Intervista a Drew Karpyshyn

Intervista a Drew Karpyshyn

Una chiacchierata con Drew Karpyshyn, autore di Mass Effect e di molti romanzi dell’universo espanso di Star Wars, come la splendida trilogia di Darth Bane

Drew Karpyshyn ha iniziato la sua carriera di scrittore lavorando come game designer alla Wizards of Coast e poi alla BioWare. E’ stato lead writer del team di lavoro che ha ideato Mass Effect, di cui ha scritto anche tutti i romanzi.

Per quanto riguarda il mondo Star Wars invece ha scritto la celebre trilogia dedicata a Darth Bane e altri romanzi e videogiochi ambientati nella Vecchia Repubblica. E’ uscito da poco negli Stati Uniti Children of Fire, il primo volume della sua trilogia fantasy. I suoi romanzi in Italia sono pubblicati da EdizioniMultiplayer.it.

L’intervista

Ciao Drew, innanzitutto ti ringrazio infinitamente per la disponibilità. Prima che romanziere di successo sei un grande sceneggiatore di videogames, ci racconti come dividi il tuo lavoro tra narrativa e videogiochi?

Per quanto mi riguarda lavorare a un videogames o a un romanzo è abbastanza simile, dato che anche quando ero in BioWare scrivevo sempre da solo. Concentravo la mia attenzione sulle storie e sui personaggi, proprio come faccio quando scrivo i miei libri. Comunque quando si lavora su un videogioco si fa parte di un team e si deve condividere il proprio lavoro e le proprie idee con gli altri membri della squadra. Si tratta di uno scambio: tu dai molto ma ricevi altrettanto. Quando scrivo un libro invece prendo in maniera autonoma tutte le decisioni e quindi ho un controllo totale su ogni aspetto creativo.

Che differenze ci sono da un punto di vista puramente tecnico tra scrivere per un progetto legato a un videogames e scrivere per un romanzo?

Quando scrivi per un videogioco sai che ci sono molti altri fattori che catturano l’attenzione del pubblico oltre alla tua scrittura: le animazioni dei personaggi, il visual del gioco, la musica, gli effetti sonori, le voci degli attori. Se il mix di tutte queste componenti è perfetto allora il risultato è fantastico, come nella Conversation to Souveran nel primo Mass Effect. Il risultato finale rende la mia scrittura più epica ed espressiva di quello che era in realtà, perché quando giochi vengono aggiunti tutti questi elementi. Devi essere consapevole che devi arrivare a dei compromessi quindi, perché mentre scrivi sai che poi ci saranno anche tutti questi altri reparti che lavoreranno su quella scena, e quindi come autore non puoi fare quello che avevi in testa all’inizio perché andrebbe in conflitto con il lavoro del team.

Scrivere per un franchise importante come Star Wars non dev’essere semplice, viste le enormi pressioni dei fan per tutto ciò che riguarda l’universo Star Wars: com’è stato il tuo approccio a questo mondo?

Credo che se scrivi per una saga come Star Wars il segreto del successo del tuo lavoro stia nel rispettare quel franchise. Fin da ragazzo sono stato un grandissimo fan di Guerre Stellari e quindi so perfettamente cosa vogliono i fan della saga. Non ho nessuna intenzione di cambiare Star Wars, sto cercando semplicemente di costruire qualcosa e di riuscire ad aggiungere un tassello a questo enorme mosaico. Credo che i fan se ne rendano conto, questo è l’unico scopo che mi prefiggo quando scrivo romanzi ambientati nell’universo espanso.

La tua trilogia di Darth Bane è stata per me una delle letture più appassionanti degli ultimi anni: Darth Bane è un personaggio clamoroso, vivo, che appassiona e coinvolge. C’è qualche possibilità di vederlo prima o poi al cinema?

Mi piacerebbe molto vedere la storia di Darth Bane trasformata in film, però non credo che succederà. Come tutti sapete Disney ha già detto che produrrà una nuova serie di film su Star Wars, ma credo che vorranno mettere l’accento sulle storie che loro vogliono raccontare e non su quelle che ha scritto qualcun altro. Fare un film (o un libro o un videogames), costa molto tempo e denaro, quindi non posso biasimare gli studios se scelgono altre storie diverse dalle mie.

Leggendo i tuoi romanzi spiccano le pagine in cui descrivi i combattimenti corpo a corpo (fenomenale lo scontro tra Darth Bane e il manipolo di Jedi descritto in Darth Bane: la regola del Due): pensi che il tuo lavoro nel mondo dei videogiochi ti abbia aiutato a sviluppare la tua abilità in questo tipo di scene?

