Intervista ad Ashley Little

Intervista ad Ashley Little a cura di Giulia Mastrantoni

Giulia Mastrantoni ha intervistato in esclusiva per Sugarpulp MAGAZINE Ashley Little, autrice di Girl Gang, pubblicato in Italia da 1Rosso.

Il nuovo romanzo di Ashley Little, Girl Gang, è appena stato pubblicato in Italia da 1Rosso e non potevamo farci scappare l’occasione di intervistarla. Ecco a voi… Ashley Little!

Intervista con Ashley Little

Girl Gang è fantastico: lo stile e le descrizioni di Vancouver sono notevoli. È davvero così la città? Hai dovuto affrontare molto lavoro di ricerca?

Grazie. Non ho mai vissuto a Vancouver, ma ci sono stata per parecchio tempo, sia per lavoro che per fare ricerca. Ho provato a immaginare che cosa direbbe Vancouver, se potesse parlare. Durante la stesura del romanzo, mi sono interessata all’architettura e al modo in cui trasformiamo lo spazio intorno a noi o in cui quest’ultimo trasforma noi. Ero interessata al Downtown Eastside. Ho letto molto al riguardo e ho osservato. Sono anche stata lì in ostello per quasi tre settimane in due anni!

Mi sono abbigliata in modo da non dare nell’occhio, ho messo da parte la bigiotteria, ho indossato una felpa e mi sono buttata nella mischia. Camminavo per ore ascoltando, osservando. Poi tornavo nella mia stanza e scrivevo tutto. Ricordo ogni sensazione. A volte tornavo in stanza e piangevo. C’è tanto dolore lì e fa male toccarlo con mano. Volevo che la gente sapesse che anche questo fa parte del Canada. Volevo offrire una finestra su di un mondo che altrimenti non si conoscerebbe.

Perché hai scelto personaggi così giovani e perché tutte ragazze?

Durante le mie ricerche sulle gang, ho scoperto che i gruppetti di sole donne sono i più rari, quindi ho pensato che sarebbe stato qualcosa di diverso dal solito, di sconosciuto all’universo letterario. Ho imparato che le gang al femminile hanno una gerarchia diversa e sono organizzate in modo differente rispetto a quelle maschili, per cui mi è parso interessante esplorarne le dinamiche. I membri delle gang sono giovani che vengono reclutati. 12 e 13 anni sono l’età del reclutamento, allora ho scelto un range 13 – 18 per il mio romanzo.

Le famiglie sono descritte come una fonte di dolore e rimpianti. Cosa ne pensi del rapporto tra genitori e teenager?

Temo che le gang abbiano successo proprio perché offrono un surrogato della famiglia che è “assente”. Riempiono i vuoti dell’individuo.

Nel romanzo la forma di arte più discussa sono i graffiti. Cosa ne pensi dell’arte in generale? Qual è il link tra Vancouver e i graffiti?

Mi sono interessata per molti anni ai graffiti e alla fine sono riuscita a metterli in un romanzo! Le gang graffitare sono diverse rispetto ai graffiti da street art e mi sembrava giusto fare luce su entrambe, magari esaminando la possibilità che tra le due vi fosse un punto di incontro. La mia parte preferita di ricerca per questo romanzo è stata andare a caccia di graffiti a New York, Los Angeles e varie città canadesi. I graffiti sono un modo di lasciare un segno di sé, ma sono anche il modo che la città ha di comunicare con noi e mostrarci il suo cuore.

La droga ha un ruolo centrale: le ragazze guadagnano grazie al commercio di droga, ma sembrano avere un rapporto conflittuale con quest’ultima. Cosa puoi dirci al riguardo?

Le gang vanno a braccetto con la droga. Scrivere un romanzo sulle gang significava dover includere la droga, per onestà quanto meno. Il consumo e lo spaccio di droga sono una parte importante della vita di strada nel Downtown Eastside e volevo darne una rappresentazione autentica.

La violenza e lo stupro sono parte della trama. È stato difficile scriverne sapendo che le protagoniste erano così giovani, ma già vittime?

Come per la droga, anche qui si parla di capisaldi della vita da gang. Lasciarli fuori perché mi era doloroso scriverne sarebbe stato imbrogliare il lettore e falsare il romanzo. Sì, è stato difficile scrivere le scene degli stupri e ho fatto un notevole sforzo per immaginare quei livelli di violenza. Ma ce n’era bisogno. Non ho mai pensato di lasciare nulla da parte.

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