Iron Sky (nazisti cattivi, alleati buoni?)

Il film che non ti aspetti. Iron Sky è il b-movie che ti sorprende, lasciandoti un retrogusto amaro

Timo Vuorensola è Finlandese, è giovane (33 anni), è il fondatore della band Älymystö che suona industrial/dark/metal, è regista dal 1996.

Timo è un piccolo ciclone che approda a questo lungometraggio con una visione moderna e alternativa della storia… o del futuro visto che parliamo di fantascienza.

Non giriamoci attorno è un b-movie, non per questo un prodotto scadente.

Iron Sky (nazisti cattivi, alleati buoni?)

Forse non resterà negli annali di cinematografia, la sua fotografia carica di quel “digitale home-made” decisamente pacchiano, gli effetti speciali realizzati con software da 2.000 euro, le ricostruzioni CG sorprendentemente finte, un montaggio che gioca al tira e molla dei tempi senza un ritmo preciso. Evidente il footage limitato al quale Suresh Ayyar ha potuto accedere, questioni economiche in primis, creando così un golem eclettico ma scarico di quella potenza necessaria per la tipologia narrativa.

A parer mio ne risulta comunque un gran film, godibilissimo, con una trama tutta da scoprire e che quando meno te l’aspetti cambia le carte in tavola.

Però, prima, vorrei soffermarmi sul mondo alternativo creato da Johanna Sinisalo e Jarmo Puskala, i  veri creatori della trama sceneggiata da Michael Kalesniko [NdR].

Prima di tutto, lo avrete notato dai loro nomi vichinghi, parliamo di immaginazione Finlandese. Che sia un bene o un male non mi tange, di sicuro i nordici autori hanno fumato parecchio i fumi di scarico del Dieselpunk. Ora non vorrei ammorbarvi con un pippone sul genere, sappiate solo che;  prendendo lo Steampunk, togliendo tutto il vapore e i suoi derivati, inserendo motori diesel pre-elettronica dai gas di scarico molto inquinanti, ambientando il tutto nell’arco temporale dei primi quarant’anni del 1900, troverete la magia di questo film.

Iron Sky (nazisti cattivi, alleati buoni?)

La base lunare è uno spettacolo a forma di svastica, dal design totalmente inutile ma fortemente evocativo, situata sul lato oscuro del satellite terrestre. All’interno un tripudio di leve e ingranaggi, degni di quel “Modern Times” (1936) molto famoso, dove tutto quel che si muove è grande, sporco e rumoroso.

Ancor più entusiasmante è il mezzo di trasporto utilizzato internamente all’immensa struttura, un Volkswagen Maggiolino del 1938, colore nero, targa personalizzata “fuhrer”… un tocco da maestro.

Iron Sky v’illumina anche su di uno dei quesiti fondamentali che prima o poi attanagliano noi gretti umani: i dischi volanti avvistati dall’incidente di Roswell in poi, saranno veri o frutto di gente squilibrata? Ora sapete che sono veri e sopratutto un velivolo nazista!

Vi siete mai chiesti che fine fecero i dirigibili dell’illustre Ferdinand von Zeppelin dopo la prematura disfatta del LZ 129 Hindenburg? Ovviamente sulla Luna con i nostri cari nazi!

Secondo voi il Colossus di quel genio di Turing è il primo computer “moderno” al mondo? Se avete risposto affermativamente vi sbagliate. Qualche anno prima (1938) la Germania nazista operava già calcoli complessi tramite semplici schede perforate. Queste erano elaborate dallo Z1 di Konrad Zuse… e secondo voi dove si trova questo gioiellino della tecnica? Sulla Luna a supervisionare il funzionamento della Götterdämmerung (crepuscolo degli dei), la nave madre nazista!

Iron Sky (nazisti cattivi, alleati buoni?)

Ma torniamo ai cambiamenti di carte.

Lei, bella bionda, ariana. Renate Richter, interpretata dalla brava franco-tedesca Julia Dietze, è la predestinata moglie del futuro comandante in capo nonché esperta terrestre.

Lui, alto, biondo, ariano. Klaus Adler, interpretato da quel  Götz Otto visto in Cloud Atlas (pace all’anima sua), è il predestinato futuro comandante nonché pazzo criminale.

L’altro, alto, bello, di pelle nera e occhi scuri. James (Christopher Kirby) è la prima vittima del grande complotto luno-nazista; diventerà ariano.

L’altra, bella, mora, intraprendente. Vivian Wagner (Peta Sergeant) è la ipercinetica spin doctor del Presidente degli Stati Uniti, quel tanto disperata e fashion da trovare in Klaus la soluzione ai suoi problemi.

Il Presidente degli Stati Uniti (Stephanie Paul) che risulta più reale che mai quando afferma “evvai questa guerra mi farà rieleggere per il secondo mandato!”.

Ultime le Nazioni Unite, in disaccordo su tutto, fomentatrici dell’infausto destino terrestre.

Ora prendete tutti questi elementi e posizionateli nel vostro spazio ideale di buoni e cattivi. Come l’isotopo di Elio-3, fondamentale per la tanto agognata fusione nucleare e guarda caso raccolto dai nazisti sulla Luna, si creeranno una serie di strane reazioni eso/endoenergetiche tali da farvi odiare i tanto buoni terrestri e farvi amare i tanto cattivi nazisti.

Forse l’unico mondo possibile è quello sulla Luna. Un tiro mancino, un cambiare le carte in tavola che lascia un retrogusto amaro.

Guardatelo, voi amanti del fanta-trash, voi attenti scopritori di perle, voi incalliti nerd, voi che volete divertirvi con quel gusto per la black comedy molto british e poco italiano.

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