Credo che aver lavorato nei videogames mi abbia aiutato a capire le regole fondamentali dei combattimenti: attacco, contrattacco, ecc. Però ho studiato molto tutte le arti marziali che potessero essere simili a una battaglia con spade laser, mi sono concentrato sull’evidenziare anche i più piccoli dettagli per tentare di costruire delle scene di spade laser memorabili.

Ti piacerebbe scrivere anche per il cinema e per i fumetti? Secondo hai una scrittura molto “visiva” e saresti un autore perfetto!

Non ho mai avuto un grande feeling con il fumetto, in realtà non li leggevo molto neppure da ragazzo e anche adesso li leggo abbastanza saltuariamente. Scrivere per il cinema sarebbe un’esperienza stupenda, perché vorrebbe dire poter arrivare a un pubblico molto più grande rispetto a quello dei libri e dei videogames. Ma so che se scrivessi per il cinema dovrei sacrificare buona parte del controllo creativo: spesso infatti gli sceneggiatori raccontano come i loro script vengano cambiati o addirittura riscritti in corso d’opera dagli studios. Si tratterebbe però di un “sacrificio” che accetterei molto volentieri se mi arrivasse una proposta del genere.

Anche se nel mondo dei videogames la tecnologia ha un ruolo fondamentale, negli ultimi anni la componente legata alla scrittura ha assunto un peso sempre più importante. Se ti dico che i videogames potrebbero diventare la nuova frontiera di quella che un tempo era la narrativa popolare cosa mi rispondi?

Credo che la parte dello storytelling nel mondo dei videogiochi stia crescendo sempre di più in termini di importanza all’interno dei giochi, e che i fan vogliano sempre di più videogames scritti bene. Ma credo anche che gli aspetti legati al gameplaying resteranno sempre più importanti dello script. In un grande gioco la storia e il gameplay si completano l’un l’altro, ma il gioco è tale soltanto se c’è una reale game experience. Secondo me per le aziende di videogames sarà sempre più importante investire negli aspetti legati alla scrittura, ma non credo che i videogames riusciranno mai a soppiantare del tutto i libri e i film come nuovo medium di riferimento per la narrativa.

Parliamo un po’ di videogiochi: quand’eri più giovane qual era il tuo arcade preferito?

Ho giocato a tantissimi arcades, ma probabilmente quelli a cui ho giocato di più sono stati Dragon’s Liar e Rygar. Ho anche bruciato un sacco di ore (e di quarti di dollaro!) con il gioco originale di Gauntlet.

Nel 2015 Star Wars tornerà nei cinema di tutto il mondo: cosa ti aspetti dalla nuova saga?

Sono molto ottimista dopo aver visto quello che la Disney ha fatto con la Marvel: sembra che riescano a capire esattamente cosa vogliono i fan realizzando degli ottimi film, quindi mi aspetto che facciano lo stesso anche con Star Wars. Suppongo che il primo film sarà collegato alla vecchia saga, ma spero che poi vadano a pescare anche sul materiale dell’universo espanso.

Consigliaci quattro titoli: un libro, un fumetto, un film e un videogames che non dobbiamo assolutamente farci scappare.

Questa è una domanda davvero difficile perché tira in ballo i miei gusti personali. Vediamo, da un punto di vista professionale vorrei che i miei fan comprassero il mio libro Children of Fire, e sono sicuro che anche il vecchio videogames di Star Wars: Knight of The Old Republic tenga botta alla grande. Per quanto riguarda i fumetti vi consiglio Star Wars – The Old Republic: The Lost Suns della Darkhorse, scritto da Alex Freed. Per quanto riguarda i film sono ancora più in difficoltà. Se non avete visto Alien o Aliens allora guardateli, sono due grandi film. Se invece volete stare su qualcosa di più recente vi consiglio Django (sono un grandissimo fan di Tarantino).

Se per Star Wars si è trattato di entrare in un mondo già consolidato, per Mass Effect il caso è completamente diverso, dato che sei tra i creatori dell’intera saga fin dall’origine: per il futuro tornerai a sviluppare questi progetti o stai lavorando a qualcosa di nuovo?

Per quanto riguarda Mass Effect non posso prendermi tutti i meriti: c’è stato un grande team che ha lavorato per costruire questo universo. Abbiamo passato un anno intero a studiare le diverse specie, i mondi, le tecnologie e le storylines prima di iniziare a lavorare sul gioco. In questo momento ho deciso di prendermi una pausa dal mondo dei videogames e sto focalizzando il mio lavoro su The Cahos Born, la mia trilogia fantasy. Il primo libro, Children of Fire, è uscito da pochissimo. Ho appena finito di scrivere il secondo romanzo, The Scorched Earth, e sto per iniziare a lavorare al capitolo conclusivo della serie. Quando l’avrò finito deciderò sul da farsi.

Grazie mille per la disponibilità Drew, un saluto da tutte le barbabietole!

>> Il sito ufficiale dell’autore statunitense

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