci un ottimo motivo per comprare il tuo libro.

Ha una gran bella copertina pop. Anche qualora vi facesse schifo quello che c’è scritto dentro, nella vostra libreria farebbe comunque un figurone. Parola.

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