Intervista a Ambra Marie

Giulia Mastrantoni ha intervistato per Sugarpulp MAGAZINE Ambra Marie, una delle stelle della seconda edizione di XFactor

Chiunque abbia seguito la seconda edizione di X-Factor, la ricorda. Non ha vinto? Poco importa, è stata sicuramente una stella. Ogni esibizione, da Wish You Were Here a Run Baby Run, passando per classici come Ti sento, è stata prova di quanto Ambra Marie sia nata per il palcoscenico.

Oltre ad essere una cantante con un timbro di voce molto particolare, è anche una ragazza piena di voglia di fare, di creatività e di determinazione. E infatti, non si è certo fermata a X Factor…

L’intervista

Ambra Marie Band è nata nel 2004 con Rafaele D’Abrusco (basso e voci), Mighell Vanelli (chitarra e voci) e Mattia Degli Agosti (batteria). Un inizio importante per un’avventura che dura ancora oggi. Cosa vuol dire lavorare in gruppo, fare mille viaggi notturni post-concerto, condividere adrenalina e settimane insonni? Come si fa ad andare d’accordo e a “non lasciarsi mai”?

La vita all’interno del gruppo,nel furgone, sui palchi e negli alberghi fa parte del “pacchetto” di chi ha scelto questo lavoro. Se trovi le persone giuste con cui farlo diventa la parte più bella e divertente!! E io ho decisamente trovato le persone giuste…! Ovviamente abbiamo anche noi le nostre “liti familiari”, ma dopo 10 anni di vita e lavoro insieme penso che possiamo definirci qualcosa in più di “amici/colleghi”.

Nel 2012 è uscito 3anni2mesi7giorni, il vostro primo album registrato al Westlink Studio. Stringere tra le mani la prima copia dev’essere stata un’emozione U N I C A. Ma com’è stato trascorrere ore e ore nello studio? Vi ha aiutati a migliorarvi anche da un punto di vista tecnico il dovervi confrontare con la consapevolezza di star registrando un album?

Abbiamo registrato il disco a Cascina,vivevamo in un mini-appartamento attaccato allo studio. È stata una vera e propria full immmersion. Certo,lavorare otto ore o più consecutive in sala d’incisione è a volte estenuante,ma ti aiuta a crescere come musicista. Ovviamente la vicinanza dell’appartamento ci permetteva pause frequenti…io mi buttavo sul cibo e la band sulla Playstation! (rigorosamente portata da casa con tanto di cavo HD da Rafaele!)

Il produttore artistico con cui avete lavorato, Alessandro Paolucci, ha una carriera non indiferente alle spalle con i Vanilla Sky, Baustelle… com’è stato lavorare con un professionista di questo calibro? Per non parlare di Steve Lyon e di Pino Scotto…

Partiamo dicendo che Pino Scotto è una persona INCREDIBILE e STUPENDA! Inizialmente avevo il terrore che mi volesse mangiare dato che avevo fatto un talent… Invece è stato molto entusiasta della mia collaborazione al suo brano Regina di cuori. Lui è la classica persona appassionata,che crede ancora nella musica come si faceva una volta… per esempio,se può farci aprire un suo concerto / invitarci al suo programma radio / darci il numero di un gestore o di un locale / ecc … lui lo fa.

Quindi (anche se glielo dico sempre quando lo vedo) GRAZIE PINO! Ale è un grande professionista e ci ha aiutato a raggiungere il livello che ci eravamo prefissati. Per quanto riguarda Steve Lyon, ricordo ancora l’imbarazzo il giorno in cui siamo andati a prenderlo alla stazione. Insomma,trovarsi davanti un signore che ha lavorato con Depeche Mode e Paul Mc Cartney mette un po’ di soggezione! Anche perché diventa inevitabile cercare di non deluderlo con la propria musica!

Anche in questo caso abbiamo trovato una persona umilissima e,ovviamente, estremamente capace. Molto esigente in studio… ma non molto esigente a tavola,dato che mangiava ogni cosa che il mio bassista gli cucinava (e non è che sia proprio il massimo come cuoco!!)

Ambra Marie Band ha registrato I don’t mind come sigla televisiva per la trasmissione “Central Station”, andata in onda su Sky e MTV. Era la prima volta che vi arrischiavate ad accoppiare musica e immagini, ma evidentemente deve esservi piaciuto perché poco dopo ti abbiamo vista in veste di VJ… che tipo di esperienza è stata?

Per quanto riguarda I Don’t Mind, il pezzo esisteva già e quando Omar Fantini l’ha sentita l’ha voluta nel programma. Condurre Rock Deejay invece non è stata una passeggiata, non ho mai avuto l’ambizione e né, forse,le capacità di fare la presentatrice, quindi ritrovarmi in diretta,senza esperienza e la possibilità di dire “dai, la rifaccio!!” è stato un mezzo trauma per una persona pignola come me (o come direbbe la mia band: una cagacazzi!). Invece poi,riguardandomi,mi sono resa conto che non ero poi così malaccio e che il mio accento bergamasco tutto sommato era ascoltabile, quindi c’ho preso gusto e adesso conduco un programma radio su Radio Croda che si chiama Undici Piccoli Indiani con Rafaele, il bassista.

Sei inarrestabile e seguitissima dai fans, ma resti te stessa. Non scorderò mai quella bellissima frase, “Io sono così, e che piaccia o no… non si cambia”, che hai detto a X Factor. Com’è possibile restare con i piedi per terra anche dopo tutta la carriera che hai fatto?

Mah, non ci ho mai pensato più di tanto a “cosa bisogna fare per restare coi piedi per terra”… detesto le “prime donne” e quelli che si sentono “arrivati”,quindi mi viene abbastanza normale comportarmi in modo “normale” (e scusate la ripetizione!). Invece, rimanere quello che sono “artisticamente” è una promessa che mi sono fatta da tempo.

Sul tuo profilo instagram hai un’ironica descrizione di te. “Contraddittoria, impaziente, sarcastica, suscettibile e malinconica (insomma, una bella persona)”. Com’è davvero Ambra Marie? Magnetica e carismatica già ce ne siamo accorti.

Eh, io sono proprio così! Ho elencato tutti i miei difetti, a dire i propri pregi son capaci tutti! Che poi essere malinconica per me non è un difetto,anzi,è un vanto 😉

Questa domanda è immancabile: cosa consiglieresti a tutti i giovani che vogliono fare arte, spettacolo o musica?

Armarsi di santa pazienza!

E ora una curiosità da fan. La canzone che preferisci cantare in assoluto?

Tra le mie Nulla Esiste e se dovessi sceglierne una non mia ti direi Dentro Marilyn degli Afterhours. Mi sento “a posto” quando la canto.

Un maxi in bocca al lupo alla band, a te e alla vostra musica. Rock on!

Grazie a te per l’intervista e per le domande originali e “pensate”. Un vero piacere rispondere, saluti dalla ciurma!

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