Intervista a Chris Claremont

Intervista a Chris Claremont a cura di Giacomo Brunoro

Chris Claremont è stato uno degli sceneggiatori più importanti nel mondo del fumetto popolare americano. I suoi X-Men hanno rivoluzionato la pop culture entrando nell’immaginario collettivo contemporaneo. Snikt!

Dire Chris Claremont significa dire X-Men: Claremont infatti ha scritto per ben 17 anni le storie dei mutanti più famosi di sempre, non solo dando vita a una storica run disegnata da John Byrne (una delle migliori di sempre), ma anche espandendo l’X-Universo insieme tantissimi altri disegnatori al punto da renderlo la colonna portante della Marvel. Grazie alla sua fantasia inesauribile gli X-Men hanno rivoluzionato il mondo dei comics americano diventando un punto di riferimento per la pop culture moderna, fino all’esplosione attuale grazie ai blockbuster hollywoodiani. Per non parlare poi di Excalibur, I nuovi mutantiWolverine, tutte serie portate al successo da Claremont, che negli anni ha lavorato anche per la DC Comics e per la Dark Horse, oltre ad aver scritto un bel po’ di romanzi (se volete approfondire c’è sempre l’ottima Wikipedia).

È con grande piacere dunque che vi presento quest’intervista con Chris Claremont che, inutile dirlo, si è rivelato gentilissimo e molto disponibile (cosa che accomuna tutti i grandi, c’è poco da fare…).

Intervista a Chris Claremont

Buongiorno Mr. Claremont, innanzitutto grazie mille per la tua disponibilità. Da sempre ammiro il suo lavoro e ogni volta che prendo in mano un suo albo, anche a distanza di anni, mi rendo conto di quanto attuale sia la sua scrittura, davvero senza tempo. Durante la sua lunghissima e storica run degli X-Men, ma in generale in tutta la sua carriera, come ha fatto a far coesistere un così alto livello autoriale con i ritmi tremendi della serialità?

Mantenere un buon livello qualitativo è fondamentalmente una questione di determinazione. Cerco di prendermi tutto il tempo che mi serve e curo al massimo il mio lavoro perché alla fine il risultato sia il migliore possibile, sia da un punto di vista creativo che tecnico. Il problema è che, per quanto mi sforzi, ho sempre la sensazione che ci sia qualcosa che avrei potuto fare meglio, e questo aumenta ancora di più la mia determinazione per tentare di fare meglio in futuro. Per quanto riguarda l’aspetto seriale credo sia un crescendo: più scrivo dei miei personaggi e della loro vita e più li conosco, li visualizzo e capisco chi sono e, si spera, perché si comportano in un certo modo.

Per un autore quanto difficile è vedere un “tuo” personaggio nelle mani di altri autori? So che in passato proprio per questo motivo ha avuto non pochi contrasti con la Marvel, ad esempio.

Per quanto riguarda i personaggi Marvel da un punto di vista tecnico i personaggi sono “miei”, dato che gli X-Men originali sono stati ideati da Stan Lee e Jack Kirby, mentre il nuovo corso degli X-Men venne avviato da Len Wein e Dave Crockrum.). Triste ma vero, è la tipica situazione in cui ci si ritrova quando si lavora per un’azienda. Per un breve momento di gloria (che nel mio caso è durato 17 anni), ho avuto la fortuna di scrivere le loro vite, ma ogni volta che provavo a spingere in direzioni particolari era l’azienda a dire l’ultima parola. E’ la dura realtà del mondo del business e ho il sospetto che a ben pochi di noi autori piaccia, ma è qualcosa con cui dobbiamo imparare a convivere.

Oggi case editrici come Marvel e DC sono vere galassie multi-etniche con autori e disegnatori che collaborano tra loro da ogni parte del mondo grazie al web. Impossibile non notare la similitudine con i suoi X-Men che da sempre sono stati il simbolo dell’integrazione. Che ne pensa di questa situazione?

Penso che sia cool dato che in questo modo scrittori e disegnatori, come hai sottolineato, possono lavorare insieme anche vivendo in paesi lontanissimi. Ho avuto la fortuna di collaborare con artisti argentini, filippini, giapponesi, italiani e di molte altre nazioni interessanti. Ognuno di loro ha portato una prospettiva diversa e unica nella realizzazione dei personaggi e della storia. Hanno allargato l’orizzonte visivo delle storie e i personaggi multietnici hanno sicuramente ampliato il cuore delle storie.

Dopo tutti questi anni c’è un disegnatore con cui le piacerebbe lavorare?

Ce ne sono tantissimi, sarebbe impossibile fare un elenco!

Cosa ne pensa dei film che sono stati girati sugli X-Men e su Wolverine?

Ho l’opportunità di vedere personaggi che ho creato e plasmato intrepretati da attori che rispetto e ammiro. Riesco a vedere / sentire Hugh Jackman che recita frasi che ho scritto, ma anche Sir Ian McKellen, Patrick Stewart, Halle Berry e Ellen Page danno vita a dei personaggi che io ho plasmato e creato. Hanno dato vita alle mie storie e le hanno portate sugli schermi di tutto il mondo. Come non si può amare tutto questo?

In passato ha collaborato con George Lucas al progetto Cronichles of the Sadow War, non le piacerebbe scrivere anche per un franchise come Star Wars?

In realtà ho scritto storie di Star Wars, quando la Marvel aveva la licenza del franchising per i fumetti. E’ stato divertente giocare nel giardinetto di George, ma alla fine della giornata i giocattoli restavano sempre i suoi (anzi, della Disney adesso). Personalmente preferisco concentrarmi sui miei progetti, sul mio lavoro.

Legge o conosce fumetti italiani o europei?

Purtroppo parlo e lavoro soltanto in inglese, come Winston Churchill. Detto questo però mi piace vagare attraverso le montagne di libri nelle librerie parigine e romane, per scoprire cosa c’è di nuovo nei fumetti europei. Il vantaggio dei fumetti e che spesso parlano da soli, e non sai mai se un’occhiata casuale può portarti poi a una possibile collaborazione con qualche artista oppure, perché, anche a un rapporto professionale di lunga durata.

Ci consigli quattro titoli: un libro, un fumetto, un film e una serie tv che non dobbiamo assolutamente farci scappare.

Il libro è Re in eterno di T. H. White; i fumetti sono due: Dan Dare di Frank Hampson e Valerian di Pierre Christin and Jean-Claude Mézières; anche per quanto riguarda il cinema ti dò due titoli: 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick e Scala al paradiso di Michael Powell e Emeric Pressburger; anche per quanto riguarda le serie ti devo dare due titoli: Dr. Who (tutta la serie, dagli inizi a oggi!) e un classico di Aaron Sorkin, Tutti gli uomini del Presidente.

Grazie infinite per la sua disponibilità, un saluto da tutti i fan di Sugarpulp!

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